Stallo di sosta riservato ai disabili delimitato da strisce gialle con il simbolo sull’asfalto

Le misure dello stallo per disabili: 3,20 metri, e il motivo

Sembra sovradimensionato finché non si capisce a cosa serve quella larghezza in più. Non al veicolo: alla manovra accanto al veicolo.

Aggiornato il 8 settembre 2026 · di Giulia Grussu e Stefano Puggioni, fondatori di KIVO · 4 min di lettura

Le misure, e il confronto che le spiega

Il DPR 503 del 1996, agli articoli 10 e 16, stabilisce che lo stallo riservato non debba avere una larghezza inferiore a 3,20 metri e una lunghezza inferiore a 6,00 metri.

Stallo ordinarioStallo riservato
Larghezza2,00 m3,20 m
Lunghezza o ingombro5,00 m6,00 m
Delimitazionestrisce bianche o blustrisce gialle
Simbolo a terrano

A cosa serve quel metro e venti in più

È la domanda che sta dietro all’insofferenza che questi stalli suscitano, e ha una risposta tecnica precisa.

La larghezza in più non serve all’auto: serve allo spazio accanto all’auto. Una sedia a ruote va accostata alla portiera aperta, e il trasferimento dal sedile alla sedia richiede che la portiera possa aprirsi completamente e che resti un corridoio per manovrare.

In uno stallo da due metri la portiera si apre a metà e la sedia non ci sta. Non è una questione di comodità: senza quello spazio la persona non scende, e lo stallo è inutilizzabile per lo scopo per cui esiste.

La lunghezza maggiore ha una ragione parallela: se lo stallo è disposto parallelamente al senso di marcia, il DPR chiede che ci sia lunghezza sufficiente a far passare una sedia a ruote fra un veicolo e l’altro, e considera il requisito soddisfatto a partire da sei metri.

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Come si riconosce, e perché il colore conta

Lo stallo riservato si delimita con strisce gialle e porta il simbolo internazionale sulla pavimentazione. È l’unico caso in cui il colore da solo dice quasi tutto.

Attenzione a non confondere: le strisce gialle segnalano una sosta riservata, ma non sempre ai disabili — possono essere riservate ad altre categorie, e in quel caso lo dice il cartello. Il simbolo a terra e il cartello sono la conferma; il colore è solo l’avviso che quello spazio non è di tutti.

C’è poi una distinzione che genera discussioni: uno stallo può essere generico, utilizzabile da chiunque abbia il contrassegno, oppure personalizzato con un numero di contrassegno specifico. Nel secondo caso non basta avere il proprio pass.

Perché «ci stava la mia auto» non è un argomento

È la frase che si sente più spesso, e il conto delle misure spiega perché non regge.

Un’auto di media taglia occupa circa 1,80 metri di larghezza. In uno stallo riservato da 3,20 restano un metro e quaranta liberi: sembrano sprecati, e sono esattamente lo spazio della manovra.

Chi occupa quello stallo senza titolo non toglie un posto: toglie l’unico posto utilizzabile a chi ne ha bisogno, perché tutti gli altri sono troppo stretti. È la differenza fra un disagio e un’esclusione.

La sanzione è coerente con questo, ed è una delle più alte fra quelle di sosta.

Se lo stallo serve sotto casa

Un aspetto pratico che riguarda chi ha il contrassegno: gli stalli riservati generici si possono chiedere al Comune, e la richiesta segue una procedura sua.

Va detto però che sono spazi tolti alla rotazione, e la loro concentrazione non è uniforme: nel nostro censimento di Torino i posti riservati si addensano dove ci sono le strisce blu — 112 a San Donato, 106 in Crocetta, 69 a San Salvario — mentre nei quartieri a sosta libera sono quasi assenti.

Ne abbiamo scritto a parte, con la procedura per chiederlo a Torino.

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Domande frequenti

Quanto misura uno stallo per disabili?

Larghezza non inferiore a 3,20 metri e lunghezza non inferiore a 6,00 metri, per il DPR 503 del 1996 agli articoli 10 e 16. Uno stallo ordinario è 2,00 per 5,00: quello riservato è il sessanta per cento più largo.

Perché è così largo?

Perché la larghezza in più non serve all’auto ma allo spazio accanto: una sedia a ruote va accostata alla portiera completamente aperta, e serve un corridoio per il trasferimento. In uno stallo da due metri la portiera si apre a metà e la sedia non ci sta, quindi la persona non scende.

Di che colore sono le strisce?

Gialle, con il simbolo internazionale sulla pavimentazione. Il giallo però segnala una sosta riservata in generale, non necessariamente ai disabili: la conferma sono il simbolo a terra e il cartello. Alcuni stalli sono poi personalizzati con un numero di contrassegno, e in quel caso non basta avere il proprio pass.

La mia auto ci stava lo stesso: che problema c’è?

Che un’auto media occupa 1,80 metri e in uno stallo da 3,20 restano un metro e quaranta liberi, che sono lo spazio della manovra e non spazio sprecato. Chi lo occupa senza titolo non toglie un posto fra tanti: toglie l’unico posto utilizzabile, perché tutti gli altri sono troppo stretti.

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Posso parcheggiare nel posto dei disabili? La risposta e le eccezioni →Quanto misura un posto auto: le misure di legge e quelle che servono →Posto auto disabili sotto casa: come si chiede a Torino →Contrassegno disabili: dove vale, dove non vale, e cosa dice la norma →Posto disabili: il cartello vale prima o dopo? →Multa per divieto di sosta: quanto costa davvero, fascia per fascia →

Le guide dei quartieri citati

Fonti: DPR 24 luglio 1996 n. 503 — Regolamento sull’eliminazione delle barriere architettoniche · OpenStreetMap — censimento stalli di Torino (elaborazione KIVO)

Giulia Grussu & Stefano Puggioni — fondatori di KIVO

Abbiamo costruito KIVO a Torino, dove viviamo e dove parcheggiamo ogni giorno. Per farlo abbiamo mappato oltre 11.000 stalli fra strisce blu, bianche e zone di sosta della città: queste guide nascono da quei dati e dagli stessi giri a vuoto che fai tu.

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