La risposta breve: in regime ordinario c’è il 5%, non le ricevute
Chi affitta il proprio box da privato dichiara il reddito nel quadro B del 730, quello dei fabbricati. Qui c’è la prima sorpresa per chi si aspetta di scaricare le spese una per una: in regime ordinario le spese reali non si sottraggono a parte. Al loro posto la legge prevede una riduzione forfettaria del 5% del canone.
La regola è nell’articolo 37 del Testo unico delle imposte sui redditi: se il canone del contratto, ridotto forfetariamente del 5 per cento, supera il reddito medio ordinario, cioè quello catastale, si tassa il canone ridotto. Le istruzioni del modello 730/2026 lo traducono in pratica: nella colonna 5 del quadro B il codice 1 indica il 95% del canone in caso di tassazione ordinaria, ed è quel 95% che si scrive nella colonna 6. La rendita catastale la si indica comunque, e la rivalutazione del 5% la calcola chi presta l’assistenza fiscale.
In pratica: su un box affittato per 1.000 € nell’anno si dichiarano 950 €, se superano la rendita rivalutata, e quei 50 € di differenza sono tutto lo «sconto» che il regime ordinario riconosce per manutenzione e spese. Non serve conservare gli scontrini della lampadina o della molla della basculante per il fisco: servono per te, per sapere quanto ti resta.
Cosa si scarica e cosa no, voce per voce
Ecco le voci che chi affitta un box si chiede più spesso, con la fonte da cui viene la risposta. Dove la fonte non dice niente di esplicito lo scriviamo, e quella è una domanda da fare al tuo commercialista.
| Voce | Si toglie dal reddito? | Da dove viene |
|---|---|---|
| Riduzione del 5% del canone | Sì, in regime ordinario: si dichiara il 95% | Art. 37 del Tuir; istruzioni 730/2026, quadro B |
| Spese reali di manutenzione del box | No, non a parte: c’è solo la riduzione forfettaria del 5% | Art. 37 del Tuir |
| Spese condominiali comprese nel canone | Sì: si tolgono dal canone prima di dichiararlo | Istruzioni 730/2026, colonna 6 del quadro B |
| Spese condominiali pagate da te e non comprese nel canone | Nessuna riga per toglierle | Istruzioni 730/2026, quadro B |
| IMU del box affittato | No, per un privato | Legge 160/2019, art. 1, comma 772 |
| Commissione trattenuta dalla piattaforma | Nessuna riga per dedurla: da verificare | Istruzioni 730/2026, quadro B |
| Qualunque spesa, con la cedolare secca | No: si dichiara il 100% del canone | Circolare 26/E del 2011; istruzioni 730/2026 |
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Le spese condominiali: si tolgono solo se sono dentro il prezzo
Sulle spese di condominio le istruzioni del 730/2026 sono precise: il canone da indicare nella colonna 6 va diminuito delle spese di condominio, luce, acqua, gas, portiere, ascensore, riscaldamento e simili, se comprese nel canone. La condizione è l’ultima parte della frase.
Se affitti il box al mese a 90 € «spese comprese», e di quei 90 € una parte è la quota condominiale del box, quella parte non è reddito e si toglie. Se invece le spese le paghi tu all’amministratore e il canone non le comprende, non c’è una riga del quadro B per sottrarle: restano dentro il 5% forfettario.
Per questo conviene scrivere nell’accordo con chi prende il box al mese quanto del prezzo è spesa condominiale, invece di un numero unico. Con le prenotazioni a ore il prezzo è uno solo e non distingue niente: se una quota di spese si possa considerare compresa anche lì non lo dicono le istruzioni, ed è un caso da verificare con il tuo commercialista.
La cedolare secca: niente deduzioni, e per il box da solo non c’è
Con la cedolare secca il conto è più corto ancora: nessuna riduzione. Nel quadro B il codice 3 della colonna 5 indica il 100% del canone, e la circolare 26/E del 2011 dell’Agenzia delle Entrate lo dice in modo esplicito: sul canone stabilito nel contratto non si possono operare abbattimenti, nemmeno quello forfettario.
Ma prima ancora c’è una domanda: la cedolare si può usare? Secondo le istruzioni del 730/2026 vale per le abitazioni (e per i negozi C/1 dei contratti del 2019) e le relative pertinenze locate congiuntamente, per finalità abitative. La circolare 26/E ammette anche un contratto separato per il box, ma solo fra le stesse parti del contratto della casa, con il riferimento a quel contratto e il vincolo di pertinenza scritto.
Tradotto: il box che affitti da solo a un automobilista, a ore o al mese, non va in cedolare. Va in IRPEF ordinaria, con il suo 5%. La cedolare riguarda chi affitta casa e box alla stessa famiglia.
