Auto che entra in retromarcia in uno stallo di parcheggio

Perché conviene parcheggiare in retromarcia (e quando no)

La ragione non è l’eleganza: è che nel parcheggio hai tempo e visibilità, mentre all’uscita non hai né l’uno né l’altra. Con due eccezioni che vale la pena conoscere.

Aggiornato il 21 settembre 2026 · di Giulia & Stefano, fondatori di KIVO · 5 min di lettura

Il principio, in una riga

Chi entra in retromarcia fa la manovra difficile nel momento facile. Chi entra in avanti fa la manovra facile nel momento facile, e si tiene quella difficile per il momento peggiore.

Perché il momento dell’uscita è peggiore è la parte che nessuno spiega: quando parcheggi hai tutto il tempo che vuoi e vedi lo spazio vuoto in cui devi entrare; quando esci in retromarcia hai il traffico alle spalle, la visibilità tagliata dalle auto parcheggiate ai lati, e spesso qualcuno che aspetta.

Non è una questione di bravura ma di ordine delle difficoltà. Ed è il motivo per cui in tutte le flotte aziendali, nei cantieri e nei mezzi di soccorso la retromarcia in ingresso è la regola.

Le quattro ragioni, in ordine di peso

Messe in fila, e nessuna riguarda l’estetica.

  • La visibilità in uscita. Uscendo in avanti vedi la strada dal posto di guida, con il campo visivo intero. Uscendo in retromarcia vedi attraverso il lunotto, con i montanti e i sedili che tagliano, e da un’auto parcheggiata fra altre due non vedi chi arriva finché non sei già in mezzo.
  • I pedoni e le biciclette. In uscita in retromarcia sono la categoria più esposta, perché arrivano da dietro e in silenzio. È il motivo per cui le manovre in retromarcia sono così sovrarappresentate negli urti a bassa velocità nei parcheggi.
  • Il controllo dello spazio in ingresso. In retromarcia le ruote sterzanti sono davanti, quindi la coda dell’auto segue una traiettoria più stretta: entri in spazi in cui in avanti non entreresti, e con meno correzioni.
  • Il tempo. In ingresso puoi fermarti, scendere a guardare, ricominciare. In uscita, con qualcuno che aspetta, non lo fai: e le manovre fatte di fretta sono quelle che finiscono male.
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Quando invece conviene entrare in avanti

Perché la regola non è assoluta, e chi la applica sempre a volte peggiora le cose.

  • Quando devi caricare dal bagagliaio. In un parcheggio di un supermercato, entrare in avanti mette il portellone verso la corsia e ti permette di caricare senza infilarti fra due auto. È il caso in cui la comodità batte la sicurezza in uscita, e va bene: l’uscita la farai in un parcheggio, non su una strada.
  • In un box o in un garage stretto. Se la porta è appena più larga dell’auto, entrare in avanti e uscire in retromarcia può essere più sicuro, perché il punto critico è la porta e conviene affrontarlo guardandolo.
  • Dove la retromarcia è vietata o impossibile. In alcune rampe e in alcuni sensi unici la manovra non si fa.
  • Quando dietro non c’è spazio per impostare la manovra. Se la corsia è troppo stretta per posizionare l’auto, insistere con la retromarcia produce dieci correzioni e una fila di persone che aspettano.

Il modo più semplice di impararla

Le indicazioni utili sono poche e valgono per la maggior parte delle auto.

Passa oltre lo spazio e allineati parallelo all’auto davanti alla quale vuoi finire, a una cinquantina di centimetri, con i tuoi specchietti circa all’altezza dei suoi.

Gira tutto verso lo spazio e inizia a scendere piano guardando lo specchietto interno del lato dello stallo: quando compare il bordo esterno dello stallo, o l’angolo dell’auto dietro, sei sulla diagonale giusta.

Raddrizza man mano che la coda entra, e finisci con l’auto parallela al bordo. Il riferimento che conta è lo specchietto, non il lunotto: il lunotto ti dice quanto sei vicino, lo specchietto ti dice se sei allineato.

Non guardare la telecamera per allinearti. La telecamera posteriore serve a non toccare, non a impostare la traiettoria: chi la usa come unico riferimento entra storto e si accorge quando è tardi.

La cosa che conta più della manovra

C’è un punto che rende accademica tutta questa discussione, e vale la pena dirlo: la manovra più sicura è quella che non devi fare in mezzo al traffico.

Chi ha un posto proprio — un box, un posto in cortile — entra ed esce in uno spazio dove non passa nessuno, e la scelta fra avanti e retromarcia diventa una preferenza invece di un calcolo. Chi cerca posto in strada la fa venti volte al mese, spesso di fretta, spesso in doppia fila mentre aspetta che qualcuno esca.

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Domande frequenti

Perché conviene parcheggiare in retromarcia?

Perché fai la manovra difficile nel momento in cui hai tempo e visibilità, e ti lasci la manovra facile per il momento peggiore. Uscendo in avanti vedi la strada col campo visivo intero; uscendo in retromarcia da fra due auto non vedi chi arriva finché non sei già in mezzo.

È più facile entrare in retromarcia?

In genere sì, perché le ruote sterzanti sono davanti e la coda dell’auto segue una traiettoria più stretta: si entra in spazi in cui in avanti non si entrerebbe e con meno correzioni.

Quando conviene invece entrare in avanti?

Quando devi caricare dal bagagliaio e vuoi il portellone verso la corsia, in un box stretto dove il punto critico è la porta e conviene guardarla, dove la retromarcia è vietata o impossibile, e quando la corsia è troppo stretta per impostare la manovra.

Qual è il riferimento giusto per allinearsi?

Lo specchietto, non il lunotto né la telecamera: il lunotto dice quanto sei vicino, lo specchietto dice se sei allineato. La telecamera posteriore serve a non toccare, non a impostare la traiettoria.

È obbligatorio parcheggiare in un verso preciso?

In strada l’articolo 157 chiede che il veicolo sia accostato al margine destro, parallelo e nel senso di marcia: il verso di ingresso non è prescritto, quello che conta è come resta l’auto. Negli stalli delimitati vale la delimitazione.

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Come si parcheggia tra due auto: la sequenza in cinque mosse →Si può parcheggiare dove non ci sono le strisce? →Le misure del box che i guidatori cercano: altezza, larghezza, manovra →Le cinque variabili che spostano il canone di un box →Dove non si può parcheggiare: l’elenco, con le sanzioni →

Fonti: Art. 157 Codice della Strada — Arresto, fermata e sosta

Giulia & Stefano — fondatori di KIVO

Abbiamo costruito KIVO a Torino, dove viviamo e dove parcheggiamo ogni giorno. Per farlo abbiamo mappato oltre 11.000 stalli fra strisce blu, bianche e zone di sosta della città: queste guide nascono da quei dati e dagli stessi giri a vuoto che fai tu.

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