File di stalli disegnati perpendicolari alla corsia in un parcheggio di superficie

Parcheggio a pettine: la disposizione più comune, e la più stretta

È la disposizione di quasi tutti i parcheggi di supermercati e strutture. Massima capacità, minimo margine, e una manovra che ha un verso giusto.

Aggiornato il 10 settembre 2026 · di Giulia Grussu e Stefano Puggioni, fondatori di KIVO · 4 min di lettura

Che cos’è, e perché è ovunque

Il parcheggio a pettine è quello in cui gli stalli sono disegnati perpendicolari alla corsia di manovra, a novanta gradi, uno accanto all’altro come i denti di un pettine. È la disposizione di quasi tutti i parcheggi di supermercati, centri commerciali, ospedali e strutture multipiano.

La ragione è una sola ed è aritmetica: a parità di lunghezza della corsia, il pettine fa entrare più auto di qualunque altra disposizione. Con stalli larghi 2,30 metri, ogni dieci metri di corsia ci stanno quattro auto per lato; nella sosta in linea, con lo stesso spazio, ne stanno due.

Il prezzo di quella densità lo paga chi manovra. Il pettine è la disposizione che richiede più spazio davanti allo stallo e che lascia meno margine laterale.

Le misure, e cosa dicono davvero

Le dimensioni degli stalli non stanno nel Codice della Strada ma nelle norme tecniche sulla costruzione delle strade.

DisposizioneLarghezzaProfondità
A pettine, 90 gradi2,30 m5,00 m
A spina di pesce, 45 gradi2,30 m4,80 m
In linea2,00 m (1,80 in via eccezionale)5,00 m di lunghezza

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Perché in retromarcia si entra meglio

È la parte che conta e che quasi nessuno insegna. In uno stallo a pettine entrare in retromarcia è più facile che entrare di muso, e non è una questione di bravura.

Il motivo è geometrico: le ruote che sterzano sono quelle davanti, quindi la parte dell’auto che può essere collocata con precisione è quella posteriore quando si va indietro. Entrando in avanti si dirige il muso e si trascina la coda, che è la parte che non si vede e che finisce contro il pilastro.

Il secondo motivo è pratico e vale ancora di più: si esce in avanti, cioè vedendo la corsia. In un parcheggio di supermercato, uscire in retromarcia significa muoversi all’indietro attraversando la corsia in cui passano auto e pedoni con i carrelli.

Il riferimento giusto per allinearsi non è la riga del proprio stallo ma la fiancata dell’auto già parcheggiata due posti più in là: è quella che dà la direzione, mentre le righe si perdono di vista appena si comincia a girare.

I tre errori che costano di più

Nel pettine gli incidenti non succedono in movimento, succedono da fermi.

  • Accostarsi troppo a una delle due righe. In 2,30 metri, un’auto larga 1,80 lascia venticinque centimetri per lato. Se ne prendi cinque in più da un lato, dall’altro non apri la portiera, e nemmeno il tuo vicino.
  • Fermarsi troppo avanti o troppo indietro. La profondità di 5,00 metri è la stessa per tutti: un’auto da 4,80 sporge se non la si spinge fino in fondo, e in una corsia stretta il muso che sporge è quello che viene strisciato.
  • Aprire la portiera senza guardare. Nel pettine le auto sono affiancate e i pedoni passano nella corsia, non fra le auto. È la disposizione in cui la portiera aperta senza controllo produce più danni.

Quando il pettine non è la scelta giusta

Chi progetta un parcheggio, o chi organizza un cortile condominiale, dovrebbe sapere che il pettine ha un vincolo preciso: serve una corsia larga abbastanza da permettere la manovra, in genere intorno ai sei metri.

In un cortile stretto quella corsia non c’è, e il risultato è la situazione che si vede in mezza Torino: stalli disegnati a pettine in cui per uscire bisogna fare tre manovre e chiedere a qualcuno di spostarsi.

In quei casi la disposizione a spina di pesce, che sacrifica qualche posto ma chiede molto meno spazio di manovra, è la scelta più sensata. È anche la ragione per cui, quando si valuta un posto auto in un cortile, la larghezza della corsia conta quanto quella dello stallo: su KIVO è una delle misure che vale la pena chiedere prima di prenotare.

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Domande frequenti

Che cos’è il parcheggio a pettine?

È la disposizione in cui gli stalli sono perpendicolari alla corsia di manovra, a novanta gradi, affiancati come i denti di un pettine. È la disposizione più diffusa nei parcheggi di supermercati, ospedali e strutture, perché a parità di spazio fa entrare più auto di ogni altra.

Quanto misura uno stallo a pettine?

La larghezza di riferimento è 2,30 metri con una profondità di 5,00 metri, secondo le norme tecniche sulla costruzione delle strade. Sono venticinque centimetri per lato con un’auto larga 1,80, che è la larghezza di una berlina compatta a specchietti chiusi.

Conviene entrare in retromarcia in un parcheggio a pettine?

Sì, per due ragioni. La prima è geometrica: sterzano le ruote anteriori, quindi andando indietro si colloca con precisione la parte posteriore invece di trascinarla. La seconda è la sicurezza in uscita, perché si esce in avanti vedendo la corsia in cui passano auto e pedoni.

Quanto deve essere larga la corsia di un parcheggio a pettine?

Perché la manovra sia possibile senza ripetizioni serve in genere una corsia intorno ai sei metri. Dove quello spazio non c’è, come in molti cortili, la disposizione a spina di pesce è più sensata anche se fa perdere qualche posto.

Qual è il riferimento giusto per allinearsi?

Non la riga del proprio stallo, che si perde di vista appena si inizia a girare, ma la fiancata dell’auto già parcheggiata due posti più in là: è quella che dà la direzione per tutta la manovra.

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Parcheggio a spina di pesce: perché ha un verso obbligato →Quanto misura un posto auto: le misure di legge e quelle che servono →Perché conviene parcheggiare in retromarcia (e quando no) →Le misure del box che i guidatori cercano: altezza, larghezza, manovra →Si può parcheggiare dove non ci sono le strisce? Sì, e con tre eccezioni →Parcheggi sotterranei e in struttura a Torino: tutti e 23 →Le misure dello stallo per disabili: 3,20 metri, e il motivo →Il parcheggio a S: come si fa e cosa valuta l’esaminatore →

Le guide dei quartieri citati

Fonti: DM 5 novembre 2001 n. 6792 — Norme funzionali e geometriche per la costruzione delle strade · Art. 149 Regolamento di esecuzione del Codice della Strada — Strisce di delimitazione degli stalli

Giulia Grussu & Stefano Puggioni — fondatori di KIVO

Abbiamo costruito KIVO a Torino, dove viviamo e dove parcheggiamo ogni giorno. Per farlo abbiamo mappato oltre 11.000 stalli fra strisce blu, bianche e zone di sosta della città: queste guide nascono da quei dati e dagli stessi giri a vuoto che fai tu.

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