Non esiste una regola nazionale, e questa è la notizia
La convinzione più diffusa fra chi compra un’auto elettrica è che la sosta gratuita sulle strisce blu sia uno dei vantaggi del veicolo, come l’accesso alle ZTL. Non è così.
Il Codice della Strada, all’articolo 7, dà ai Comuni il potere di stabilire le fasce di sosta a pagamento con deliberazione della giunta. Quel potere include le esenzioni: è il Comune a decidere se e a quali condizioni un veicolo elettrico non paga.
Il risultato è che l’esenzione esiste in alcune città, non esiste in altre, ed esiste con condizioni in altre ancora. Non c’è una regola che valga in tutta Italia, e chi si sposta fra città non può dare per scontato quello che vale a casa propria.
Le forme che l’esenzione prende, quando c’è
L’esenzione per le auto elettriche non è nazionale: la decide ogni Comune, e prende tre forme diverse — gratuità totale, gratuità a tempo o nessuna esenzione. Ognuna ha una trappola diversa.
- Esenzione piena: il veicolo elettrico non paga la sosta sulle strisce blu. È la forma più semplice e la meno frequente.
- Esenzione con registrazione: non paga, ma solo se la targa è stata registrata presso il Comune o il gestore. Senza registrazione il verbale arriva comunque, ed è la causa più comune di contestazioni fra chi «aveva diritto».
- Esenzione a tempo: gratuita per un numero di ore, poi si paga. Va esposto un disco orario o segnalato l’inizio della sosta.
- Esenzione limitata alle ibride plug-in oppure esclusa per esse: la definizione di veicolo agevolato cambia, e «elettrico» in una delibera può non includere le ibride.
- Nessuna esenzione: si paga come tutti. Ed è il caso di molte città, comprese alcune grandi.
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Come si verifica in due minuti
Non serve leggere una delibera. Tre strade, in ordine di velocità.
L’app con cui paghi la sosta. Se il veicolo è esente, quasi sempre l’app lo sa: si registra la targa e il sistema applica l’esenzione o segnala la tariffa a zero. Se l’app ti chiede di pagare, l’esenzione non c’è o non ti è stata riconosciuta, e vale la pena capirlo prima e non dopo.
Il sito del gestore della sosta, che nelle grandi città è l’azienda dei trasporti. È la fonte più aggiornata perché è quella che incassa.
Il cartello sullo stallo. Dove esiste un’esenzione, spesso è richiamata sulla segnaletica. L’assenza di richiamo non prova nulla, ma la presenza sì.
La regola di prudenza che vale sempre: in una città che non conosci, paga. Il costo di un’ora è sempre inferiore a quello di un verbale, e l’eventuale esenzione non si perde.
La trappola vera: lo stallo con la colonnina
Uno stallo con la colonnina di ricarica non è un posto per auto elettriche: è un posto per auto in ricarica. È la confusione che costa più di tutte, e la norma è invece chiarissima.
L’articolo 158 del Codice della Strada vieta la fermata e la sosta negli spazi riservati ai veicoli elettrici. Cioè: uno stallo con la colonnina non è un posto riservato ai veicoli elettrici in generale, è uno spazio destinato alla ricarica.
Le due conseguenze sono opposte e vanno tenute insieme. Un’auto non elettrica che occupa quello stallo è in violazione. Ma anche un’auto elettrica che non sta ricaricando lo è, perché lo spazio serve alla ricarica e non al parcheggio: finita la carica, il posto va liberato.
Avere un’auto elettrica non dà il diritto di parcheggiare in uno stallo di ricarica. È l’errore più comune fra chi ha appena comprato il veicolo, e nelle città dove le colonnine sono poche è anche quello che fa più danno.
Il caso di Torino, come esempio concreto
Torino è utile come esempio perché mostra come le due questioni siano separate.
