Contratto di locazione di un posto auto con penna appoggiata sopra

Il modello RLI passo per passo: registrare il contratto del box

Sapere che il contratto va registrato non basta: la parte che blocca tutti è dove si fa, cosa si paga e da quando partono i trenta giorni. Che non sono quelli che pensi.

Aggiornato il 11 agosto 2026 · di Giulia & Stefano, fondatori di KIVO · 7 min di lettura

Prima domanda: ti riguarda davvero?

Non tutti i contratti di box vanno registrati, ed è la prima cosa da chiarire perché evita di fare una pratica inutile.

Non c'è obbligo di registrazione per i contratti che non superano i 30 giorni complessivi nell'anno con lo stesso conduttore. Il conto è cumulativo: tre weekend da tre giorni con la stessa persona fanno nove giorni, non tre contratti separati. Chi affitta il box a ore o a giornate a persone diverse resta quasi sempre sotto.

Se invece il rapporto è mensile o annuale, l'obbligo c'è. E attenzione: il reddito va dichiarato in ogni caso, anche quando il contratto non si registra. Le due cose non sono collegate.

Da quando partono i trenta giorni (non da quando pensi)

Questa è la trappola più comune, e produce ritardi in perfetta buona fede.

La registrazione va fatta entro 30 giorni dalla data di stipula, o dalla sua decorrenza se anteriore. Cioè: se firmate il 20 settembre un contratto che parte il 1° ottobre, i trenta giorni decorrono dal 20 settembre. Ma se firmate il 20 ottobre un contratto che decorre dal 1° ottobre — cosa che capita spesso, perché prima si consegnano le chiavi e poi si sistemano le carte — il termine è partito il 1° ottobre, e hai già bruciato venti giorni senza saperlo.

La regola pratica che ne discende: la data di decorrenza non va mai messa prima della firma se puoi evitarlo, e se è già successo la registrazione va fatta subito, non con calma.

La mascotte di KIVO ti saluta

Smetti di girare a vuoto 🅿️

Con KIVO vedi sulla mappa i posti privati prenotabili vicino a te e dove si stanno liberando posti in strada. Gratis.

Scarica KIVO su App StoreScarica KIVO su Google Play

Dove si fa, in concreto

Il canale normale è telematico e si chiama RLI, che sta per Registrazione Locazioni Immobili. Non serve un commercialista per un box: la procedura guidata fa le domande in ordine.

Si entra nell'area riservata dell'Agenzia delle Entrate con SPID, CIE o CNS. Nel campo di ricerca dei servizi si scrive «locazione» e si apre Contratti di locazione — RLI. Da lì si sceglie Prima registrazione e si compila.

Nello stesso servizio si pagano l'imposta di registro e quella di bollo con addebito su conto corrente: non serve andare in banca né compilare un F24 a parte. Ed è sempre da lì che passeranno, più avanti, le proroghe, le cessioni e le risoluzioni del contratto, oltre all'eventuale opzione o revoca della cedolare secca.

Chi non riesce col telematico può presentare il modello RLI cartaceo a un ufficio dell'Agenzia, o incaricare un intermediario abilitato.

Cosa serve avere sottomano prima di iniziare

Mezz'ora se le informazioni sono già raccolte, un pomeriggio se bisogna cercarle. Vale la pena preparare tutto prima di aprire il servizio.

  • Codice fiscale di entrambe le parti, scritto giusto: è l'errore che fa rifiutare l'invio più spesso.
  • Dati catastali del box: comune, foglio, particella, subalterno e categoria (per un box è in genere C/6). Si leggono sulla visura catastale, che si scarica dall'area riservata dell'Agenzia in pochi minuti.
  • Date del contratto: stipula, decorrenza, scadenza.
  • Canone annuo e modalità di pagamento.
  • Il contratto firmato in formato digitale, perché va allegato.
  • L'IBAN per l'addebito delle imposte.

Quanto si paga

Le voci sono due e su un box sono importi contenuti, ma vanno conosciuti prima perché la seconda sorprende.

L'imposta di registro sui contratti di locazione di immobili non abitativi è il 2% del canone annuo, con un minimo di 67 €. Su un box da 100 € al mese il 2% farebbe 24 €, quindi si applica il minimo. È dovuta per ogni annualità, non solo alla prima registrazione, e per consuetudine si divide a metà fra le parti — ma è una consuetudine, non un obbligo: se il contratto dice diversamente vale il contratto.

L'imposta di bollo si paga sul contratto: 16 € ogni quattro facciate scritte o ogni cento righe. Un contratto di box normale sta in una o due facciate, quindi in genere sono 16 € per ogni copia. Se le copie sono due, sono 32 €.

Su un box da 100 € al mese la prima registrazione costa quindi intorno agli 83-99 € in tutto: circa un mese di canone. È il motivo per cui, sotto una certa durata, l'affitto senza registrazione ha un senso economico oltre che normativo.

Se sei già in ritardo

Capita spesso, e non è una catastrofe: esiste una strada per rimediare spontaneamente pagando una sanzione ridotta, che si chiama ravvedimento operoso. Più presto ci si muove, più la riduzione è forte.

La logica è sempre la stessa: si versa l'imposta dovuta, gli interessi calcolati sui giorni di ritardo, e una sanzione ridotta in funzione di quanto tempo è passato. Le misure esatte cambiano nel tempo e vanno verificate al momento del versamento sul sito dell'Agenzia o con un professionista: qui interessa sapere che la strada esiste e conviene percorrerla prima che arrivi una contestazione, perché il ravvedimento non è più possibile dopo.

