Il cartello rotondo è solo l’inizio del messaggio
Il disco blu bordato di rosso con la barra obliqua dice una cosa sola: qui la sosta è vietata. Non dice da dove, non dice fino a dove, non dice quando. Tutte queste informazioni stanno nei rettangoli bianchi montati sotto, che il Codice chiama pannelli integrativi.
I pannelli non sono decorazioni e non sono facoltativi nel loro significato: integrano il segnale e ne fanno parte a tutti gli effetti. Leggere il disco e ignorare il pannello significa leggere metà del cartello.
Il pannello con la freccia è quello che risponde alla domanda «da che parte vale».
I pannelli, e quale è quello della freccia
Il Regolamento di esecuzione del Codice della Strada distingue i pannelli integrativi per modello, e conoscere quale fa cosa evita gran parte degli equivoci.
| Modello | A cosa serve | Esempio |
|---|---|---|
| II.1 | distanza | «a 100 m» |
| II.2 | estesa | «per 50 m» |
| II.3 | validità temporale | «8-20 giorni feriali» |
| II.4 | limitazioni ed eccezioni | «eccetto residenti» |
| II.5 | inizio, continuazione, fine | il pannello con la freccia |
| II.6 | indicazioni | precisazioni e simboli |
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I tre versi, e cosa significano
Il modello II.5 esiste in tre varianti e la differenza sta nel verso della freccia. È il punto in cui si sbaglia più spesso, perché l’istinto suggerisce che la freccia indichi «di là», mentre il significato è un altro.
Freccia verso l’alto: inizio. Il divieto comincia da qui e si estende nel senso di marcia. Sei nel punto di partenza del tratto vietato: se parcheggi oltre il cartello sei in divieto, se parcheggi prima no.
Doppia freccia: continuazione. Sei nel mezzo di un tratto già vietato. Il cartello ripete la prescrizione perché la strada è lunga o perché un incrocio l’avrebbe altrimenti interrotta. Qui non si parcheggia né avanti né indietro.
Freccia verso il basso: fine. Il divieto termina in questo punto. Da qui in avanti, salvo altri segnali, si può sostare. È il pannello che libera, e ignorarlo significa girare a vuoto per una via dove il posto c’era.
Molti pannelli riportano anche la parola INIZIO, CONTINUAZIONE o FINE accanto alla freccia, e quando c’è toglie ogni dubbio.
Le combinazioni che confondono
Nella realtà i pannelli si sovrappongono, e sono le combinazioni a generare gli errori più costosi.
- Freccia più fascia oraria. Il divieto comincia lì ma solo in quelle ore: fuori da quella fascia il tratto è libero. Sono due prescrizioni distinte e vanno lette insieme.
- Freccia più estesa. «Inizio» accompagnato da «per 30 m» delimita un tratto preciso: dopo trenta metri il divieto finisce anche senza un cartello di fine.
- Freccia più eccezione. «Inizio» con «eccetto veicoli al servizio di persone invalide» significa che il divieto vale per tutti tranne quella categoria, e non che lo stallo è riservato.
- Nessuna freccia. Un divieto di sosta senza pannello di inizio vale dal punto in cui è installato fino al primo elemento che lo interrompe, tipicamente un’intersezione. È il caso più comune e anche quello che genera più contestazioni.
Come si guarda una via, nell’ordine giusto
La sequenza che funziona è sempre la stessa e richiede meno di un minuto.
Prima guarda a terra: se ci sono stalli disegnati, il colore ti dice già il regime e spesso il cartello serve solo a precisarlo. Poi cerca il palo più vicino nel senso da cui sei arrivato, perché è quello che governa il punto in cui ti trovi. Infine leggi dal basso: i pannelli si leggono partendo dal segnale e scendendo, e ogni riga restringe la prescrizione precedente.
Se hai superato un cartello con freccia in su e non ne hai ancora incontrato uno con freccia in giù, sei dentro il divieto anche se nel frattempo hai percorso duecento metri e non hai visto altri segnali.
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Domande frequenti
Cosa significa la freccia sul cartello di divieto di sosta?
Indica dove si colloca il punto rispetto al tratto vietato. La freccia verso l’alto segnala l’inizio del divieto, la doppia freccia segnala che ci si trova all’interno del tratto già vietato, la freccia verso il basso ne segnala la fine.
Che pannello è quello con la freccia?
È il pannello integrativo modello II.5, dedicato a inizio, continuazione e fine di una prescrizione. Non va confuso con il modello II.1, che indica una distanza, né con il II.2, che indica l’estesa del tratto interessato.
Se la freccia punta verso il basso posso parcheggiare?
Sì, in quel punto il divieto termina: da lì in avanti la sosta è consentita salvo altri segnali o divieti che non hanno bisogno di cartello, come quelli davanti agli accessi carrabili o in corrispondenza delle intersezioni.
Un divieto senza freccia fino a dove arriva?
Vale dal punto in cui il segnale è installato fino al primo elemento che lo interrompe, tipicamente la prima intersezione. Se il divieto deve proseguire oltre l’incrocio, va ripetuto con un nuovo segnale.
La freccia indica il lato della strada?
No, il verso della freccia non indica un lato ma la posizione rispetto al tratto: inizio, continuazione o fine. Il lato interessato è quello su cui il cartello è installato, salvo diversa indicazione dei pannelli.
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Fonti: Art. 83 Regolamento di esecuzione del Codice della Strada — Pannelli integrativi · Art. 158 Codice della Strada — Divieto di fermata e di sosta · Art. 40 Codice della Strada — Segnali orizzontali
Giulia Grussu & Stefano Puggioni — fondatori di KIVO
Abbiamo costruito KIVO a Torino, dove viviamo e dove parcheggiamo ogni giorno. Per farlo abbiamo mappato oltre 11.000 stalli fra strisce blu, bianche e zone di sosta della città: queste guide nascono da quei dati e dagli stessi giri a vuoto che fai tu.
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