Schermata di un annuncio di posto auto con foto e misure

L’annuncio di un posto auto che funziona: cosa scrivere e cosa evitare

Chi cerca un box decide in venti secondi. Sei informazioni lo convincono, tre frasi lo fanno scappare: sono sempre le stesse.

Aggiornato il 6 settembre 2026 · di Giulia Grussu e Stefano Puggioni, fondatori di KIVO · 3 min di lettura

Chi legge decide in venti secondi

Un annuncio di posto auto non si legge: si scansiona. Chi cerca ha davanti diverse opzioni e sta cercando un motivo per escluderle, non per approfondirle.

Questo cambia il modo di scriverlo. Non serve una presentazione: serve che le sei informazioni decisive siano trovabili in venti secondi, e che nessuna manchi — perché un’informazione che manca viene interpretata come un problema nascosto.

Le sei informazioni che decidono

In ordine di importanza. Le prime tre non sono negoziabili: senza di quelle l’annuncio non converte.

#InformazionePerché pesa
1Altezza utile all’ingressoè il primo filtro: chi ha un SUV o un furgone parte da qui
2Foto vere del box, apertosenza foto l’annuncio viene saltato
3Come si accederampa, curva, telecomando, cortile: chi non capisce come entra, non prenota
4Distanza a piedi, in minutida ciò che serve a chi cerca, non in metri
5Chiuso o scopertocambia completamente il valore percepito
6Quando è disponibilesempre, solo di giorno, solo alcuni giorni

Hai un box o un posto auto che resta vuoto?

Anche solo per qualche ora al giorno puo’ diventare una rendita. Lascia i tuoi dati: ti chiamiamo entro 24 ore e ti aiutiamo noi a pubblicarlo, passo per passo. Gratis, e decidi tu prezzi e orari.

Ti contattiamo solo per questo. Niente newsletter, niente giro di terzi. Vuoi prima farti un’idea? Guarda quanto può rendere il tuo posto.

Le tre frasi che fanno chiudere la pagina

Sono banali e compaiono in metà degli annunci. Ognuna comunica il contrario di quello che intende.

  • «Box comodo». Non dice niente: comodo per chi, con quale auto? Sostituiscila con un numero — «altezza 2,10 m, manovra diretta senza retromarcia».
  • «Zona tranquilla». Chi cerca un posto auto non cerca la tranquillità: cerca di essere vicino a qualcosa. Sostituiscila con la distanza da quel qualcosa.
  • «Per info contattare». È la frase che segnala che l’annuncio è incompleto. Se l’informazione serve, va nell’annuncio: chi deve chiedere, di solito, non chiede.

L’ordine giusto in cui metterle

C’è una struttura che funziona meglio delle altre, e non è quella cronologica.

Prima la posizione utile: non l’indirizzo, ma a cosa sei vicino e in quanti minuti a piedi. È il motivo per cui qualcuno sta leggendo.

Poi i numeri: altezza, larghezza, chiuso o scoperto. Sono i dati che eliminano o confermano.

Poi l’accesso: come ci si entra, in modo che chi legge possa immaginarsi la manovra.

Alla fine le condizioni: disponibilità, durata, prezzo. Chi è arrivato in fondo è già interessato.

Cosa NON mettere

Due omissioni volute che migliorano l’annuncio.

Non l’indirizzo civico esatto. Serve la zona e la distanza: l’indirizzo preciso e le istruzioni di accesso arrivano a prenotazione confermata. È una questione di sicurezza, non di segretezza.

Non le foto di altri box. Sembra ovvio e succede: una foto «rappresentativa» presa da internet fa perdere ogni credibilità al momento della consegna, ed è il modo più rapido di trasformare una prenotazione in un rimborso.

Il caso in cui la sincerità fa guadagnare

C’è una tentazione naturale: non scrivere i difetti. È il calcolo sbagliato, e per un motivo pratico prima che etico.

Un box con una manovra difficile, un’altezza bassa o l’accesso limitato in certe ore non è senza mercato: è senza il mercato di chi ha un’auto grande e fretta. Se lo scrivi, arrivano le persone giuste e la prenotazione tiene. Se non lo scrivi, arriva chiunque e metà delle prenotazioni finisce in una discussione.

