Un automobilista davanti a un parcometro con il biglietto della sosta in mano

Quanti minuti hai per fare il ticket della sosta

Non è la stessa domanda del ticket scaduto, e la risposta è meno rassicurante di quanto si creda.

Aggiornato il 11 settembre 2026 · di Giulia Grussu e Stefano Puggioni, fondatori di KIVO · 4 min di lettura

Due domande diverse che sembrano una

Quando si parla di «tolleranza» sulle strisce blu, in realtà si stanno mescolando due situazioni che il diritto tratta in modo molto diverso.

La prima: ho pagato un’ora e sono tornato con sei minuti di ritardo. Qui esiste una gradazione, e il margine c’è.

La seconda, quella di questa pagina: ho appena parcheggiato e sto andando al parcometro, o sto aprendo l’app. Quanti minuti ho prima di essere in violazione?

Sono domande diverse perché nella prima un pagamento c’è stato ed è risultato insufficiente, mentre nella seconda in quel momento il pagamento non c’è ancora. E la seconda ha la risposta più scomoda.

  • Se cerchi la prima situazione, la pagina giusta è quella sulla sosta oltre il tempo pagato: lì si parla della gradazione basata sulla percentuale del tempo acquistato.

La risposta scomoda: la legge non prevede un margine

Nella normativa nazionale non esiste un periodo di franchigia fra il momento in cui si lascia l’auto e il momento in cui si paga. Non c’è un articolo che dica «hai cinque minuti».

Formalmente, la sosta su uno stallo a pagamento senza titolo valido è una violazione fin dal primo istante. La sanzione prevista dall’articolo 157 del Codice della Strada va da 42 a 173 euro, con la riduzione del 30% se si paga entro cinque giorni.

Questo non vuol dire che l’agente multi chiunque stia camminando verso il parcometro: nella pratica quasi mai succede, e l’accertamento presuppone una valutazione della situazione concreta. Ma è bene sapere che, se succede, non c’è una regola nazionale a cui appellarsi.

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Cosa ha detto la Cassazione

Il punto è stato affrontato dalla Corte di Cassazione con la sentenza 7839 del 2022, che riguarda il caso simmetrico e più frequente: il rinnovo del ticket.

Il principio affermato è netto: quando scade l’ultimo minuto coperto dal biglietto, la sosta ricomincia da zero, senza che il tempo di parcheggio regolare precedente venga in qualche modo in conto.

È un’impostazione severa e la sua conseguenza è chiara: se la legge non riconosce un margine nemmeno a chi aveva già pagato e deve solo rinnovare, a maggior ragione non ne riconosce uno a chi non ha ancora pagato affatto.

I quindici minuti di alcuni Comuni

C’è però un livello in cui un margine può esistere davvero, ed è quello locale. Alcune amministrazioni comunali prevedono nei propri regolamenti una tolleranza, spesso di quindici minuti, per agevolare l’automobilista nel rinnovo o nell’acquisto del titolo.

Tre avvertenze, però, e sono tutte importanti.

  • Non è la regola generale, è un’eccezione locale. Vale dove è stata deliberata e non altrove.
  • Non si presume. Va verificata sul regolamento della sosta del Comune in cui ti trovi, non data per scontata perché «l’ho letto da qualche parte».
  • Non è un diritto acquisito. Un’amministrazione che l’ha introdotta può modificarla, e un Comune vicino può non averla affatto.

La soluzione che fa sparire il problema

C’è un modo per rendere tutta questa discussione irrilevante, ed è diventato banale: pagare al minuto dall’app.

Con il pagamento dal telefono la sosta si attiva nell’istante in cui apri l’applicazione, senza dover raggiungere fisicamente un parcometro e senza comprare un blocco di tempo in anticipo. Sparisce il tragitto a piedi verso la colonnina, e sparisce anche la seconda domanda, quella del tempo scaduto: paghi quello che usi.

È anche la ragione per cui la questione dei minuti, che negli anni novanta era un problema vero per tutti, oggi riguarda soprattutto chi paga ancora in monete.

Quello che il margine non copre mai

Un chiarimento che vale la pena fare, perché genera equivoci costosi: qualunque tolleranza, nazionale o comunale, riguarda soltanto la sosta tariffata regolare.

Non copre la sosta dove è vietata. Se il posto è riservato ai disabili, se sei sul marciapiede, se sei allo sbocco di un passo carrabile o in doppia fila, non c’è nessun margine da invocare: si applicano i divieti con le loro sanzioni.

E non copre il caso di chi non paga affatto. La gradazione percentuale si applica a chi un pagamento lo aveva fatto e si è rivelato insufficiente; chi lascia l’auto senza titolo per tutta la durata della sosta prende la sanzione piena più il recupero della tariffa.

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Domande frequenti

Quanti minuti ci sono per fare il ticket dopo aver parcheggiato?

La legge nazionale non prevede alcun margine: formalmente la sosta senza titolo valido è una violazione fin dal primo istante. Alcuni Comuni però stabiliscono nei propri regolamenti una tolleranza, spesso di quindici minuti.

Posso essere multato mentre vado al parcometro?

In teoria sì, perché non esiste una franchigia prevista dalla norma. Nella pratica accade molto di rado, ma se accade non c’è una regola nazionale su cui fondare il ricorso: va verificato il regolamento comunale.

Cosa dice la Cassazione sul ticket scaduto?

Con la sentenza 7839 del 2022 ha stabilito che alla scadenza del biglietto la sosta ricomincia da zero, senza tenere conto del tempo di parcheggio regolare precedente. È un principio severo che non lascia spazio a margini impliciti.

La tolleranza di quindici minuti vale in tutta Italia?

No. È una previsione di alcuni regolamenti comunali, non una regola nazionale: va verificata Comune per Comune e può essere modificata dall’amministrazione che l’ha introdotta.

Come si evita del tutto il problema?

Pagando al minuto dall’app: la sosta si attiva nell’istante in cui la avvii, senza raggiungere il parcometro e senza comprare un blocco di tempo in anticipo. Sparisce sia il tragitto a piedi sia la questione del tempo scaduto.

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Fonti: Art. 157 Codice della Strada — Arresto, fermata e sosta · Cassazione 7839/2022 sul ticket scaduto — scheda Brocardi

Giulia Grussu & Stefano Puggioni — fondatori di KIVO

Abbiamo costruito KIVO a Torino, dove viviamo e dove parcheggiamo ogni giorno. Per farlo abbiamo mappato oltre 11.000 stalli fra strisce blu, bianche e zone di sosta della città: queste guide nascono da quei dati e dagli stessi giri a vuoto che fai tu.

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