Box auto in un cortile torinese con l’auto in uscita

Quanto si guadagna con KIVO: il conto, senza promesse

Chi ti dà una cifra secca sta vendendo qualcosa. Quello che si può fare è mostrarti come si compone il conto, e lasciartelo fare sui tuoi numeri.

Aggiornato il 23 agosto 2026 · di Giulia & Stefano, fondatori di KIVO · 4 min di lettura

Perché non troverai una cifra secca

Non esistono dati pubblici sul rendimento medio di un posto auto a Torino, e chiunque ti dia un numero preciso o lo ha inventato o non dice da dove viene. Il guadagno dipende da tre cose che cambiano da via a via: dove sei, quanto chiedi e quanto spesso il posto è libero.

Quello che si può fare è mostrarti la struttura del conto e i riferimenti reali del mercato, così il numero te lo fai tu sul tuo box invece di fidarti del nostro.

I riferimenti del mercato torinese

Il canone mensile di un box o di un posto in cortile a Torino si colloca tipicamente fra i 40 e i 130 euro, con la forbice che dipende quasi solo dalla zona: il centro e i quartieri densi stanno in alto, le zone dove in strada si parcheggia gratis stanno in basso.

Il metro di confronto per chi prenota, e quindi il tetto naturale del tuo prezzo, è la strada: le strisce blu costano da 1,20 a 2,80 euro l’ora dal lunedì al sabato, mentre una giornata in una struttura del centro sta sui 16-18 euro.

Da qui la regola che vale più di ogni tabella: un box in una via dove si parcheggia gratis non può avere il prezzo di uno in zona blu piena. Contro il gratis non si compete sul prezzo, si compete sulla sicurezza e sul coperto.

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Il conto al netto, fatto per bene

Prendiamo un posto affittato al mese a 90 euro, che è una cifra plausibile in un quartiere semicentrale.

KIVO trattiene il 5%: 4,50 euro. Restano 85,50 euro netti al mese, cioè poco più di mille euro l’anno per uno spazio che prima stava fermo.

Con Premium a 3,99 € al mese la commissione va a zero: incassi 90 euro pieni e ne spendi 3,99, quindi netti 86,01. Sopra gli 80 euro di incasso mensile Premium conviene sempre, ed è aritmetica, non marketing.

Sull’affitto a ore il conto è più variabile: dipende dal tasso di occupazione, cioè da quante delle ore disponibili vengono effettivamente prenotate. Rende di più quando il posto è vicino a un generatore di domanda — un ospedale, una stazione, un’università, uno stadio.

Le tre leve che alzano davvero il rendimento

In ordine di efficacia:

  • Le informazioni dell’annuncio. Misure vere, foto con la luce accesa, istruzioni di accesso chiare. È la cosa che costa mezz’ora e cambia di più: la maggior parte degli annunci fermi è ferma per questo, non per il prezzo.
  • La disponibilità. Un posto libero solo il sabato rende una frazione di uno disponibile nei giorni feriali, quando la domanda c’è.
  • Il prezzo, per ultimo. Si tocca dopo aver sistemato le prime due, e con un taglio del 10% in una volta sola invece di ritocchi da pochi euro che il mercato non registra.

Le voci da togliere dal lordo

Perché il conto sia onesto vanno considerate anche le uscite: le tasse — i ricavi vanno dichiarati, e conviene chiarire il regime con il commercialista prima di cominciare — ed eventuali costi di gestione se il posto ha bisogno di manutenzione o di un telecomando in più.

Il tempo, invece, incide meno di quanto si teme: le prenotazioni arrivano nell’app, l’accesso è documentato una volta sola e i pagamenti sono automatici. Nella maggior parte dei casi non devi esserci quando arriva qualcuno.

Il conto che conta davvero

Un box vuoto rende zero e costa: le spese condominiali si pagano lo stesso. Il confronto vero non è fra 85 euro e una cifra più alta immaginata altrove — è fra 85 euro e niente.

Su KIVO pubblicare è gratuito, non c’è esclusiva e si può togliere l’annuncio in qualsiasi momento: il modo più rapido di sapere quanto vale il tuo posto è metterlo online e guardare quante richieste arrivano nelle prime due settimane.

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Domande frequenti

Quanto si guadagna affittando un box su KIVO?

Dipende da zona, prezzo e occupazione: a Torino i canoni mensili stanno tipicamente fra i 40 e i 130 euro. Chi promette una cifra secca sta inventando, perché non esistono dati pubblici sul rendimento medio di un posto auto in città.

Quanto trattiene KIVO?

Il 5% sull’incasso dell’host. Su un affitto mensile da 90 euro sono 4,50 euro, quindi restano 85,50 netti. Con l’abbonamento Premium da 3,99 € al mese la commissione scende a zero.

Conviene di più l’affitto a ore o al mese?

Il mensile dà un ricavo prevedibile; l’orario può rendere di più dove la domanda è forte — vicino a ospedali, stazioni, università, stadi — ma dipende da quante ore vengono effettivamente prenotate.

Da cosa dipende di più il guadagno?

Dalla zona, che non controlli, e poi da tre cose che controlli: la qualità dell’annuncio (misure, foto, istruzioni), la disponibilità nei giorni in cui c’è domanda e il prezzo. L’annuncio è la leva più sottovalutata e la più rapida da sistemare.

Devo pagare le tasse su quello che incasso?

Sì, i ricavi vanno dichiarati. Il regime dipende dalla tua situazione e dalla continuità dell’attività: conviene chiarirlo con un commercialista prima di iniziare, non a fine anno.

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Fonti: GTT — tariffe della sosta a Torino · KIVO — termini di servizio e condizioni · KIVO su App Store

Giulia & Stefano — fondatori di KIVO

Abbiamo costruito KIVO a Torino, dove viviamo e dove parcheggiamo ogni giorno. Per farlo abbiamo mappato oltre 11.000 stalli fra strisce blu, bianche e zone di sosta della città: queste guide nascono da quei dati e dagli stessi giri a vuoto che fai tu.

Scrivici: info@kivo-app.it · Cos’è KIVO

Tariffe e regole possono cambiare: fanno fede segnaletica, ordinanze del Comune di Torino e pagine ufficiali GTT. · ↑ Torna su

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