Prima di tutto: quanto spazio serve
La domanda che viene prima della manovra, e quella che fa perdere più tempo quando la si salta.
La regola pratica è la lunghezza della tua auto più circa un metro e mezzo. Su una utilitaria da quattro metri servono cinque metri e mezzo; su una berlina da quattro e settanta, sei e venti. Con meno di un metro di margine complessivo la manovra si può fare, ma richiede più passaggi e il rischio di toccare sale.
Il modo di misurarlo senza scendere: guarda lo spazio e chiediti se ci sta la tua auto più una moto. Se la risposta è no, cerca un altro posto: il tempo che risparmi non provando è più di quello che perdi con sei correzioni.
La sequenza, in cinque mosse
Vale per la sosta in parallelo sul lato destro, che è il caso normale in Italia.
- Affianca. Passa oltre lo spazio e mettiti parallelo all’auto davanti alla quale finirai, a circa cinquanta centimetri, con i tuoi specchietti all’altezza dei suoi. Questa è la mossa che decide tutto: se parti storto o troppo lontano, tutto il resto non torna.
- Gira tutto e scendi piano. Sterzo completamente a destra, retromarcia, molto lentamente. Guarda lo specchietto destro: aspetti di vedere comparire il bordo esterno dello stallo o l’angolo anteriore dell’auto dietro.
- Raddrizza a metà. Quando l’auto è a circa quarantacinque gradi rispetto al bordo, riporta lo sterzo in posizione centrale e continua a scendere: è il momento in cui la coda entra nello spazio.
- Controsterza. Quando l’angolo anteriore destro della tua auto ha superato l’angolo posteriore di quella davanti, gira tutto a sinistra e completa: il muso rientra e l’auto si mette parallela.
- Sistema. Una piccola marcia avanti per centrarti fra le due auto e per accostarti al bordo. Un’auto ben parcheggiata sta a circa venti-trenta centimetri dal marciapiede.

I tre errori che costringono a ricominciare
Chi ripete la manovra cinque volte sbaglia quasi sempre uno di questi tre, e nessuno riguarda l’abilità con lo sterzo.
- Partire troppo lontano dall’auto affiancata. Se ti metti a un metro e mezzo invece di cinquanta centimetri, la diagonale che descrivi è sbagliata e finisci lontano dal bordo: non c’è correzione che rimedi, bisogna ricominciare.
- Andare troppo veloce. La manovra si fa al passo d’uomo, perché tutto il controllo sta nel poter fermarsi quando il riferimento compare. Chi va veloce lo supera e se ne accorge dopo.
- Girare lo sterzo mentre l’auto è ferma. Fa consumare le gomme e, soprattutto, disorienta: la traiettoria si costruisce sterzando mentre l’auto si muove, non prima.
Il caso difficile: la strada stretta
In una via dove la carreggiata è appena più larga di due auto, la manovra classica non entra: non hai lo spazio per affiancarti a cinquanta centimetri e poi ruotare.
In quel caso l’unica cosa che funziona è ridurre l’angolo: affiancati più vicino, gira meno, e accetta di dover fare due o tre passaggi alternando avanti e indietro. È più lento ma è l’unico modo di non finire di traverso in mezzo alla strada.
E c’è la regola di convivenza, che conta più della tecnica: se dietro si è formata una fila, fai un passaggio e fermati un attimo per farli passare. Non è cortesia, è la cosa che riduce la pressione e ti fa sbagliare meno.
Quello che i sensori e le telecamere fanno e non fanno
Vale la pena essere precisi, perché la fiducia sbagliata negli aiuti è una causa reale di danni.
I sensori di prossimità dicono quanto sei vicino a un ostacolo: sono utili in fase finale, non servono a impostare la traiettoria. E hanno un punto cieco tipico sugli oggetti bassi e sottili — i paletti, i cordoli spigolosi, i gancio di traino — che sono esattamente quelli che fanno i danni più costosi.
La telecamera posteriore è uno strumento di prossimità, non di allineamento: le linee guida che disegna sono una proiezione e ingannano sulle distanze laterali. Il riferimento per allinearsi resta lo specchietto.
I sistemi di parcheggio automatico funzionano bene negli spazi regolari e ampi, cioè quelli in cui la manovra era facile comunque. Nello spazio stretto, che è il caso in cui servirebbero, spesso rinunciano.
La verità scomoda su questa manovra
Si può imparare a farla bene e resta comunque la parte peggiore di guidare in città, perché il problema non è la manovra: è che va fatta dopo aver girato venti minuti, di fretta, con qualcuno dietro.
Chi ha un posto proprio non diventa più bravo: fa la manovra in uno spazio conosciuto, sempre lo stesso, senza nessuno che aspetta. È una differenza che si sente ogni giorno e che nessuna tecnica compensa.
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Domande frequenti
Quanto spazio serve per parcheggiare fra due auto?
La lunghezza della tua auto più circa un metro e mezzo: cinque metri e mezzo per una utilitaria da quattro metri, sei e venti per una berlina da quattro e settanta. Il modo rapido di valutarlo è chiedersi se ci sta la tua auto più una moto.
Qual è la prima mossa della manovra?
Affiancarsi all’auto davanti alla quale finirai, a circa cinquanta centimetri, con i tuoi specchietti all’altezza dei suoi. È la mossa che decide tutto: partendo storti o troppo lontani nessuna correzione successiva rimedia.
Perché devo ricominciare sempre da capo?
Quasi sempre per uno di tre motivi, e nessuno riguarda lo sterzo: sei partito troppo lontano dall’auto affiancata, sei andato troppo veloce per fermarti quando compare il riferimento, oppure hai girato lo sterzo con l’auto ferma.
Posso fidarmi della telecamera posteriore per allinearmi?
No: la telecamera è uno strumento di prossimità, non di allineamento, e le linee guida che disegna sono una proiezione che inganna sulle distanze laterali. Il riferimento per allinearsi resta lo specchietto.
Come si fa in una strada molto stretta?
Riducendo l’angolo: affiancarsi più vicino, girare meno e accettare due o tre passaggi alternando avanti e indietro. E se dietro si è formata una fila, conviene fare un passaggio e fermarsi per farli passare.
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Perché conviene parcheggiare in retromarcia (e quando no) →Le misure del box che i guidatori cercano: altezza, larghezza, manovra →Le cinque variabili che spostano il canone di un box →Si può parcheggiare dove non ci sono le strisce? →Quanto costa un box auto a Torino, quartiere per quartiere →Fonti: Art. 157 Codice della Strada — Arresto, fermata e sosta
Giulia & Stefano — fondatori di KIVO
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Tariffe e regole possono cambiare: fanno fede segnaletica, ordinanze del Comune di Torino e pagine ufficiali GTT. · ↑ Torna su