Prima di tutto: fermata e sosta non sono la stessa cosa
Metà dei dubbi su dove si può stare nasce da qui, e l’articolo 157 le distingue in modo preciso.
La fermata è la sospensione temporanea della marcia per far salire o scendere le persone: il conducente resta e è pronto a ripartire. La sosta è la sospensione della marcia con la possibilità che il conducente si allontani. L’arresto è l’interruzione dovuta alle esigenze della circolazione — il semaforo, la coda — e non è né fermata né sosta.
La distinzione conta perché alcuni luoghi vietano solo la sosta e altri vietano anche la fermata. Dove è vietata la fermata, non basta restare in auto col motore accesso: sei già in violazione.
Dove è vietata la FERMATA (e quindi anche la sosta)
Sono i luoghi in cui non puoi stare nemmeno il tempo di far scendere qualcuno.
- In corrispondenza o in prossimità dei passaggi a livello e sui binari di linee ferroviarie o tranviarie.
- Nelle gallerie, nei sottovia, sotto i sovrapassaggi, sotto i fornici e i portici.
- Sui dossi e nelle curve; fuori dai centri abitati e sulle strade urbane di scorrimento anche in loro prossimità.
- In modo da occultare la vista dei segnali stradali.
- In corrispondenza delle aree di intersezione e, nei centri abitati, in prossimità a meno di 5 metri.
- Sui passaggi e attraversamenti pedonali e sui passaggi per ciclisti.
- Sui marciapiedi, salvo diversa segnalazione.
- Negli spazi riservati ai veicoli elettrici in ricarica.

Dove è vietata la SOSTA
Qui la fermata può essere consentita, ma lasciare l’auto no.
- Allo sbocco dei passi carrabili, e vale anche se il passo carrabile è tuo.
- Dovunque venga impedito di accedere a un altro veicolo regolarmente in sosta, o di uscirne.
- Negli spazi riservati alla fermata o alla sosta dei veicoli per persone invalide, e sugli scivoli o raccordi fra marciapiede e carreggiata.
- Negli spazi riservati allo stazionamento e alla fermata degli autobus, e nelle vicinanze del segnale entro la distanza prevista.
- Nelle aree pedonali urbane.
- Nelle corsie o carreggiate riservate ai mezzi pubblici.
Quanto costa, voce per voce
L’articolo 158 gradua le sanzioni, e la differenza fra le fasce non è piccola.
Due dettagli che pesano più degli importi. Il primo: le sanzioni si applicano per ogni giorno di protrazione della violazione, quindi un’auto lasciata dove non si può per un fine settimana può collezionare più verbali. Il secondo: nelle fattispecie più gravi resta possibile la rimozione, e il costo del carro attrezzi supera spesso quello della multa.
| Violazione | Ciclomotori e moto | Altri veicoli |
|---|---|---|
| Fattispecie generiche (comma 6) | 25-100 € | 42-173 € |
| Fattispecie specifiche (comma 5) | 41-168 € | **87-344 €** |
| Corsie dei mezzi pubblici (comma 5-bis) | 87-328 € | **165-660 €** |
| Stallo riservato ai disabili (art. 188) | — | **168-672 €** |
Le tre voci che sorprendono chi legge l’elenco
I portici. Sono nell’elenco insieme a gallerie e sottovia, e in molte città italiane — Torino in testa, con i suoi chilometri di portici — questo esclude spazi che a occhio sembrano perfetti per lasciare l’auto.
La distinzione sulla curva. Nelle curve il divieto è sempre; in prossimità della curva vale solo fuori dai centri abitati e sulle strade urbane di scorrimento. È una precisazione che cambia il giudizio su moltissime vie cittadine.
Occultare la vista dei segnali. È un divieto che non ha un luogo: dipende da dove ti metti rispetto a un cartello. Un furgone parcheggiato regolarmente può violarlo, un’utilitaria nello stesso posto no.
Il criterio che tiene insieme tutto
Guardando l’elenco per intero si vede la logica: quasi tutte le voci proteggono la visibilità o il passaggio di qualcuno. La curva e il dosso proteggono la visibilità; il marciapiede, l’attraversamento, lo scivolo e lo stallo riservato proteggono il passaggio dei pedoni; il passo carrabile e il divieto di bloccare un altro veicolo proteggono il passaggio dei mezzi.
Il criterio pratico che ne discende è più utile della lista a memoria: prima di scendere, chiediti chi è che non passa più o cosa è che non si vede più. Se la risposta è «nessuno» e «niente», sei quasi certamente a posto; se è «una carrozzina» o «il cartello dello stop», sei in una delle voci sopra anche se non lo sapevi.
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Domande frequenti
Che differenza c’è fra fermata e sosta?
La fermata è la sospensione temporanea della marcia per far salire o scendere persone, col conducente presente e pronto a ripartire; la sosta è la sospensione con la possibilità che il conducente si allontani. Alcuni luoghi vietano solo la sosta, altri anche la fermata.
Si può parcheggiare in curva?
No: nelle curve e sui dossi la fermata e la sosta sono vietate. In prossimità della curva il divieto vale solo fuori dai centri abitati e sulle strade urbane di scorrimento.
Si può parcheggiare sotto i portici?
No: i portici sono nell’elenco dell’articolo 158 insieme a gallerie, sottovia, sovrapassaggi e fornici, dove fermata e sosta sono vietate.
Quanto costa una multa per sosta vietata?
Da 42 a 173 euro per le fattispecie generiche e da 87 a 344 euro per quelle specifiche, con importi ridotti per ciclomotori e motocicli. Nelle corsie dei mezzi pubblici si arriva a 660 euro, e negli stalli riservati ai disabili a 672.
Se lascio l’auto per più giorni prendo una multa sola?
No: le sanzioni dell’articolo 158 si applicano per ogni giorno in cui la violazione si protrae, e nelle fattispecie più gravi resta possibile la rimozione del veicolo.
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Posso parcheggiare davanti al mio passo carrabile? La risposta che non piace →Si può parcheggiare dove non ci sono le strisce? →Posto disabili: il cartello vale prima o dopo? →Posso mettere la moto in un parcheggio per auto? →Ricorso contro una multa per il parcheggio a Torino: come si fa →Camper in un parcheggio pubblico: dove finisce la sosta e inizia il campeggio →Fonti: Art. 158 Codice della Strada — Divieto di fermata e di sosta · Art. 157 Codice della Strada — Arresto, fermata e sosta · Art. 188 Codice della Strada — Veicoli al servizio di persone invalide
Giulia & Stefano — fondatori di KIVO
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Tariffe e regole possono cambiare: fanno fede segnaletica, ordinanze del Comune di Torino e pagine ufficiali GTT. · ↑ Torna su