Auto elettrica in sosta su uno stallo delimitato da strisce blu

Auto elettrica e strisce blu: si paga o no?

La risposta corretta è «dipende dal Comune», e non è un modo di scansare la domanda: l’esenzione non esiste a livello nazionale. Ecco come si verifica in due minuti.

Aggiornato il 7 settembre 2026 · di Giulia & Stefano, fondatori di KIVO · 5 min di lettura

Non esiste una regola nazionale, e questa è la notizia

La convinzione più diffusa fra chi compra un’auto elettrica è che la sosta gratuita sulle strisce blu sia uno dei vantaggi del veicolo, come l’accesso alle ZTL. Non è così.

Il Codice della Strada, all’articolo 7, dà ai Comuni il potere di stabilire le fasce di sosta a pagamento con deliberazione della giunta. Quel potere include le esenzioni: è il Comune a decidere se e a quali condizioni un veicolo elettrico non paga.

Il risultato è che l’esenzione esiste in alcune città, non esiste in altre, ed esiste con condizioni in altre ancora. Non c’è una regola che valga in tutta Italia, e chi si sposta fra città non può dare per scontato quello che vale a casa propria.

Le forme che l’esenzione prende, quando c’è

Vale la pena conoscerle, perché sono le varianti che si incontrano davvero e ognuna ha una trappola diversa.

  • Esenzione piena: il veicolo elettrico non paga la sosta sulle strisce blu. È la forma più semplice e la meno frequente.
  • Esenzione con registrazione: non paga, ma solo se la targa è stata registrata presso il Comune o il gestore. Senza registrazione il verbale arriva comunque, ed è la causa più comune di contestazioni fra chi «aveva diritto».
  • Esenzione a tempo: gratuita per un numero di ore, poi si paga. Va esposto un disco orario o segnalato l’inizio della sosta.
  • Esenzione limitata alle ibride plug-in oppure esclusa per esse: la definizione di veicolo agevolato cambia, e «elettrico» in una delibera può non includere le ibride.
  • Nessuna esenzione: si paga come tutti. Ed è il caso di molte città, comprese alcune grandi.
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Come si verifica in due minuti

Non serve leggere una delibera. Tre strade, in ordine di velocità.

L’app con cui paghi la sosta. Se il veicolo è esente, quasi sempre l’app lo sa: si registra la targa e il sistema applica l’esenzione o segnala la tariffa a zero. Se l’app ti chiede di pagare, l’esenzione non c’è o non ti è stata riconosciuta, e vale la pena capirlo prima e non dopo.

Il sito del gestore della sosta, che nelle grandi città è l’azienda dei trasporti. È la fonte più aggiornata perché è quella che incassa.

Il cartello sullo stallo. Dove esiste un’esenzione, spesso è richiamata sulla segnaletica. L’assenza di richiamo non prova nulla, ma la presenza sì.

La regola di prudenza che vale sempre: in una città che non conosci, paga. Il costo di un’ora è sempre inferiore a quello di un verbale, e l’eventuale esenzione non si perde.

La trappola vera: lo stallo con la colonnina

Qui la confusione costa più di tutto il resto, e la norma è invece chiarissima.

L’articolo 158 del Codice della Strada vieta la fermata e la sosta negli spazi riservati ai veicoli elettrici. Cioè: uno stallo con la colonnina non è un posto riservato ai veicoli elettrici in generale, è uno spazio destinato alla ricarica.

Le due conseguenze sono opposte e vanno tenute insieme. Un’auto non elettrica che occupa quello stallo è in violazione. Ma anche un’auto elettrica che non sta ricaricando lo è, perché lo spazio serve alla ricarica e non al parcheggio: finita la carica, il posto va liberato.

Avere un’auto elettrica non dà il diritto di parcheggiare in uno stallo di ricarica. È l’errore più comune fra chi ha appena comprato il veicolo, e nelle città dove le colonnine sono poche è anche quello che fa più danno.

Il caso di Torino, come esempio concreto

Torino è utile come esempio perché mostra come le due questioni siano separate.

La sosta a pagamento in città funziona dal lunedì al sabato dalle 8 alle 19:30 con quattro fasce tariffarie, da 1,20 a 2,80 euro l’ora, e si paga anche dall’app di GTT. Sulla condizione dei veicoli elettrici rispetto alle strisce blu la fonte da guardare è il gestore, perché è una scelta comunale che può cambiare con una delibera.

Sugli stalli di ricarica, invece, il quadro è più stabile ed è quello nazionale: lo stallo serve a ricaricare, e c’è un tempo massimo di permanenza. La pagina sulle colonnine di ricarica a Torino spiega quanto si può restare e cosa succede a chi resta oltre.

Quando l’esenzione non risolve niente

C’è un limite strutturale che vale la pena dire, perché riguarda molti proprietari di elettriche in città: l’esenzione dalla sosta non crea un posto.

In un quartiere dove alle otto di sera non c’è un posto libero, il fatto che quel posto sarebbe gratuito non aiuta. E per chi ha un’elettrica il problema è doppio, perché alla ricerca del posto si somma quella della presa: ricaricare a casa è molto più economico che ricaricare in colonnina, ma richiede un posto proprio.

È la ragione per cui un box con una presa vale, per chi ha un’elettrica, molto più di un posto in strada gratuito. Su KIVO si cercano box e posti privati per zona e chi affitta può indicare se c’è una presa disponibile e come si regola la spesa dell’energia.

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Domande frequenti

Le auto elettriche pagano le strisce blu?

Dipende dal Comune: non esiste una regola nazionale. L’articolo 7 del Codice della Strada dà ai Comuni il potere di stabilire le fasce di sosta a pagamento con deliberazione della giunta, e quel potere include le esenzioni.

Come faccio a sapere se nella mia città pago?

Il modo più rapido è l’app con cui paghi la sosta: se il veicolo è esente in genere lo riconosce dalla targa registrata. Poi il sito del gestore della sosta, che è la fonte più aggiornata, e il cartello sullo stallo.

Con un’auto elettrica posso parcheggiare nello stallo della colonnina?

Solo se stai ricaricando. L’articolo 158 vieta la fermata e la sosta negli spazi riservati ai veicoli elettrici: quello spazio è destinato alla ricarica, non al parcheggio, quindi anche un’elettrica che non ricarica è in violazione.

Le ibride plug-in hanno le stesse agevolazioni?

Non necessariamente: la definizione di veicolo agevolato la scrive la delibera comunale, e «elettrico» in un provvedimento può non includere le ibride. Va verificato caso per caso.

Se ho diritto all’esenzione posso non pagare e basta?

Solo se il Comune non richiede la registrazione della targa: dove serve, senza registrazione il verbale arriva comunque, ed è la contestazione più frequente fra chi ne avrebbe diritto. In una città che non conosci conviene pagare.

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Fonti: Art. 7 Codice della Strada — Regolamentazione nei centri abitati e sosta a pagamento · Art. 158 Codice della Strada — Divieto di fermata e di sosta · GTT — Sosta nelle strisce blu: tariffe, orari e SOSTAPP

Giulia & Stefano — fondatori di KIVO

Abbiamo costruito KIVO a Torino, dove viviamo e dove parcheggiamo ogni giorno. Per farlo abbiamo mappato oltre 11.000 stalli fra strisce blu, bianche e zone di sosta della città: queste guide nascono da quei dati e dagli stessi giri a vuoto che fai tu.

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