Quanto vale davvero, con i nostri numeri
Partiamo dalla cifra, perché è la domanda vera. Sui nostri annunci di Torino i posti scoperti e i cortili stanno fra 1,50 e 2,80 € l’ora, con il grosso fra 2,00 e 2,50.
Il confronto che serve è questo: la media di tutti gli annunci privati è 2,46 € l’ora, quella delle strutture — autosili, garage, multipiano — è 3,55 €, e le strutture arrivano fino a 5,00.
Quindi un posto scoperto in cortile vale circa un euro in meno l’ora di un posto in struttura, e qualcosa in meno di un box chiuso. Non è poco e non è tanto: è la differenza fra vendere uno spazio e vendere anche una porta.
Chi prova a prezzare un cortile come un box non lo affitta. Chi lo prezza un po’ sotto la media dei privati lo affitta subito, e su un posto che altrimenti resta vuoto la differenza fra 2,00 e 2,20 non è il problema.
Cosa lo alza e cosa lo abbassa
Le variabili che spostano il prezzo di un posto scoperto sono poche e quasi tutte pratiche, non estetiche.
Lo alzano: essere in una zona interamente tariffata, dove l’alternativa è pagare le strisce blu tutto il giorno; avere un accesso automatico che non richiede una persona; stare vicino a un ospedale, a una stazione o a un impianto; essere abbastanza grande per un’auto media senza manovre acrobatiche.
Lo abbassano: un cancello che si apre solo a mano; un posto in cui si entra passando davanti a un’altra auto; la vicinanza a una zona dove la sosta su strada è gratuita — se davanti a casa tua si parcheggia gratis, il tuo cortile compete con lo zero.
C’è un fattore che non è né alto né basso ma va detto: il coperto non protegge solo dalla grandine, protegge dalla preoccupazione. Chi cerca un posto per un’auto nuova o per un mese di ferie sceglie il box anche pagando di più. Il cortile vince sulle soste medie e brevi.

I requisiti pratici, prima del prezzo
Un posto scoperto che non funziona non è un problema di prezzo. Sono quattro cose e si controllano in dieci minuti.
L’accesso. Come entra chi non abita nel palazzo? Un telecomando da consegnare, un codice, un citofono: qualcosa deve esserci, e deve funzionare anche alle sette di mattina quando tu dormi.
La manovra. Vai nel cortile e prova a entrare e uscire con la tua auto senza aiuto. Se serve una manovra in tre tempi, va scritto nell’annuncio, non scoperto dal cliente.
Le misure. Larghezza, lunghezza e — se si passa sotto un arco — altezza. Un SUV che non passa sotto il portone è la recensione peggiore che puoi ricevere, e si evita con un metro.
La convivenza. Se il cortile è comune, l’ingresso di un estraneo riguarda anche gli altri. Non è un dettaglio legale astratto: è il vicino che si affaccia dalla finestra la prima volta che vede un’auto che non conosce.
Cosa scrivere nell’annuncio
Su un posto scoperto la descrizione fa più differenza che su un box, perché il cliente deve immaginare uno spazio che non ha una porta.
Le cose che convincono, in ordine: come si entra, con che oggetto e in quanti secondi; le misure vere, non «va bene per un’auto media»; una foto del posto vuoto e una del passaggio dal portone; cosa c’è a cento metri, perché chi cerca sta andando in un posto preciso.
Le cose che non convincono e le mettono tutti: aggettivi. «Comodo», «tranquillo», «ottima posizione» non dicono niente e occupano lo spazio dove doveva stare la misura.
E una cosa da dire per onestà: se il posto è sotto un albero o sotto una grondaia, scrivilo. Chi lo scopre da solo lascia il posto e non torna; chi lo sa prima magari lo prende comunque, perché cercava vicino e non coperto.
Quando conviene affittarlo a ore invece che al mese
La domanda di chi ha un cortile è sempre la stessa, e la risposta dipende dalla zona, non dal posto.
Al mese conviene dove intorno c’è domanda stabile: residenti senza garage, studenti, personale di un ospedale o di un ufficio. Un canone fisso, un solo interlocutore, nessuna gestione.
A ore conviene dove passa gente diversa ogni giorno: vicino a un museo, a uno stadio, a una stazione, a un centro fieristico. Il ricavo potenziale è più alto ma va gestito, e il posto resta vuoto nelle ore in cui nessuno arriva.
La strada che funziona meglio quasi sempre è la terza: affittare al mese le fasce prevedibili e a ore quelle libere. Un posto usato da un residente che lavora di giorno è vuoto dalle 8 alle 18, e quelle dieci ore sono le più richieste della giornata.
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Domande frequenti
Quanto si chiede per un posto scoperto in cortile a Torino?
Sui nostri annunci i posti scoperti e i cortili stanno fra 1,50 e 2,80 € l’ora, con il grosso fra 2,00 e 2,50. La media di tutti gli annunci privati è 2,46 € e quella delle strutture 3,55.
Un posto scoperto vale meno di un box?
Sì, tipicamente qualcosa in meno, e circa un euro l’ora in meno di un posto in struttura. Il box vende anche una porta, e su soste lunghe o su auto nuove quella porta conta.
Cosa serve perché un cortile funzioni come posto in affitto?
Un accesso che funzioni senza di te, una manovra praticabile, le misure reali dichiarate e la convivenza con gli altri condomini sistemata prima, non dopo.
Conviene affittarlo a ore o al mese?
Al mese dove c’è domanda stabile di residenti o lavoratori; a ore dove passa gente diversa ogni giorno. La formula migliore è spesso mista: al mese le fasce prevedibili, a ore le ore libere.
Devo dire che il posto è sotto un albero?
Sì. Chi lo scopre arrivando lascia il posto e non torna; chi lo sa prima spesso lo prende comunque, perché stava cercando vicino a una destinazione e non un posto coperto.
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Affittare un box auto a Torino: quanto rende davvero →Affittare un posto auto in condominio: cosa si può fare davvero →L’annuncio di un posto auto che funziona: cosa scrivere e cosa evitare →Parcheggio mensile a Torino: quanto costa e quando conviene →Tasse sull’affitto di un box auto: cosa si paga davvero →Le guide dei quartieri citati
Fonti: Art. 1102 Codice Civile — Uso della cosa comune · La Legge per Tutti — Contratto di affitto del box
Giulia Grussu & Stefano Puggioni — fondatori di KIVO
Abbiamo costruito KIVO a Torino, dove viviamo e dove parcheggiamo ogni giorno. Per farlo abbiamo mappato oltre 11.000 stalli fra strisce blu, bianche e zone di sosta della città: queste guide nascono da quei dati e dagli stessi giri a vuoto che fai tu.
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