Lo stallo di ricarica è uno spazio riservato
La cosa che sfugge quasi a tutti è che gli stalli davanti alle colonnine non sono una cortesia del gestore: sono spazi riservati per legge. L’articolo 158 del Codice della Strada li elenca fra i luoghi dove la sosta è vietata, insieme ai marciapiedi e agli spazi riservati ai veicoli in servizio pubblico.
La conseguenza è che il divieto non riguarda solo le auto a benzina: riguarda chiunque occupi lo stallo senza stare ricaricando, elettriche comprese. L’elettrica con la ricarica completata da un’ora è, rispetto alla norma, un’auto ferma su uno spazio riservato.
Il criterio non è che tipo di auto hai: è se stai usando la colonnina in quel momento.
Quanto costa
Trattandosi di uno spazio riservato elencato nel comma 1 dell’articolo 158, la sanzione è quella della fascia pesante.
| Veicolo | Sanzione |
|---|---|
| Automobili e altri veicoli | da 87 a 344 € |
| Ciclomotori e motocicli a due ruote | da 41 a 168 € |

Le due situazioni che generano quasi tutti i verbali
Non sono la stessa cosa e conviene distinguerle, perché una è deliberata e l’altra no.
- L’auto termica parcheggiata sullo stallo di ricarica. In inglese la chiamano con un nome che rende l’idea, e in Italia è il caso più contestato dagli automobilisti elettrici perché rende inutilizzabile un’infrastruttura che è già scarsa. Qui non c’è ambiguità: è sosta su spazio riservato.
- L’elettrica lasciata attaccata a ricarica finita. È il caso involontario: si collega l’auto, si va a fare qualcosa, la ricarica finisce e l’auto resta lì. Sul piano della norma lo stallo risulta occupato senza che la colonnina sia in uso; sul piano pratico molti gestori applicano in più una tariffa di occupazione al minuto dopo la fine della carica, che è una voce separata dalla multa e arriva sulla bolletta dell’operatore.
Se la colonnina che ti serve è occupata
È la situazione in cui ci si trova più spesso, e la cosa utile da sapere è che non si può fare quasi niente sul momento — quindi conviene sapere cosa fare prima.
Segnalare l’occupazione abusiva agli agenti è possibile ma non è rapido, e nel frattempo l’auto resta scarica. Le due mosse che funzionano davvero sono altre: controllare la disponibilità dall’app dell’operatore prima di spostarsi, perché quasi tutte mostrano se la presa è libera o in uso, e avere una seconda colonnina in mente invece di puntare su una sola.
La cosa da non fare è attaccarsi comunque bloccando lo stallo a metà o restando in doppia fila ad aspettare: si aggiunge una violazione a quella di chi era lì prima, e la propria è flagrante.
Cosa si può fare, in concreto
Per chi guida un’elettrica, la difesa migliore è impostare la notifica di fine carica sull’app dell’auto o dell’operatore e trattarla come una sveglia, non come un’informazione. Nella pratica il rischio non è la multa: è la tariffa di occupazione che corre al minuto e che ti accorgi di aver pagato solo alla fattura successiva.
Per chi guida un’auto a benzina o diesel vale una regola secca: lo stallo con la colonnina non è un posto, nemmeno per cinque minuti, nemmeno se è l’unico libero della via. È lo stesso ragionamento del posto riservato ai disabili, con la differenza che qui la fila di chi aspetta non si vede.
E se il problema è che nella tua zona la ricarica pubblica è sempre occupata, la strada che risolve davvero è un’altra: caricare dove parcheggi invece che parcheggiare dove si carica. Su KIVO alcuni posti privati hanno già la presa, e si filtrano nella ricerca.
Trova parcheggio a Torino in 30 secondi
Posti privati prenotabili, segnalazioni della community in tempo reale, pagamento protetto in app. Oppure apri KIVO nel browser →

Se resta vuoto, puoi affittarlo su KIVO e trasformarlo in una rendita: pubblichi gratis, decidi tu prezzi e orari, incassi sul conto. Scopri quanto può rendere →
Domande frequenti
Un’auto elettrica può restare sullo stallo dopo aver finito di ricaricare?
No. Lo stallo davanti alla colonnina è uno spazio riservato ai sensi dell’articolo 158 del Codice della Strada, e il criterio è se la colonnina è in uso in quel momento, non che tipo di auto hai. Un’elettrica con la ricarica completata è, rispetto alla norma, ferma su uno spazio riservato.
Quanto costa parcheggiare su uno stallo di ricarica senza caricare?
Da 87 a 344 euro per le automobili e da 41 a 168 euro per ciclomotori e motocicli a due ruote: è la fascia pesante dell’articolo 158, la stessa della sosta sul marciapiede e degli altri spazi riservati.
La tariffa di occupazione dell’operatore è una multa?
No, sono due cose distinte. La multa è una sanzione amministrativa e arriva come verbale; la tariffa di occupazione è un addebito commerciale che molti operatori applicano al minuto dopo la fine della ricarica e che compare sulla fattura del servizio. Si possono sommare.
Vale anche se resto in auto?
Restare a bordo cambia la qualificazione da sosta a fermata, ma non rende lo stallo disponibile: è uno spazio riservato a un uso preciso, e occuparlo senza ricaricare lo sottrae a chi ne ha bisogno. La soluzione pratica è la stessa di un posto riservato ai disabili: non usarlo.
Continua a leggere
Auto elettrica e strisce blu: si paga o no? →Mettere una colonnina nel box: conviene a chi affitta? →Sosta sul marciapiede: quando è multa e quanto costa →Quanto costa la multa per sosta vietata: gli importi veri →Posso parcheggiare nel posto dei disabili? La risposta e le eccezioni →Strisce gialle a Torino: chi può parcheggiare e chi rischia →Le guide dei quartieri citati
Fonti: Art. 158 Codice della Strada — Divieto di fermata e di sosta
Giulia Grussu & Stefano Puggioni — fondatori di KIVO
Abbiamo costruito KIVO a Torino, dove viviamo e dove parcheggiamo ogni giorno. Per farlo abbiamo mappato oltre 11.000 stalli fra strisce blu, bianche e zone di sosta della città: queste guide nascono da quei dati e dagli stessi giri a vuoto che fai tu.
Scrivici: info@kivo-app.it · Cos’è KIVO
Tariffe e regole possono cambiare: fanno fede segnaletica, ordinanze del Comune di Torino e pagine ufficiali GTT. · ↑ Torna su