Perché l’altezza viene prima di tutto
Chi cerca un posto auto ha un’auto precisa, e la prima domanda che si fa è se ci entra. L’altezza è il filtro più duro che esista: se non basta, nessun altro pregio del box conta.
C’è un riferimento che aiuta a capire la soglia: i parcheggi in struttura di Torino dichiarano limiti di ingresso attorno ai due metri e dieci. Sotto i due metri si escludono molti SUV e praticamente ogni furgone; sopra i 2,10 si accoglie quasi tutto.
Molti box torinesi degli anni Cinquanta e Sessanta hanno luci d’ingresso basse, e non è un difetto da nascondere: è un dato da dichiarare, perché il mercato delle utilitarie esiste ed è grande.
Le tre misure, e dove si prendono
La regola che sbaglia quasi tutti: si misura nel punto peggiore, non in quello migliore. Un box alto 2,20 al centro e 1,95 sotto l’architrave è un box da 1,95, e va scritto così.
| Misura | Dove si prende | Perché |
|---|---|---|
| **Altezza utile** | all’ingresso, nel punto più basso | l’ostacolo è l’architrave o il binario della basculante, non il soffitto |
| **Larghezza utile** | fra gli ostacoli, non fra i muri | una colonna o un tubo riducono lo spazio reale |
| **Spazio di manovra** | davanti alla porta, da muro a muro | decide se serve la retromarcia e quante volte |

Lo spazio di manovra è la misura dimenticata
Altezza e larghezza le dichiarano quasi tutti. Lo spazio davanti alla porta quasi nessuno, ed è quello che rende un box facile o insopportabile.
Un box larghissimo con tre metri di corridoio davanti richiede manovre ripetute ogni volta. Un box normale con un cortile aperto davanti si prende in una manovra sola. Chi ci va ogni giorno se ne accorge il secondo giorno, e se non lo sapeva, disdice.
Non serve un numero preciso: basta una frase concreta — «si entra in una manovra», «serve una retromarcia dal cortile», «corridoio da 3,5 m: con un’auto lunga servono due manovre».
Come si scrivono nell’annuncio
Tre righe, in questo formato. È più utile di un paragrafo.
Chi legge questo non fa domande: o prenota o passa oltre. Entrambe le cose ti fanno risparmiare tempo.
- Altezza utile 2,05 m (misurata sotto l’architrave).
- Larghezza utile 2,40 m, nessuna colonna interna.
- Manovra: si entra dal cortile in una sola manovra, anche con un’auto lunga.
Le misure che NON servono
Due dati che vengono spesso messi e che nessuno usa: la superficie in metri quadri e la profondità oltre i quattro metri e mezzo.
I metri quadri sono un dato catastale, non un dato d’uso: nessuno confronta box per superficie. E la profondità conta solo per capire se l’auto ci sta tutta, cosa che sopra i quattro metri e mezzo è vera per quasi ogni vettura.
Se hai un box corto, invece, va detto: sotto i quattro metri e mezzo escludi station wagon e monovolume, ed è un’informazione utile quanto l’altezza.
Il vantaggio di dichiararle
Un box con misure scritte riceve meno richieste e più prenotazioni. È il risultato che si vuole: le richieste costano tempo, le prenotazioni portano reddito.
E c’è un effetto secondario che vale di più: le misure ti mettono al riparo. Se sono dichiarate e chi prenota arriva con un mezzo che non ci sta, il problema non è tuo. Se non sono dichiarate, lo diventa.
Su KIVO le misure sono un campo dell’annuncio proprio per questo: si compilano una volta e valgono per ogni prenotazione successiva.
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Domande frequenti
Quali misure servono per affittare un box?
Tre: altezza utile all’ingresso, larghezza utile fra gli ostacoli e spazio di manovra davanti alla porta. Le prime due in metri, la terza può essere descritta a parole.
Dove si misura l’altezza?
All’ingresso, nel punto più basso: l’ostacolo è l’architrave o il binario della basculante, non il soffitto. Si misura nel punto peggiore, non in quello migliore.
Qual è la soglia di altezza che conta?
I parcheggi in struttura di Torino dichiarano limiti attorno ai 2,10 m. Sotto i due metri si escludono molti SUV e praticamente ogni furgone.
Serve indicare i metri quadri?
No: è un dato catastale che nessuno usa per scegliere. Utile invece dichiarare la profondità se il box è corto, sotto i quattro metri e mezzo.
Perché lo spazio di manovra conta?
Perché decide se il box è comodo ogni giorno o insopportabile. Chi ci va tutti i giorni se ne accorge subito, e se non lo sapeva disdice.
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L’annuncio di un posto auto che funziona: cosa scrivere e cosa evitare →Le foto del box per l’annuncio: come farle bene in cinque minuti →Descrivere l’accesso al box: la parte che fa annullare le prenotazioni →Parcheggi in struttura a Torino: l’elenco completo con le tariffe →Come fissare il prezzo del tuo posto auto a Torino →Il mio box si può affittare? La lista di controllo in dieci punti →Affittare un posto a un camper o a un furgone: il mercato che nessuno serve →Le guide dei quartieri citati
Fonti: GTT — scheda del parcheggio Palazzo del Nuoto (limiti di ingresso) · Best in Parking — Vittorio Park, altezza massima 2,10 m
Giulia & Stefano — fondatori di KIVO
Abbiamo costruito KIVO a Torino, dove viviamo e dove parcheggiamo ogni giorno. Per farlo abbiamo mappato oltre 11.000 stalli fra strisce blu, bianche e zone di sosta della città: queste guide nascono da quei dati e dagli stessi giri a vuoto che fai tu.
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Tariffe e regole possono cambiare: fanno fede segnaletica, ordinanze del Comune di Torino e pagine ufficiali GTT. · ↑ Torna su