La regola, con il numero dentro
L’articolo 158 del Codice della Strada vieta la sosta in corrispondenza delle aree di intersezione e nelle loro vicinanze. La parte utile è che, nei centri abitati, la norma quantifica: il divieto vale a una distanza inferiore a cinque metri dal prolungamento del bordo più vicino della carreggiata trasversale, salvo diversa segnalazione.
Fuori dai centri abitati il numero non c’è: il divieto in prossimità delle intersezioni resta, ma senza una distanza scritta. La regola dei cinque metri è quindi una regola urbana, ed è quella che riguarda praticamente tutti.
La formula «salvo diversa segnalazione» vale anche qui: in alcune vie il Comune segna stalli più vicini all’angolo, e in quel caso è la segnaletica a comandare.
Da dove si misurano davvero i cinque metri
Questo è il punto in cui quasi tutti sbagliano, e non per malafede: si misura male.
I cinque metri non si contano dall’angolo del marciapiede né dallo spigolo del palazzo. Si contano dal prolungamento del bordo della carreggiata trasversale, cioè dalla linea immaginaria che continua il margine della via che incrocia. In un incrocio con marciapiedi arrotondati quel punto cade prima dell’angolo visibile, e la distanza utile risulta più corta di quella che sembra a occhio.
La conseguenza pratica è che il posto che sembra al limite di solito non lo è: se stai valutando a occhio se ci stai, quasi sempre non ci stai. Cinque metri sono più o meno la lunghezza di un’utilitaria: se fra l’auto e la linea del bordo trasversale non ci starebbe un’altra macchina, sei dentro il divieto.

Quanto costa
La sosta in area di intersezione e nelle sue vicinanze sta nella fascia pesante dell’articolo 158, la stessa del marciapiede.
| Veicolo | Sanzione |
|---|---|
| Automobili e altri veicoli | da 87 a 344 € |
| Ciclomotori e motocicli a due ruote | da 41 a 168 € |
Perché su questa si discute poco
Molte contestazioni sulla sosta si giocano su una valutazione: se l’auto ostacolava davvero, se il cartello si vedeva, se il divieto era leggibile. Qui no: c’è una distanza scritta nella norma, e una distanza si misura.
È il motivo per cui il ricorso su questo tipo di verbale funziona in un solo caso: quando i cinque metri c’erano davvero e si può dimostrarlo. Una foto scattata dopo, con un metro o un riferimento fisso nell’inquadratura, è l’unico argomento che regge — e va fatta subito, non alla settimana dopo, perché nel frattempo la via cambia.
Sull’altro lato, è anche la regola che ha la ragione più concreta: un’auto ferma a ridosso dell’angolo toglie la visuale a chi esce dalla trasversale, e chi attraversa a piedi compare da dietro la carrozzeria. Non è un formalismo, è il punto in cui le auto non si vedono fra loro.
La regola dei trenta secondi, prima di scendere
Tre controlli che si fanno senza scendere dall’auto e coprono la quasi totalità dei verbali evitabili in città.
Primo: guarda dove finisce il bordo della via trasversale, non dove finisce il marciapiede. Secondo: chiediti se fra te e quella linea ci starebbe un’altra auto — se la risposta è no, spostati. Terzo: se c’è una striscia dipinta che delimita lo stallo, quella vince su ogni stima a occhio, in un senso e nell’altro.
E se la via che ti serve è sempre così, il calcolo cambia natura: girare per trovare l’unico buco legale è un costo che si paga tutti i giorni, mentre un posto prenotato si paga una volta e si sa dov’è.
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Domande frequenti
Da dove si misurano i cinque metri dall’incrocio?
Dal prolungamento del bordo più vicino della carreggiata trasversale, cioè dalla linea che continua il margine della via che incrocia — non dall’angolo del marciapiede e non dallo spigolo dell’edificio. Con i marciapiedi arrotondati quel punto cade prima dell’angolo visibile, quindi lo spazio utile è più corto di quanto sembri.
La regola dei cinque metri vale ovunque?
Vale nei centri abitati, ed è lì che la norma indica la distanza. Fuori dai centri abitati il divieto di sosta in prossimità delle intersezioni resta, ma senza una misura scritta. In entrambi i casi vale la formula «salvo diversa segnalazione»: se il Comune ha tracciato stalli più vicini all’angolo, comanda la segnaletica.
Quanto costa la multa per sosta vicino a un incrocio?
Da 87 a 344 euro per le automobili e da 41 a 168 euro per ciclomotori e motocicli a due ruote. È la fascia pesante dell’articolo 158, la stessa che si applica alla sosta sul marciapiede.
Conviene fare ricorso su una multa per sosta all’incrocio?
Solo se i cinque metri c’erano davvero e puoi dimostrarlo. A differenza di altre contestazioni, qui non si discute di valutazioni ma di una distanza scritta nella norma: serve una prova misurabile, tipicamente una foto con un riferimento fisso scattata subito e non giorni dopo.
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Fonti: Art. 158 Codice della Strada — Divieto di fermata e di sosta
Giulia Grussu & Stefano Puggioni — fondatori di KIVO
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