La sosta a pagamento in città funziona dal lunedì al sabato dalle 8 alle 19:30 con quattro fasce tariffarie, da 1,20 a 2,80 euro l’ora, e si paga anche dall’app di GTT. Sulla condizione dei veicoli elettrici rispetto alle strisce blu la fonte da guardare è il gestore, perché è una scelta comunale che può cambiare con una delibera.
Sugli stalli di ricarica, invece, il quadro è più stabile ed è quello nazionale: lo stallo serve a ricaricare, e c’è un tempo massimo di permanenza. La pagina sulle colonnine di ricarica a Torino spiega quanto si può restare e cosa succede a chi resta oltre.
Quando l’esenzione non risolve niente
C’è un limite strutturale che vale la pena dire, perché riguarda molti proprietari di elettriche in città: l’esenzione dalla sosta non crea un posto.
In un quartiere dove alle otto di sera non c’è un posto libero, il fatto che quel posto sarebbe gratuito non aiuta. E per chi ha un’elettrica il problema è doppio, perché alla ricerca del posto si somma quella della presa: ricaricare a casa è molto più economico che ricaricare in colonnina, ma richiede un posto proprio.
È la ragione per cui un box con una presa vale, per chi ha un’elettrica, molto più di un posto in strada gratuito. Su KIVO si cercano box e posti privati per zona e chi affitta può indicare se c’è una presa disponibile e come si regola la spesa dell’energia.
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Domande frequenti
Le macchine elettriche pagano le strisce blu?
Dipende dalla città: non esiste una regola nazionale che esenti le auto elettriche dalla sosta a pagamento. Ogni Comune decide con proprio provvedimento, e le forme sono diverse — esenzione piena, gratuità a tempo, esenzione legata al possesso di un permesso. Va verificata sul posto, perché cambia anche fra comuni confinanti.
Le auto elettriche pagano le strisce blu?
Dipende dal Comune: non esiste una regola nazionale. L’articolo 7 del Codice della Strada dà ai Comuni il potere di stabilire le fasce di sosta a pagamento con deliberazione della giunta, e quel potere include le esenzioni.
Come faccio a sapere se nella mia città pago?
Il modo più rapido è l’app con cui paghi la sosta: se il veicolo è esente in genere lo riconosce dalla targa registrata. Poi il sito del gestore della sosta, che è la fonte più aggiornata, e il cartello sullo stallo.
Con un’auto elettrica posso parcheggiare nello stallo della colonnina?
Solo se stai ricaricando. L’articolo 158 vieta la fermata e la sosta negli spazi riservati ai veicoli elettrici: quello spazio è destinato alla ricarica, non al parcheggio, quindi anche un’elettrica che non ricarica è in violazione.
Le ibride plug-in hanno le stesse agevolazioni?
Non necessariamente: la definizione di veicolo agevolato la scrive la delibera comunale, e «elettrico» in un provvedimento può non includere le ibride. Va verificato caso per caso.
Se ho diritto all’esenzione posso non pagare e basta?
Solo se il Comune non richiede la registrazione della targa: dove serve, senza registrazione il verbale arriva comunque, ed è la contestazione più frequente fra chi ne avrebbe diritto. In una città che non conosci conviene pagare.
Le auto elettriche possono restare quanto vogliono sulle strisce blu?
No. Dove l’esenzione esiste, quasi sempre è a tempo o richiede comunque di esporre un titolo, e non sospende gli altri limiti: il disco orario dove previsto, i divieti temporanei e le regole dello stallo con la colonnina, che è la trappola più frequente.
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Giulia Grussu & Stefano Puggioni — fondatori di KIVO
Abbiamo costruito KIVO a Torino, dove viviamo e dove parcheggiamo ogni giorno. Per farlo abbiamo mappato oltre 11.000 stalli fra strisce blu, bianche e zone di sosta della città: queste guide nascono da quei dati e dagli stessi giri a vuoto che fai tu.
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Tariffe e regole possono cambiare: fanno fede segnaletica, ordinanze del Comune di Torino e pagine ufficiali GTT. · ↑ Torna su