La risposta corta, e perché non è «siamo piccoli»
KIVO oggi funziona a Torino e solo a Torino. È deliberato, e il motivo non è la mancanza di ambizione: è che un mercato di posti auto tra privati vive di densità, non di copertura geografica.
Pensa a cosa ti serve davvero quando cerchi un posto. Non ti serve che il servizio esista nella tua città: ti serve che ci sia un posto libero entro trecento metri da dove stai andando, all’ora in cui ci vai. Un’app presente in venti città con tre box per città è inutile in tutte e venti. Un’app presente in una città con abbastanza box nei quartieri giusti risolve il problema davvero.
È la differenza fra sembrare grandi e funzionare. Abbiamo scelto la seconda, e costa la pazienza di dire no a chi ci scrive da Milano o da Bologna.
Perché proprio Torino
Tre ragioni, in ordine di peso.
La dimensione è giusta. Torino ha circa 847.000 abitanti e un parco auto nell’ordine delle 440.000 vetture: abbastanza grande da produrre numeri che significano qualcosa, abbastanza contenuta da poter essere coperta quartiere per quartiere invece che a macchia di leopardo.
Il problema è reale e misurabile. La sosta su strada a Torino si paga dal lunedì al sabato con tariffe che cambiano per zona, la ZTL Centrale chiude la fascia del mattino nei feriali e la ZTL Area Romana chiude tutte le sere: chi si muove in auto in centro convive con tre calendari diversi. Un posto privato prenotato aggira tutti e tre.
Ci viviamo. Il progetto è nato da una situazione concreta — un box in zona semicentrale che restava vuoto tutta la settimana lavorativa — e la discovery iniziale l’abbiamo fatta a piedi, in quartieri che conosciamo. Sapere che in una certa via alle 18 si libera sempre non è una cosa che si compra in un dataset.
Hai un box o un posto auto che resta vuoto?
Anche solo per qualche ora al giorno puo’ diventare una rendita. Lascia i tuoi dati: ti chiamiamo entro 24 ore e ti aiutiamo noi a pubblicarlo, passo per passo. Gratis, e decidi tu prezzi e orari.
Ti contattiamo solo per questo. Niente newsletter, niente giro di terzi. Vuoi prima farti un’idea? Guarda quanto può rendere il tuo posto.
Cosa serve per aprire una città nuova
Non è «accendere un interruttore», e ce lo siamo scritti in una lista che seguiamo invece di improvvisare. La lista ha 32 voci divise in sei fasi, e alcune sono segnate come bloccanti: se non sono chiuse, la città non apre.
- I dati della sosta: dove sono le strisce blu, quali tariffe, quali orari, dove passano i confini della ZTL. Cambia da comune a comune e va ricostruito ogni volta dalle fonti ufficiali.
- La massa critica di posti, prima dei driver e non dopo: un driver che apre l’app e non trova nulla non torna. È il problema dell’uovo e della gallina di ogni mercato a due lati, e si risolve partendo dall’offerta.
- Le regole locali: cosa si può affittare, come funzionano i permessi residenti, quali vincoli mettono i regolamenti condominiali della zona.
- Il presidio sul posto: qualcuno che risponda, che vada a vedere un annuncio dubbio, che parli la lingua del quartiere.
Quando apriremo altrove
Quando Torino funziona, non prima. E «funziona» non vuol dire «ha tanti iscritti»: vuol dire che chi cerca un posto in un quartiere denso lo trova e lo ripete.
Il vantaggio di aver scritto la lista è che la seconda città si clona, non si reinventa. Quello che a Torino è stato lavoro di scoperta — quali dati servono, in che ordine, dove ci si blocca — nella prossima città è una procedura con delle caselle da spuntare.
Nel frattempo, se sei fuori Torino e ti interessa: la cosa più utile che puoi fare è dircelo. Sapere dove c’è domanda cambia l’ordine con cui apriamo.
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Domande frequenti
KIVO funziona anche fuori Torino?
No, per ora solo a Torino. Un mercato di posti auto privati funziona per densità: se nella zona dove devi andare non c’è un posto vicino, il servizio non serve a niente anche se è formalmente disponibile.
Quando arriverete nella mia città?
Non c’è una data annunciata, e preferiamo non inventarne una. La condizione è che Torino funzioni prima: che chi cerca un posto in un quartiere denso lo trovi e ripeta la prenotazione.
Posso pubblicare il mio box se non sono a Torino?
Non ancora, perché non avresti richieste. Segnalarci la città in cui ti trovi è però utile: la domanda esistente è uno dei criteri con cui decidiamo l’ordine delle aperture.
Cosa cambia in una città nuova rispetto a Torino?
I dati della sosta e le regole locali, che vanno ricostruiti dalle fonti ufficiali di quel comune, e il presidio sul territorio. La procedura invece si riusa: è una lista di 32 voci su sei fasi, con alcune segnate come bloccanti.
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Fonti: GTT — Tariffe della sosta · Comune di Torino — Zone a traffico limitato · Comune di Torino — Sosta
Giulia Grussu & Stefano Puggioni — fondatori di KIVO
Abbiamo costruito KIVO a Torino, dove viviamo e dove parcheggiamo ogni giorno. Per farlo abbiamo mappato oltre 11.000 stalli fra strisce blu, bianche e zone di sosta della città: queste guide nascono da quei dati e dagli stessi giri a vuoto che fai tu.
Scrivici: info@kivo-app.it · Cos’è KIVO
Tariffe e regole possono cambiare: fanno fede segnaletica, ordinanze del Comune di Torino e pagine ufficiali GTT. · ↑ Torna su