Tagliando di sosta scaduto sul parabrezza di un’auto

Sosta oltre il tempo pagato: la regola che gradua la multa

Quasi nessuno sa che la legge distingue fra chi non ha pagato e chi ha pagato poco. La differenza sta in una percentuale, e cambia l’esito.

Aggiornato il 7 settembre 2026 · di Giulia & Stefano, fondatori di KIVO · 5 min di lettura

Due situazioni che sembrano una

Chi torna all’auto e trova il tagliando scaduto pensa di essere nella stessa posizione di chi non ha pagato affatto. Non è così, e la differenza è scritta nella norma.

L’articolo 7 del Codice della Strada, che dà ai Comuni il potere di subordinare la sosta al pagamento di una somma, disciplina anche cosa succede quando quel pagamento non c’è o non basta. E lo fa in modo graduato: la sanzione dipende da quanto manca, non solo dal fatto che manchi.

È l’unica norma sulla sosta costruita a percentuali, ed è anche quella che quasi nessuno conosce.

Come funziona la graduazione

La sanzione base per le violazioni in materia di sosta è quella del comma 14: da 42 a 173 euro. Il comma 15 precisa che si applica anche alla sosta tariffata, e introduce la gradazione in base allo scostamento fra quanto è stato pagato e quanto era dovuto.

La quarta riga è la più pesante e la meno nota: quando la violazione consiste nel mancato pagamento dell’intero importo previsto, alla sanzione si aggiunge l’importo corrispondente all’intera tariffa giornaliera. Non paghi la multa al posto della sosta: paghi la multa e la giornata.

E come per gli altri divieti, le sanzioni si applicano per ogni periodo di ventiquattro ore in cui la violazione si protrae: un’auto lasciata due giorni non prende un verbale, ne può prendere due.

Quanto manca rispetto al tempo pagatoCosa succede
entro il 10%**nessuna sanzione**
fra il 10% e il 50%sanzione **ridotta della metà**
oltre il 50%sanzione piena
nessun pagamentosanzione piena **più** l’importo dell’intera tariffa giornaliera
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Cosa vuol dire in pratica il 10%

La percentuale si calcola sul tempo pagato, quindi la tolleranza cresce con la durata. Vale la pena vederla in minuti, perché il ragionamento cambia.

Su un’ora pagata, il 10% sono sei minuti. Su tre ore, sono diciotto minuti. Su mezz’ora, sono tre minuti.

La conseguenza operativa è controintuitiva e utile: più tempo compri, più margine hai. Chi paga trenta minuti perché «faccio in un attimo» ha tre minuti di tolleranza; chi paga due ore ne ha dodici. In una città dove il parcometro è a duecento metri, quei minuti sono esattamente il tempo del ritorno.

Non è un invito a fare i conti al centesimo, ed è giusto dirlo: la tolleranza esiste per assorbire lo scarto fisiologico, non per programmare un ritardo.

Il caso più comune: il parcometro e i minuti persi

La situazione tipica non è la furbizia, è l’aritmetica. Si paga un’ora perché la moneta era quella, la commissione dura settanta minuti, e il verbale arriva per dieci minuti.

In quel caso lo scostamento è poco sopra il 10%: si finisce nella fascia della sanzione ridotta della metà, non in quella piena. È un dettaglio che vale la pena conoscere quando si legge un verbale, perché se l’importo contestato è quello pieno c’è un elemento su cui verificare.

La soluzione strutturale però è un’altra ed è diventata banale: pagare al minuto dall’app. A Torino, per esempio, GTT ha SOSTAPP, che permette di pagare la sosta al minuto invece di comprare blocchi di tempo. Pagando al minuto il problema del tempo scaduto smette di esistere, perché non c’è un tempo comprato in anticipo da superare.

Quello che la tolleranza NON copre

È la parte che genera i malintesi peggiori, perché la gradazione riguarda solo la sosta tariffata.

  • Non copre la sosta dove è vietata. Se il posto è riservato, se è su un marciapiede, se è allo sbocco di un passo carrabile, la percentuale non c’entra: si applicano i divieti dell’articolo 158, con le loro sanzioni.
  • Non copre il disco orario. La sosta a tempo senza pagamento segue le sue regole e la mancata esposizione del disco è una violazione a sé.
  • Non copre gli orari. Superare le 19:30 in una città dove la sosta si paga fino alle 19:30 non è sosta oltre il tempo pagato: dopo quell’ora non si paga più, e la questione non nasce.
  • Non è una franchigia giornaliera. Vale per quella sosta, non è un bonus da spendere.

Quando conviene smettere di fare questi conti

C’è un punto in cui contare i minuti diventa più costoso del problema che risolve, e si riconosce da un segnale: se ti è capitato due volte nello stesso mese, non sei sfortunato, stai usando lo strumento sbagliato.

Per una sosta ricorrente nella stessa zona — il lavoro, la palestra, l’ambulatorio — le alternative sono l’abbonamento comunale dove esiste, o un posto privato. Nelle città dense un box o un posto in cortile costa spesso meno di quanto si spende in sosta oraria, e non ha un cronometro.

Su KIVO si cerca per zona, si prenota il periodo che serve e si paga dall’app: il tempo lo decidi tu e non c’è un tagliando da guardare.

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Domande frequenti

Cosa si rischia se si supera il tempo pagato della sosta?

Dipende da quanto: l’articolo 7 comma 15 del Codice della Strada gradua la sanzione. Entro il 10% del tempo pagato non si applica sanzione, fra il 10% e il 50% è ridotta della metà, oltre il 50% è piena. La sanzione base va da 42 a 173 euro.

Quanti minuti di tolleranza ci sono?

Il 10% del tempo pagato, quindi cresce con la durata: sei minuti su un’ora, dodici su due ore, tre su mezz’ora. Non è una franchigia da programmare ma un margine per assorbire lo scarto fisiologico.

È diverso non pagare del tutto?

Sì, e costa di più: quando la violazione consiste nel mancato pagamento dell’intero importo previsto, alla sanzione si aggiunge l’importo corrispondente all’intera tariffa giornaliera. Non si paga la multa al posto della sosta, ma la multa e la giornata.

La tolleranza vale anche dove la sosta è vietata?

No: la gradazione riguarda soltanto la sosta tariffata. Nei luoghi dove la sosta è vietata si applicano i divieti dell’articolo 158 con le loro sanzioni, e la percentuale non c’entra.

Come si evita il problema del tempo scaduto?

Pagando al minuto dall’app invece di comprare blocchi di tempo: a Torino GTT ha SOSTAPP. Pagando al minuto non c’è un tempo comprato in anticipo da superare.

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Fonti: Art. 7 Codice della Strada — Regolamentazione nei centri abitati e sosta a pagamento · Art. 158 Codice della Strada — Divieto di fermata e di sosta · GTT — Sosta nelle strisce blu: tariffe, orari e SOSTAPP

Giulia & Stefano — fondatori di KIVO

Abbiamo costruito KIVO a Torino, dove viviamo e dove parcheggiamo ogni giorno. Per farlo abbiamo mappato oltre 11.000 stalli fra strisce blu, bianche e zone di sosta della città: queste guide nascono da quei dati e dagli stessi giri a vuoto che fai tu.

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