Lo stesso vale per un box in ZTL: se l’indirizzo non autorizza il transito in orario attivo, dirlo filtra i candidati sbagliati e ti risparmia la conversazione peggiore che ci sia, quella con chi ti chiede di pagargli una multa.

Con KIVO

La piattaforma chiede foto, misure e indirizzo perché sono esattamente i dati che chiudono una prenotazione, e l’indirizzo esatto con le istruzioni di accesso arriva a chi prenota subito dopo il pagamento.

Il resto è scrittura, e vale la pena farla bene una volta: un annuncio si scrive in venti minuti e lavora per anni. Se dopo due settimane non arrivano richieste, la pagina sulle sei cause spiega da dove ricominciare.

Trova parcheggio a Torino in 30 secondi

Posti privati prenotabili, segnalazioni della community in tempo reale, pagamento protetto in app. Oppure apri KIVO nel browser →

Scarica KIVO su App StoreScarica KIVO su Google Play
La mascotte di KIVO

Hai un box o un posto auto che resta vuoto?

Anche solo per qualche ora al giorno puo’ diventare una rendita. Lascia i tuoi dati: ti chiamiamo entro 24 ore e ti aiutiamo noi a pubblicarlo, passo per passo. Gratis, e decidi tu prezzi e orari.

Ti contattiamo solo per questo. Niente newsletter, niente giro di terzi. Vuoi prima farti un’idea? Guarda quanto può rendere il tuo posto.

Domande frequenti

Cosa devo scrivere nell’annuncio di un posto auto?

Sei informazioni: altezza utile all’ingresso, foto vere del box aperto, come si accede, distanza a piedi in minuti da ciò che serve, se è chiuso o scoperto e quando è disponibile.

Qual è l’informazione più importante?

L’altezza utile all’ingresso, misurata nel punto più basso. È il primo filtro per chi ha un SUV o un furgone e il dato che fa cadere più prenotazioni quando manca.

Devo scrivere l’indirizzo esatto?

No: nell’annuncio serve la zona e la distanza a piedi. L’indirizzo preciso e le istruzioni di accesso si danno a prenotazione confermata.

Conviene scrivere i difetti del box?

Sì. Un box con manovra difficile o altezza bassa non è senza mercato: è senza il mercato di chi ha un’auto grande. Scriverlo porta le persone giuste e riduce le contestazioni.

Quali frasi è meglio evitare?

«Box comodo», «zona tranquilla» e «per info contattare»: la prima non dice niente, la seconda non è ciò che si cerca, la terza segnala che l’annuncio è incompleto.

Continua a leggere

Le foto del box per l’annuncio: come farle bene in cinque minuti →Le misure del box che i guidatori cercano: altezza, larghezza, manovra →Descrivere l’accesso al box: la parte che fa annullare le prenotazioni →Il tuo annuncio di posto auto non riceve richieste: le sei cause →Come fissare il prezzo del tuo posto auto a Torino →Il mio box si può affittare? La lista di controllo in dieci punti →I sei errori di chi affitta un box per la prima volta →Serratura e sicurezza: cosa guardano davvero gli automobilisti →Ho messo il box su Subito e non è successo niente: perché →App per affittare il posto auto: cosa fanno e cosa non fanno →Posto auto assegnato in condominio: puoi affittarlo? →Puoi rifiutare chi vuole affittare il tuo box? →

Le guide dei quartieri citati

Fonti: Per l’affitto del box auto la durata del contratto è libera — nota tecnica

Giulia Grussu & Stefano Puggioni — fondatori di KIVO

Abbiamo costruito KIVO a Torino, dove viviamo e dove parcheggiamo ogni giorno. Per farlo abbiamo mappato oltre 11.000 stalli fra strisce blu, bianche e zone di sosta della città: queste guide nascono da quei dati e dagli stessi giri a vuoto che fai tu.

Scrivici: info@kivo-app.it · Cos’è KIVO

Tariffe e regole possono cambiare: fanno fede segnaletica, ordinanze del Comune di Torino e pagine ufficiali GTT. · ↑ Torna su

Trova parcheggio a Torino in 30 secondi

Scarica l’app