La risposta breve, e non è quella che gira
Trovare un parcometro guasto non è un’esenzione automatica dal pagamento della sosta. Lo ha stabilito la Cassazione con la sentenza n. 8313 del 2024.
Il ragionamento dei giudici è questo: chi decide di occupare uno stallo a pagamento deve assicurarsi prima di avere con sé i mezzi per pagare — dalle monete alle app. Il malfunzionamento del terminale elettronico non rende di per sé illegittima la sanzione, perché resta il dovere di fare ogni tentativo possibile per adempiere prima di abbandonare il veicolo.
Detta in modo diretto: il guasto sposta l’onere su di te, non lo cancella.
Cosa devi provare a fare, in ordine
Sono i tentativi che poi si possono raccontare, e che fanno la differenza in una contestazione.
- Prova l’altro metodo sullo stesso parcometro. Se è rotto il lettore di carte, restano le monete. È il caso più frequente e il più facile da superare.
- Cerca un altro parcometro nelle vicinanze. È il punto su cui i giudici insistono: se ce n’è uno funzionante a distanza ragionevole, si va lì, si paga e si espone la ricevuta.
- Usa l’app. Qui la giurisprudenza è divisa e vale la pena saperlo: non tutti i cittadini sono tenuti ad avere uno smartphone o a installare un’applicazione, e se il dispositivo fisico era l’unico mezzo analogico disponibile il suo guasto può configurare un’impossibilità oggettiva per chi non usa strumenti digitali. Non è però un argomento su cui contare in partenza.
- Documenta il guasto. Una foto del display spento o del messaggio di errore, con la data e l’ora, e possibilmente qualcosa che identifichi il parcometro. Senza, non c’è niente da mostrare dopo.

Quando il ricorso regge davvero
C’è un caso in cui l’argomento funziona, ed è più stretto di quanto si speri.
Regge se riesci a dimostrare che tutti i dispositivi della zona erano fuori servizio, oppure che il guasto era diffuso. Un solo parcometro rotto con un altro funzionante a due isolati non basta.
Regge anche quando non c’è nessuna rivendita nelle vicinanze — o non ci sono voucher disponibili — e l’altro dispositivo è eccessivamente lontano: quella è impossibilità oggettiva ad adempiere, cioè forza maggiore.
Il confine fra «un po’ lontano» e «eccessivamente lontano» non è scritto in metri, e si decide caso per caso. È il motivo per cui le foto e l’ora contano più delle parole.
Cosa non fare, anche se sembra sensato
Il biglietto scritto a mano con l’orario di arrivo lasciato sul cruscotto non è un titolo di sosta e non sostituisce il pagamento: dove la sosta si paga, il disco orario e i foglietti non valgono nulla.
Nemmeno ha senso spostarsi su uno stallo bianco lì vicino sperando che vada bene: se non ci sono stalli bianchi, non ci sono, e fermarsi dove non si può è una violazione diversa e più cara.
La mossa sensata quando davvero non c’è modo di pagare è cambiare zona, non restare sperando nella clemenza.
La ragione per cui l’app conviene comunque
Al di là della norma, chi paga con l’app questo problema non ce l’ha mai: il parcometro può essere rotto, spento o assente, e la sosta parte lo stesso.
A Torino le app convenzionate con GTT permettono di pagare al minuto effettivo, il che vuol dire anche non pagare mezz’ora che non usi. Ne abbiamo confrontate commissioni e funzioni nella guida alle app.
E se il posto lo prenoti in un cortile privato, di parcometri non ce ne sono proprio: la sosta è già pagata quando arrivi.
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Domande frequenti
Se il parcometro è rotto la sosta è gratis?
No. La Cassazione, con la sentenza 8313 del 2024, ha stabilito che il guasto non è un’esenzione automatica: chi occupa uno stallo a pagamento deve assicurarsi prima di avere con sé i mezzi per pagare, e resta il dovere di fare ogni tentativo possibile prima di lasciare il veicolo.
Cosa devo fare se il parcometro non funziona?
Provare l’altro metodo sullo stesso apparecchio — se è rotto il lettore di carte restano le monete — poi cercare un altro parcometro funzionante nelle vicinanze, e in alternativa pagare con l’app. In ogni caso conviene fotografare il display guasto con data e ora: senza quella foto non c’è nulla da mostrare in una contestazione.
Quando si può contestare la multa per parcometro guasto?
Quando si dimostra che tutti i dispositivi della zona erano fuori servizio o che il guasto era diffuso, oppure quando non c’è nessuna rivendita vicina e l’altro apparecchio è eccessivamente lontano: quella è impossibilità oggettiva, cioè forza maggiore. Un solo parcometro rotto con un altro funzionante a due isolati non basta.
Vale lasciare un biglietto con l’ora di arrivo?
No. Dove la sosta si paga, un foglietto scritto a mano non è un titolo di sosta e non sostituisce il pagamento: il disco orario vale solo dove la sosta è gratuita con un tempo massimo. Se davvero non c’è modo di pagare, la mossa sensata è cambiare zona.
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Fonti: Cassazione, sentenza n. 8313/2024 — parcometro guasto e obbligo di pagamento · Art. 158 Codice della Strada — Divieto di fermata e di sosta · GTT — Sosta nelle strisce blu: tariffe e orari
Giulia Grussu & Stefano Puggioni — fondatori di KIVO
Abbiamo costruito KIVO a Torino, dove viviamo e dove parcheggiamo ogni giorno. Per farlo abbiamo mappato oltre 11.000 stalli fra strisce blu, bianche e zone di sosta della città: queste guide nascono da quei dati e dagli stessi giri a vuoto che fai tu.
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Tariffe e regole possono cambiare: fanno fede segnaletica, ordinanze del Comune di Torino e pagine ufficiali GTT. · ↑ Torna su