Il rischio di non registrare non è solo la sanzione. Un contratto non registrato quando la registrazione era obbligatoria è un contratto su cui è più difficile far valere le proprie ragioni, e questo pesa nel giorno in cui serve recuperare il box.

Le tre cose che non c’entrano ma vengono chieste sempre

Il box non ha bisogno dell'APE nella maggior parte dei casi, perché è un locale non riscaldato e privo di impianti; va comunque verificato se ci sono impianti installati.

La cedolare secca su un box da solo non è la norma: quel regime nasce per gli immobili abitativi e per le pertinenze locate insieme all'abitazione. È uno dei pochi punti per cui vale davvero una domanda al commercialista, perché la risposta dipende da come il box si collega alla casa.

Non serve comunicare la locazione alla Questura. L'obbligo di comunicazione di cessione di fabbricato riguarda situazioni diverse, e per una locazione registrata l'adempimento si considera assolto con la registrazione stessa.

Il modo di non farla del tutto

C'è una via che molti proprietari scoprono tardi: se le prenotazioni restano brevi, la registrazione non serve. Trenta giorni complessivi nell'anno con lo stesso conduttore è una soglia larga per chi affitta a persone diverse, per giornate o per settimane.

È il modello su cui funziona KIVO: ogni prenotazione ha un inizio e una fine, il pagamento passa dalla piattaforma con una traccia per la dichiarazione, e non c'è nessun modulo da compilare. Il reddito resta da dichiarare, ma questo vale sempre.

Se invece punti al canone mensile stabile — che per molti box è la scelta giusta — la registrazione fa parte del pacchetto, e mezz'ora una volta l'anno è un costo accettabile per un rapporto che dura. Prima serve un contratto scritto bene: le nove clausole che contano sono nella guida dedicata.

Trova parcheggio a Torino in 30 secondi

Posti privati prenotabili, segnalazioni della community in tempo reale, pagamento protetto in app. Oppure apri KIVO nel browser →

Scarica KIVO su App StoreScarica KIVO su Google Play
La mascotte di KIVO
💰 Hai un box o un posto auto a Torino?
Se resta vuoto, puoi affittarlo su KIVO e trasformarlo in una rendita: pubblichi gratis, decidi tu prezzi e orari, incassi sul conto. Scopri quanto può rendere →

Domande frequenti

Il contratto di affitto di un box va registrato?

Sì, se supera i 30 giorni complessivi nell'anno con lo stesso conduttore. Sotto quella soglia non c'è obbligo di registrazione, ma il reddito va comunque dichiarato.

Entro quando va registrato il contratto?

Entro 30 giorni dalla data di stipula, oppure dalla decorrenza se anteriore. È la trappola più comune: se firmi il 20 ottobre un contratto che decorre dal 1° ottobre, il termine è già partito da venti giorni.

Come si registra il contratto di un box?

Con il servizio telematico RLI nell'area riservata dell'Agenzia delle Entrate: si accede con SPID, CIE o CNS, si cerca «locazione», si sceglie Prima registrazione e si seguono le schermate. Dallo stesso servizio si pagano imposta di registro e di bollo con addebito su conto.

Quanto costa registrare il contratto di un box?

L'imposta di registro è il 2% del canone annuo con un minimo di 67 €, dovuta per ogni annualità e per consuetudine divisa a metà fra le parti; il bollo è 16 € ogni quattro facciate per ogni copia. Su un box da 100 € al mese siamo intorno agli 83-99 €.

Cosa serve per compilare il modello RLI?

Codici fiscali delle parti, dati catastali del box (comune, foglio, particella, subalterno, categoria), date di stipula, decorrenza e scadenza, canone annuo, il contratto firmato in formato digitale da allegare e l'IBAN per l'addebito.

Cosa succede se ho registrato in ritardo?

Si può rimediare spontaneamente con il ravvedimento operoso, versando imposta, interessi e una sanzione ridotta in funzione del ritardo. Conviene muoversi presto: dopo una contestazione il ravvedimento non è più possibile.

Continua a leggere

Tasse sull'affitto di un box auto: cosa si paga davvero →Contratto di affitto di un posto auto: come si fa, punto per punto →IMU sul box auto a Torino: quanto si paga, con il conto fatto →Quanto ti resta in tasca affittando un box: il conto vero →Affittare il box a ore, a giorni o al mese: cosa rende di più →

Le guide dei quartieri citati

Fonti: Agenzia delle Entrate — Atti e contratti di locazione · Agenzia delle Entrate — Contratto di locazione o affitto di beni immobili (RLI)

Giulia & Stefano — fondatori di KIVO

Abbiamo costruito KIVO a Torino, dove viviamo e dove parcheggiamo ogni giorno. Per farlo abbiamo mappato oltre 11.000 stalli fra strisce blu, bianche e zone di sosta della città: queste guide nascono da quei dati e dagli stessi giri a vuoto che fai tu.

Scrivici: info@kivo-app.it · Cos’è KIVO

Tariffe e regole possono cambiare: fanno fede segnaletica, ordinanze del Comune di Torino e pagine ufficiali GTT. · ↑ Torna su

Trova parcheggio a Torino in 30 secondi

Scarica l’app