Box affittato con la casa: come si divide il canone
Se il box è affittato insieme all’appartamento e ha una sua rendita catastale, nel quadro B vanno due righe, una per l’abitazione e una per il box, e il canone va diviso in proporzione alle rendite. È l’esempio delle istruzioni del 730/2026: su 10.000 € di canone, con una rendita di 450 € per la casa e di 50 € per il box, 9.000 € vanno all’abitazione e 1.000 € alla pertinenza.
Con la cedolare le due quote sono tassate entrambe con l’imposta sostitutiva, senza il 5%. In regime ordinario ciascuna segue la regola del 95%. Se la casa è affittata con un contratto breve, sotto i 30 giorni, le istruzioni prevedono invece che tutto il canone vada sull’abitazione e il box resti senza canone in colonna 6: è un caso a sé, e va visto con chi ti segue.
L’IMU e le commissioni: le due voci che quasi tutti provano a scaricare
L’IMU. Per un box affittato si pagano sia l’IMU sia l’IRPEF sul canone: le istruzioni del 730/2026 ricordano che, in generale, l’IMU sostituisce l’IRPEF per i fabbricati non locati: per quelli affittati restano tutte e due. E l’IMU non si toglie dal reddito del box: la legge di bilancio 2020 (legge 160/2019, comma 772) la rende deducibile solo per gli immobili strumentali, dal reddito d’impresa e da quello di arti e professioni. Il privato che affitta il proprio box non è in quel caso. Se il box è oggi pertinenza esente dell’abitazione principale, se affittarlo cambi qualcosa ai fini IMU è una domanda da fare al tuo commercialista prima di partire.
Le commissioni della piattaforma. Nel quadro B non c’è una riga per dedurre la commissione. Per le locazioni brevi delle abitazioni, anzi, le istruzioni dicono che nel corrispettivo lordo è compresa anche la provvigione trattenuta dall’intermediario. Per un box non abitativo una frase esplicita non c’è.
C’è poi un dettaglio pratico: per la DAC7 le FAQ dell’Agenzia chiedono alla piattaforma di comunicare gli importi al netto di spese e commissioni trattenute. Il numero che arriva all’Agenzia e il canone del contratto possono quindi non coincidere, e quale dei due vada nel quadro B lo decide chi ti fa la dichiarazione. Porta entrambi.
Cosa portare al commercialista, e da dove si comincia
Le regole fisse sono tre: il reddito del box si dichiara sempre, anche per poche ore; la registrazione all’Agenzia delle Entrate serve solo oltre i 30 giorni nell’anno con la stessa persona; e per la DAC7 la piattaforma comunica le prenotazioni pagate, senza soglia minima per i posti auto. Il resto dipende dal tuo caso, e questa pagina non sostituisce chi ti segue.
A fine anno porta quattro cose: il riepilogo degli incassi lordi e delle commissioni, il riepilogo DAC7 che ricevi dalla piattaforma, le spese condominiali del box e la visura con categoria e rendita. Con queste la pratica si chiude in fretta.
Se il box ce l’hai già e non l’hai ancora messo a reddito, il fisco non è l’ostacolo che sembra. Lascia nome e telefono nel modulo qui sotto, oppure scrivici su WhatsApp con il pulsante sotto il modulo: ti richiamiamo entro 24 ore e pubblichiamo il posto insieme. Se preferisci fare da te, il box si pubblica su www.kivo-app.it/affitta-un-parcheggio: è gratuito, non ci sono canoni e per i primi 30 host la commissione resta al 5% fino al 31/12/2027. Gli incassi si trasferiscono sul conto a richiesta, da 20 €.
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Domande frequenti
Quali spese posso scaricare se affitto il box?
In regime ordinario non si scaricano le spese una per una: si dichiara il 95% del canone, perché la legge prevede una riduzione forfettaria del 5%. Le spese condominiali si tolgono dal canone solo se sono comprese nel prezzo pagato da chi usa il box. Con la cedolare secca non c’è nessuna riduzione.
Posso usare la cedolare secca per un box affittato da solo?
No. Secondo le istruzioni del 730/2026 la cedolare vale per le abitazioni e le pertinenze locate insieme; la circolare 26/E del 2011 ammette un contratto separato per il box solo se è fra le stesse parti del contratto della casa e lo richiama. Il box affittato da solo a un automobilista segue l’IRPEF ordinaria.
L’IMU del box affittato si deduce dal reddito?
Per un privato no: la legge 160/2019 rende deducibile l’IMU solo per gli immobili strumentali, dal reddito d’impresa e di lavoro autonomo. Sul box affittato si pagano sia l’IMU sia l’IRPEF sul canone. Per il tuo caso specifico, verifica con il tuo commercialista.
La commissione della piattaforma si toglie dal reddito?
Nel quadro B non c’è una riga per dedurla. Per la DAC7 la piattaforma comunica all’Agenzia gli importi al netto delle commissioni trattenute, quindi conviene portare al commercialista sia il lordo sia il netto: quale cifra dichiarare lo decide lui.
Non so da dove cominciare: cosa faccio?
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