Le tre voci, e la più grossa non è quella che pensi
Chi cerca il prezzo trova quasi sempre il costo del dispositivo, che è la voce più piccola delle tre.
La spesa si compone di: la wallbox in sé, l’installazione elettrica — cioè il cavo dal contatore al box, le protezioni, il quadro — e le eventuali pratiche, che nelle autorimesse condominiali possono pesare più del resto.
Il fattore che sposta di più il totale è banale e nessuno lo dice nei listini: quanti metri ci sono fra il tuo contatore e il tuo box. In una villetta sono cinque metri; in un condominio con il box a due piani sotto possono essere quaranta, con una canalizzazione da fare.
Gli ordini di grandezza
Sono stime di mercato e non tariffe ufficiali: cambiano per marca, potenza e complessità dell’impianto, e vanno usate per capire se il progetto sta in piedi, non per fare un preventivo.
| Voce | Ordine di grandezza |
|---|---|
| La sola wallbox | 500 – 1.200 € |
| Installazione domestica completa, caso tipico | 1.200 – 3.500 € |
| Caso semplice, wallbox base | da circa 800 € |
| Casi complessi o alta potenza | oltre 5.500 € |
| In autorimessa con certificato antincendio | 2.200 – 3.000 € IVA inclusa |
Hai un box o un posto auto che resta vuoto?
Anche solo per qualche ora al giorno puo’ diventare una rendita. Lascia i tuoi dati: ti chiamiamo entro 24 ore e ti aiutiamo noi a pubblicarlo, passo per passo. Gratis, e decidi tu prezzi e orari.
Ti contattiamo solo per questo. Niente newsletter, niente giro di terzi. Vuoi prima farti un’idea? Guarda quanto può rendere il tuo posto.
Il caso che riguarda quasi tutti a Torino: l’autorimessa
Un box in un condominio torinese sta quasi sempre dentro un’autorimessa, spesso interrata, e questo cambia le carte.
Quando l’autorimessa è soggetta a certificato di prevenzione incendi, l’installazione non è più solo elettrica: richiede verifiche sul percorso dei cavi e sulla compatibilità con il progetto antincendio del fabbricato. È da lì che viene la forbice 2.200-3.000 euro, che è più alta di un’installazione domestica semplice ma comprende quelle verifiche.
Il costo aggiuntivo non è burocrazia inutile: è la ragione per cui l’impianto resta coperto dall’assicurazione del fabbricato. Un’installazione fatta senza guardare il certificato è il caso tipico in cui, dopo un principio d’incendio, la compagnia contesta.
Gli incentivi, e perché non vanno messi nel conto oggi
Vale la pena essere precisi, perché su questo circolano annunci ottimistici.
Il DPCM Automotive ha stanziato 68 milioni di euro destinati alle infrastrutture di ricarica domestica fino al 2030, e potrebbero tradursi in un contributo per chi installa una wallbox a casa. Ma si è in attesa del decreto attuativo: finché non esce, non c’è nulla da richiedere.
Quindi il conto va fatto sul prezzo pieno, e l’eventuale contributo trattato come una sorpresa e non come una voce in entrata. Chi ha rimandato l’installazione aspettando l’incentivo, negli ultimi anni, ha solo rimandato.
Da controllare a parte, e questo esiste già: le detrazioni edilizie sui lavori, che seguono le regole generali e non un bonus dedicato.
Perché a un host il conto torna comunque
La spesa è reale, e la domanda giusta è se si ripaga.
Un box con la presa non è lo stesso prodotto di un box senza: si affitta a un canone più alto e si affitta prima, perché il numero di auto elettriche cresce e chi le ha ha un problema preciso da risolvere — la ricarica lenta notturna, che è quella che conviene.
E c’è un vantaggio meno ovvio: chi ricarica di notte nel tuo box è un inquilino stabile, perché cambiare posto vuol dire cambiare abitudine quotidiana. Nella nostra esperienza sono i rapporti che durano di più.
Su KIVO l’annuncio può dichiarare la presenza della presa e la potenza, che è il primo filtro che usa chi ha un’elettrica.
Trova parcheggio a Torino in 30 secondi
Posti privati prenotabili, segnalazioni della community in tempo reale, pagamento protetto in app. Oppure apri KIVO nel browser →

Hai un box o un posto auto che resta vuoto?
Anche solo per qualche ora al giorno puo’ diventare una rendita. Lascia i tuoi dati: ti chiamiamo entro 24 ore e ti aiutiamo noi a pubblicarlo, passo per passo. Gratis, e decidi tu prezzi e orari.
Ti contattiamo solo per questo. Niente newsletter, niente giro di terzi. Vuoi prima farti un’idea? Guarda quanto può rendere il tuo posto.
Domande frequenti
Quanto costa installare una colonnina nel box?
Come ordine di grandezza: la sola wallbox sta fra 500 e 1.200 euro, un’installazione domestica completa nel caso tipico fra 1.200 e 3.500, da circa 800 nei casi semplici a oltre 5.500 in quelli complessi. In un’autorimessa soggetta a certificato di prevenzione incendi si va intorno a 2.200-3.000 euro IVA inclusa. Sono stime di mercato, non tariffe ufficiali.
Perché in autorimessa costa di più?
Perché quando l’autorimessa è soggetta a certificato di prevenzione incendi l’installazione richiede verifiche sul percorso dei cavi e sulla compatibilità con il progetto antincendio del fabbricato. Non è burocrazia inutile: è la ragione per cui l’impianto resta coperto dall’assicurazione, e un’installazione fatta senza quelle verifiche è il caso tipico in cui la compagnia contesta.
Cosa fa variare di più il prezzo?
La distanza fra il contatore e il box, che nei listini non compare mai. In una villetta sono cinque metri, in un condominio con il box due piani sotto possono essere quaranta con una canalizzazione da realizzare. Il dispositivo, che è quello che si cerca online, è la voce più piccola delle tre.
Ci sono incentivi?
Il DPCM Automotive ha stanziato 68 milioni per le infrastrutture di ricarica domestica fino al 2030, ma si è in attesa del decreto attuativo: finché non esce non c’è nulla da richiedere. Il conto va fatto sul prezzo pieno, trattando l’eventuale contributo come una sorpresa e non come una voce in entrata.
Continua a leggere
Installare la colonnina di ricarica nel box in condominio →Mettere una colonnina nel box: conviene a chi affitta? →Auto elettrica e strisce blu: si paga o no? →Auto a GPL e a metano nei parcheggi interrati: cosa si può fare davvero →Quanto rende un box o un garage a Torino: rendimento reale per quartiere →Dove conviene affittare un box a Torino: la mappa delle strisce blu →Le guide dei quartieri citati
Fonti: Art. 1122-bis Codice Civile — Impianti non centralizzati di ricezione radiotelevisiva e di produzione di energia da fonti rinnovabili · Ministero delle Imprese e del Made in Italy — Incentivi per le infrastrutture di ricarica
Giulia Grussu & Stefano Puggioni — fondatori di KIVO
Abbiamo costruito KIVO a Torino, dove viviamo e dove parcheggiamo ogni giorno. Per farlo abbiamo mappato oltre 11.000 stalli fra strisce blu, bianche e zone di sosta della città: queste guide nascono da quei dati e dagli stessi giri a vuoto che fai tu.
Scrivici: info@kivo-app.it · Cos’è KIVO
Tariffe e regole possono cambiare: fanno fede segnaletica, ordinanze del Comune di Torino e pagine ufficiali GTT. · ↑ Torna su