Un blocco per appunti con calcoli accanto alle chiavi di un box auto

Come fissare il prezzo del tuo posto auto a Torino

Le tabelle dei canoni per zona dicono dove sei. Non dicono quanto chiedere. Il metodo che porta dal punto di partenza al numero da scrivere.

Aggiornato il 7 settembre 2026 · di Giulia Grussu e Stefano Puggioni, fondatori di KIVO · 4 min di lettura

Perché le tabelle non bastano

Le tabelle dei canoni per zona dicono una cosa utile e una sola: dove ti trovi. A Torino un box va da 60–90 € in periferia a 150–200 € e oltre nelle zone di pregio, con il semicentro fra i 90 e i 135 €.

Il problema è che sono intervalli larghi: fra 90 e 135 ci sono cinquanta euro al mese, cioè̀ seicento euro l’anno. La tabella ti dice l’intervallo, non il numero. Questo articolo serve a passare dal primo al secondo.

Passo 1 — Il punto di partenza: la zona

Si parte dal centro dell’intervallo della propria zona, non dal massimo. È il numero da cui si corregge.

ZonaIntervalloPunto di partenza
Centro, Crocetta, Cit Turin150–200 €175 €
San Salvario, Vanchiglia, Cenisia100–135 €115 €
Santa Rita, Lingotto, Nizza90–120 €105 €
Mirafiori, Barriera, Borgo Vittoria60–90 €75 €

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Passo 2 — Le cinque correzioni

Ognuna sposta il prezzo in su o in giù. Sono in ordine di peso: le prime due contano più delle altre tre insieme.

  • Chiuso o scoperto. Un box con basculante vale molto più di un posto in cortile: protegge dalla grandine, dal sole e dagli atti vandalici. È la variabile che pesa di più.
  • Altezza e manovra. Sotto i due metri escludi molti SUV e ogni furgone; una curva stretta davanti alla porta perde metà dei candidati. Se il box è comodo, dillo e chiedi di più.
  • Cosa tira la domanda a duecento metri. Un ospedale, una stazione, un’università, uno stadio: la stessa via vale diversamente secondo cosa ha vicino.
  • L’accesso. Un codice o un telecomando duplicabile ti permette di affittare a ore; una sola chiave meccanica ti costringe al mensile. Cambia il modello, non solo il prezzo.
  • Lo stato. Luce, pavimento pulito, serratura decente: non sono ristrutturazioni, ma spostano il canone e soprattutto la velocità con cui si affitta.

Passo 3 — La domanda che nessuno si fa: contro cosa competi?

Il prezzo di un box non si confronta con gli altri box: si confronta con l’alternativa reale di chi cerca. Ed è diversa da zona a zona.

In centro l’alternativa è la sosta a pagamento a 2,80 € l’ora e le strutture pubbliche a 14,00 € al giorno: chi lavora in centro cinque giorni a settimana spende cifre a tre zeri l’anno, e un box a 175 € al mese è un affare evidente.

In una zona dove in strada si parcheggia gratis, l’alternativa costa zero. Lì il tuo box non compete sul prezzo ma su altro — il coperto, la sicurezza, la certezza — e il canone deve stare basso perché la concorrenza è la strada.

Questa è la ragione per cui due box identici a tre chilometri di distanza valgono il doppio l’uno dell’altro.

Passo 4 — La verifica in due settimane

Il prezzo giusto non si calcola: si verifica. Il metodo è semplice e vale per qualunque mercato.

Si pubblica al punto di partenza corretto e si guarda cosa succede in due settimane. Se arrivano richieste subito, il prezzo è basso e si può alzare al rinnovo. Se non arriva niente, il prezzo è alto oppure l’annuncio è incompleto — e prima di abbassare conviene controllare le foto e le misure, perché nove volte su dieci il problema è quello.

Il costo di sbagliare in eccesso è il tempo; il costo di sbagliare in difetto è un anno di canone sotto mercato. Meglio partire un po’ alti e correggere, che partire bassi e restarci per dodici mesi.

Un errore che vale sessanta euro al mese

L’errore più comune è dare un solo prezzo. Un box può avere prezzi diversi per formule diverse: il mensile a un inquilino fisso, il giornaliero per chi parte in aereo, l’oraria nelle sere di evento o nelle mattine vicino a un ospedale.

Su KIVO si possono tenere insieme, e il conto cambia: un posto a Santa Rita che a mensile vale 100 € può superarli combinando pendolari infrasettimanali e domanda del fine settimana. Non è automatico e richiede più gestione, ma il tetto è più alto.

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Domande frequenti

Come si stabilisce il prezzo di un box a Torino?

Si parte dal centro dell’intervallo della propria zona — da 75 € in periferia a 175 € nelle zone di pregio — e si corregge per cinque variabili: chiuso o scoperto, altezza e manovra, cosa tira la domanda vicino, il tipo di accesso e lo stato del box.

Quale variabile pesa di più?

Se il box è chiuso o scoperto. Un box con basculante protegge da grandine, sole e atti vandalici, e vale molto più di un posto in cortile.

Contro cosa competo col mio prezzo?

Con l’alternativa reale di chi cerca. In centro è la sosta a 2,80 € l’ora e le strutture a 14 € al giorno; in una zona dove si parcheggia gratis in strada l’alternativa costa zero, e il canone deve stare basso.

Meglio partire alti o bassi?

Un po’ alti e correggere. Il costo di sbagliare in eccesso è qualche settimana di attesa; quello di sbagliare in difetto è un anno di canone sotto mercato.

Se non arrivano richieste devo abbassare il prezzo?

Non subito. Prima si controllano foto, misure e descrizione dell’accesso: nove volte su dieci il problema è l’annuncio incompleto, non il prezzo.

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Le guide dei quartieri citati

Fonti: GTT — tariffe della sosta · GTT — parcheggio Roma – San Carlo – Castello, tariffe

Giulia Grussu & Stefano Puggioni — fondatori di KIVO

Abbiamo costruito KIVO a Torino, dove viviamo e dove parcheggiamo ogni giorno. Per farlo abbiamo mappato oltre 11.000 stalli fra strisce blu, bianche e zone di sosta della città: queste guide nascono da quei dati e dagli stessi giri a vuoto che fai tu.

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