Foglio con il calcolo del rendimento netto di un box auto

Quanto ti resta in tasca affittando un box: il conto vero

Il canone lordo lo sanno tutti. Il numero che conta è un altro, e si ottiene togliendo quattro voci — nessuna delle quali è grande come si teme.

Aggiornato il 11 agosto 2026 · di Giulia & Stefano, fondatori di KIVO · 4 min di lettura

Il conto, su un caso concreto

Prendiamo il caso più comune a Torino: un box in zona semicentrale affittato a 110 € al mese, cioè 1.320 € l’anno. Vediamo cosa esce e cosa resta.

Le prime tre voci togliono circa l’11% del canone. È meno di quanto la maggior parte delle persone si aspetta, e il motivo è che due delle tre sono importi fissi, non percentuali: incidono molto su un canone piccolo e quasi niente su uno grande.

VoceImporto annuoNota
Canone lordo**1.320 €**110 € × 12
Imposta di registro− 67 €2% del canone, con minimo di 67 €: qui vale il minimo
Imposta di bollo− 16 €ogni quattro pagine di contratto
Commissione piattaforma− 66 €5% su KIVO, azzerata nei primi tre mesi
**Prima delle imposte sul reddito****≈ 1.171 €**cioè circa il 89% del lordo
Imposte sul redditodipende da teil canone entra nel tuo reddito: aliquota personale

Perché l’imposta di registro sorprende in due direzioni

L’imposta di registro sui contratti di locazione di immobili non abitativi è il 2% del canone annuo, con un minimo di 67 €. Su un canone da 1.320 € il 2% farebbe 26 €, quindi si applica il minimo.

Da qui una conseguenza che conviene conoscere: il minimo di 67 € rende proporzionalmente più caro registrare un canone basso. Su 100 € al mese pesa il 5,6%; su 300 € al mese scende all’2%. Non è un motivo per non registrare — oltre i 30 giorni è obbligatorio — ma spiega perché su canoni molto bassi conviene ragionare sulla durata.

La seconda cosa da sapere: l’imposta può essere divisa fra le parti. Non è automaticamente tutta a carico tuo, ed è una delle cose che si concordano nel contratto.

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La voce che dipende solo da te: le imposte sul reddito

Il canone che incassi è un reddito, e come tale entra nella tua dichiarazione. Quanto ti costa dipende dalla tua aliquota personale, quindi non esiste un numero valido per tutti: chi ha un reddito basso paga meno di chi ne ha uno alto sullo stesso canone.

È anche il motivo per cui non trovi — e non dovresti fidarti di — tabelle che promettono «il netto» con una cifra secca. Su questa voce l’unica risposta corretta è quella del tuo commercialista, che conosce la tua posizione.

Le regole di come si dichiara sono spiegate nella guida dedicata alle tasse sull’affitto di un box.

Le voci che NON ci sono, e che molti temono

Tre spese che vengono immaginate e che nella maggior parte dei casi non si presentano.

  • Nessuna assicurazione aggiuntiva obbligatoria. I danni causati dal veicolo ospitato sono coperti dalla sua RCA: la sosta è equiparata alla circolazione.
  • Nessuna partita IVA per un affitto occasionale fra privati, nella grande maggioranza dei casi.
  • Nessun costo di intermediazione ricorrente oltre la commissione: non ci sono spese di pubblicazione o di rinnovo.

Il conto che rende il quadro completo

C’è un’ultima riga che quasi nessuno mette nel foglio, ed è quella che cambia la prospettiva: il box vuoto non è gratis.

Se è di proprietà paghi l’IMU come su qualsiasi immobile e le eventuali spese condominiali, che ci sia dentro un’auto o no. Se è in affitto, paghi il canone comunque.

Quindi il confronto vero non è fra 1.171 € e zero: è fra 1.171 € in entrata e i costi fissi che stai già sostenendo. È in quel confronto che il conto diventa evidente.

Il rendimento, se il box è tuo

Ultimo numero, per chi ragiona in termini di capitale. Un box comprato a 18.000 € in zona semicentrale e affittato a 110 € al mese genera 1.320 € l’anno: il 7,3% lordo.

Nei grandi centri italiani il box auto rende in media il 5,9% lordo annuo, contro circa il 4,6% di un bilocale. Anche al netto di imposte e spese si resta sopra il 5%, ed è difficile fare meglio con lo stesso capitale e la stessa semplicità di gestione.

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Domande frequenti

Quanto mi resta affittando un box a 110 € al mese?

Su 1.320 € di canone annuo, fra imposta di registro (67 €), bollo (16 €) e commissione della piattaforma (66 €) restano circa 1.171 € prima delle imposte sul reddito, cioè circa l’89% del lordo.

Quanto costa registrare il contratto?

L’imposta di registro è il 2% del canone annuo con un minimo di 67 €, più il bollo di 16 € ogni quattro pagine. Su canoni bassi il minimo pesa proporzionalmente più: il 5,6% su 100 € al mese, il 2% su 300 €.

L’imposta di registro è tutta a mio carico?

Non necessariamente: può essere divisa fra le parti, ed è una delle cose che si concordano nel contratto.

Quanto pago di tasse sul canone?

Dipende dalla tua aliquota personale, perché il canone entra nel tuo reddito: non esiste un numero valido per tutti. Su questa voce la risposta corretta è quella del tuo commercialista.

Serve un’assicurazione aggiuntiva?

Di norma no: i danni causati dal veicolo ospitato sono coperti dalla sua RCA, perché la sosta è equiparata alla circolazione.

Quanto rende un box rispetto a un appartamento?

Nei grandi centri italiani il box rende in media il 5,9% lordo annuo contro il 4,6% di un bilocale. Un caso torinese: box da 18.000 € affittato a 110 € al mese, 7,3% lordo.

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Tasse sull'affitto di un box auto: cosa si paga davvero →Come fissare il prezzo del tuo posto auto a Torino →Quanto rende un posto auto a Torino: rendimento reale per quartiere →Contratto di affitto di un posto auto: come si fa, punto per punto →Assicurazione e responsabilità quando affitti il box: chi paga i danni →Comprare un box auto a Torino per affittarlo: conviene davvero? →

Le guide dei quartieri citati

Fonti: Per l’affitto del box auto la durata del contratto è libera — nota tecnica · Agenzia delle Entrate — registrazione di un nuovo contratto: quanto si paga

Giulia & Stefano — fondatori di KIVO

Abbiamo costruito KIVO a Torino, dove viviamo e dove parcheggiamo ogni giorno. Per farlo abbiamo mappato oltre 11.000 stalli fra strisce blu, bianche e zone di sosta della città: queste guide nascono da quei dati e dagli stessi giri a vuoto che fai tu.

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