Che cos’è la DAC7, in due righe
La DAC7 è la direttiva (UE) 2021/514, che l’Italia ha recepito con il decreto legislativo 1° marzo 2023, n. 32. Obbliga i gestori di piattaforma — i siti e le app che mettono in contatto chi offre qualcosa con chi lo paga — a raccogliere i dati dei venditori e a comunicarli ogni anno all’Agenzia delle Entrate, che poi li scambia con le autorità fiscali degli altri Paesi europei.
Le attività interessate sono quattro: locazione di beni immobili, servizi personali, vendita di beni e noleggio di mezzi di trasporto. Nella definizione di locazione la norma nomina espressamente, oltre agli immobili residenziali e commerciali, lo spazio di parcheggio. Chi affitta un box o un posto auto tramite una piattaforma rientra quindi in pieno nella DAC7.
Secondo le FAQ dell’Agenzia la comunicazione riguarda anche le operazioni solo nazionali: non serve che ci sia qualcosa di estero.
La soglia che non c’è
In rete si legge spesso che sotto i 2.000 euro o le 30 transazioni l’anno la piattaforma non comunica nulla. Per un box non è così.
Quella esclusione esiste, ma riguarda solo chi vende beni: il venditore per cui la piattaforma ha facilitato meno di 30 vendite e non più di 2.000 euro di corrispettivi nell’anno. Per la locazione di immobili e posti auto una soglia minima non c’è: basta una prenotazione pagata nell’anno.
L’altra esclusione prevista per gli immobili riguarda le entità con oltre duemila locazioni della stessa proprietà nell’anno, cioè di fatto le strutture alberghiere. Non riguarda chi affitta il proprio box.
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Quali dati raccoglie e trasmette la piattaforma
Per chi affitta un immobile o un posto auto, la norma chiede alla piattaforma di comunicare tre gruppi di informazioni. Una piattaforma italiana come KIVO è tenuta, per legge, a raccoglierle e a trasmetterle.
Un dettaglio utile: l’importo comunicato è quello versato o accreditato a te, cioè al netto delle commissioni trattenute dalla piattaforma, come chiarito dalle FAQ dell’Agenzia.
- Chi sei: nome e cognome, indirizzo di residenza, codice fiscale e Stato che lo ha rilasciato, data di nascita, partita IVA se ce l’hai.
- Dove ricevi i soldi: l’identificativo del conto su cui arrivano i pagamenti, di solito l’IBAN.
- Cosa affitti e quanto: l’indirizzo di ogni posto inserzionato e il suo identificativo catastale se disponibile; per ogni trimestre il totale incassato, il numero di prenotazioni e le commissioni trattenute; il numero di giorni di locazione e il tipo di immobile.
Quando avviene, e cosa ricevi tu
La comunicazione è annuale: entro il 31 gennaio dell’anno successivo la piattaforma invia all’Agenzia i dati dell’anno appena chiuso. Le prenotazioni del 2026 finiscono quindi nella comunicazione di inizio 2027.
Entro la stessa scadenza la piattaforma deve informare anche te dei dati che ha comunicato. È un riepilogo da conservare: è lo stesso numero che l’Agenzia avrà davanti.
Per poter comunicare, la piattaforma deve prima raccogliere e verificare i tuoi dati, a partire dal codice fiscale. Se un venditore non li fornisce nemmeno dopo i solleciti, la normativa prevede che la piattaforma chiuda l’account o sospenda i pagamenti finché i dati non arrivano. Per questo, quando ti vengono chiesti, conviene completarli subito.
Dal 1° gennaio 2027 queste regole passano nel Testo unico adempimenti e accertamento (decreto legislativo 5 agosto 2026, n. 141), che le riprende dal decreto del 2023: cambia la collocazione della norma, non il senso per chi affitta un box.
Cosa cambia davvero per chi affitta
Non è una nuova tassa e non costa nulla a te: è un obbligo di comunicazione a carico della piattaforma. Il reddito dell’affitto del box andava dichiarato prima della DAC7 e va dichiarato adesso, sempre, a prescindere dall’importo.
Quello che cambia è che l’Agenzia ha i numeri anche senza di te. Conviene che quello che dichiari e quello che la piattaforma comunica si possano spiegare l’uno con l’altro. Il riepilogo annuale che ricevi è la base giusta da portare a chi ti segue la dichiarazione.
La DAC7 non cambia le regole sulla registrazione del contratto: si registra all’Agenzia delle Entrate solo se con la stessa persona superi i 30 giorni nell’anno. E non dice come vada tassato il tuo incasso: per quello valgono le regole sul reddito, e sul tuo caso specifico la risposta la dà il commercialista o il CAF, non questa pagina.
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Domande frequenti
La DAC7 riguarda anche chi affitta un box o un posto auto?
Sì. Fra le attività interessate c’è la locazione di beni immobili, e la definizione cita espressamente lo spazio di parcheggio. Vale anche quando host e driver sono entrambi in Italia.
Se incasso meno di 2.000 euro l’anno la piattaforma non comunica nulla?
No. La soglia di 30 operazioni e 2.000 euro esclude solo chi vende beni. Per la locazione di immobili e posti auto non c’è una soglia minima: basta una prenotazione pagata nell’anno.
Quali dati arrivano all’Agenzia delle Entrate?
I tuoi dati anagrafici e il codice fiscale, il conto su cui ricevi i pagamenti, l’indirizzo e se disponibile l’identificativo catastale del posto, e per ogni trimestre incassi, numero di prenotazioni e commissioni, oltre ai giorni di locazione.
Quando avviene la comunicazione?
Una volta l’anno, entro il 31 gennaio dell’anno successivo. Entro la stessa data la piattaforma ti informa dei dati comunicati.
Con la DAC7 devo pagare qualcosa in più?
No: è un obbligo di comunicazione della piattaforma, non un’imposta. Il reddito dell’affitto si dichiarava già prima e si dichiara sempre; come vada tassato nel tuo caso lo stabilisce il commercialista o il CAF.
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Giulia Grussu & Stefano Puggioni — fondatori di KIVO
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