Un cartello di divieto di sosta con il pannello integrativo

Divieto di sosta: da dove parte e fino a dove arriva

È la domanda che nessuno si fa prima e tutti si fanno dopo: fin dove vale quel cartello? La risposta non sta nella lunghezza della via, sta in tre regole precise.

Aggiornato il 28 settembre 2026 · di Giulia & Stefano, fondatori di KIVO · 3 min di lettura

L’errore di partenza: «vale per la via»

Un divieto di sosta non riguarda una via: riguarda un tratto. E il tratto comincia dal cartello, non dall’inizio della strada.

Da questo derivano due conseguenze opposte, e sbagliano entrambe le direzioni. C’è chi non parcheggia in una via lunga perché ha visto un cartello all’imbocco, mentre duecento metri più avanti si poteva. E c’è chi parcheggia tranquillo perché davanti a lui non vede cartelli, senza guardare indietro se ce n’era uno prima.

Il cartello vale in avanti, nel senso di marcia, da dove è piantato. Se sei entrato nella via da un incrocio successivo, il cartello che sta all’altro capo non ti riguarda.

Le tre cose che interrompono un divieto

Un tratto di divieto non prosegue all’infinito. Finisce quando succede una di queste tre cose.

  • Un’intersezione. È la regola più importante e la meno conosciuta: passato un incrocio, il divieto non prosegue automaticamente. Se dopo l’incrocio la limitazione continua, ci deve essere un nuovo cartello.
  • Un cartello di fine divieto, o un cartello che dispone qualcosa di diverso — per esempio l’inizio di una zona di sosta regolamentata.
  • Il pannello integrativo che ne indica l’estensione. Quando sotto il cartello c’è scritto una lunghezza, il divieto vale per quei metri e non oltre. Quando c’è una freccia, vale nella direzione che indica.
La mascotte di KIVO ti saluta

Smetti di girare a vuoto 🅿️

Con KIVO vedi sulla mappa i posti privati prenotabili vicino a te e dove si stanno liberando posti in strada. Gratis.

Scarica KIVO su App StoreScarica KIVO su Google Play

Il pannello sotto il cartello è metà dell’informazione

Il disco da solo dice cosa è vietato. Il pannello dice quando, per quanto e a chi, e ignorarlo è il modo più comune di prendere una multa guardando il cartello giusto.

Le indicazioni che cambiano tutto sono quattro. La fascia oraria: un divieto valido «8-18» alle 19 non c’è più. I giorni: «nei giorni feriali» esclude la domenica e i festivi, «lun-ven» esclude anche il sabato. L’estensione in metri o la freccia direzionale. E le eccezioni, tipo «escluso carico e scarico» o «eccetto residenti».

C’è poi la scritta che vale più di tutte le altre: «rimozione forzata». Non cambia se puoi parcheggiare o no, cambia cosa trovi quando torni.

I divieti che non hanno bisogno di cartello

Una parte della materia non dipende dalla segnaletica: vale sempre, e sono i casi in cui la gente parcheggia più tranquilla proprio perché non vede nessun palo.

Il Codice li elenca, e i più frequenti in città sono questi: in corrispondenza o prossimità di intersezioni, dossi e curve; sui passaggi e attraversamenti pedonali e sulle piste ciclabili; sui binari tranviari o tanto vicino da intralciarli; in galleria e nei sottovia; sui marciapiedi, salvo diversa segnalazione.

A questi si aggiunge una regola di posizione che quasi nessuno cita: quando parcheggi, il veicolo va messo il più vicino possibile al margine destro della carreggiata, parallelamente ad esso e secondo il senso di marcia. E dove non c’è marciapiede va lasciato «uno spazio sufficiente per il transito dei pedoni, comunque non inferiore ad un metro».

Come si controlla in dieci secondi

Una sequenza che funziona e che si fa senza scendere.

Primo: guarda indietro, non avanti. Il cartello che ti riguarda è quello che hai già passato.

Secondo: cerca l’ultima intersezione che hai attraversato. Se il cartello stava prima di quella, molto probabilmente non vale più dove sei.

Terzo: leggi il pannello, se c’è, e controlla ora e giorno di oggi contro quello che dice.

Quarto: se nella via non vedi cartelli in nessuna direzione, valgono le regole che non hanno bisogno di segnaletica — quindi guarda dove hai le ruote, non solo se c’è un palo.

Trova parcheggio a Torino in 30 secondi

Posti privati prenotabili, segnalazioni della community in tempo reale, pagamento protetto in app. Oppure apri KIVO nel browser →

Scarica KIVO su App StoreScarica KIVO su Google Play
La mascotte di KIVO
💰 Hai un box o un posto auto a Torino?
Se resta vuoto, puoi affittarlo su KIVO e trasformarlo in una rendita: pubblichi gratis, decidi tu prezzi e orari, incassi sul conto. Scopri quanto può rendere →

Domande frequenti

Un divieto di sosta vale per tutta la via?

No: vale per un tratto, che parte dal cartello nel senso di marcia. Se sei entrato nella via da un altro incrocio, il cartello all’altro capo non ti riguarda.

Il divieto continua dopo un incrocio?

No, non automaticamente: un’intersezione interrompe il tratto. Se la limitazione continua dopo l’incrocio, ci deve essere un nuovo cartello.

Come faccio a sapere fino a dove arriva il divieto?

Dal pannello integrativo, quando indica un’estensione in metri o una freccia direzionale; altrimenti fino alla prima intersezione o al cartello di fine divieto.

Ci sono divieti che valgono senza cartello?

Sì: in prossimità di intersezioni, dossi e curve, sui passaggi e attraversamenti pedonali, sui binari tranviari, in galleria e nei sottovia, e sui marciapiedi salvo diversa segnalazione.

Continua a leggere

Divieto di sosta e divieto di fermata: la differenza che salva la multa →Quanto costa la multa per sosta vietata: gli importi veri →Si può parcheggiare dove non ci sono le strisce? Sì, e con tre eccezioni →Strisce gialle a Torino: chi può parcheggiare e chi rischia →Passo carrabile a Torino: come si ottiene e cosa protegge →Parcheggiare in doppia fila a Torino: cosa si rischia davvero →

Le guide dei quartieri citati

Fonti: Art. 158 Codice della Strada — Divieto di fermata e di sosta · Art. 157 Codice della Strada — Arresto, fermata e sosta dei veicoli

Giulia & Stefano — fondatori di KIVO

Abbiamo costruito KIVO a Torino, dove viviamo e dove parcheggiamo ogni giorno. Per farlo abbiamo mappato oltre 11.000 stalli fra strisce blu, bianche e zone di sosta della città: queste guide nascono da quei dati e dagli stessi giri a vuoto che fai tu.

Scrivici: info@kivo-app.it · Cos’è KIVO

Tariffe e regole possono cambiare: fanno fede segnaletica, ordinanze del Comune di Torino e pagine ufficiali GTT. · ↑ Torna su

Trova parcheggio a Torino in 30 secondi

Scarica l’app