La regola in una riga, e da dove viene
Il disco orario segnala l’ora in cui la sosta è cominciata, non l’ora in cui finisce. È l’unica cosa che deve fare, ed è anche l’unica che quasi nessuno fa nel modo giusto.
La norma è l’articolo 157, comma 6 del Codice della Strada: dove la sosta è consentita per un tempo limitato, chi guida ha l’obbligo di segnalare in modo chiaramente visibile l’orario di inizio. Non c’è scritto da nessuna parte che l’orario vada aggiornato, spostato in avanti o «rinnovato»: l’orario è uno solo ed è quello dell’arrivo.
Da qui nasce l’errore più costoso: chi torna all’auto e sposta la lancetta per guadagnare un altro giro non sta prolungando la sosta, sta dichiarando il falso su un documento esposto. Il vigile che passa due volte se ne accorge, ed è la contestazione più difficile da smontare perché la prova l’hai messa tu dietro il parabrezza.
Quanto costa, con le cifre esatte
La sanzione per la violazione dell’articolo 157 è quella del comma 8, e vale sia se il disco non c’è sia se c’è ma è illeggibile o sbagliato.
| Veicolo | Sanzione |
|---|---|
| Automobili e altri veicoli | da 42 a 173 € |
| Ciclomotori e motocicli a due ruote | da 25 a 100 € |

I tre errori che fanno scattare la multa
Non sono distrazioni rare: sono i tre casi che ricorrono in quasi tutti i verbali.
- Il disco che non c’è affatto. È il caso più frequente e il più banale: la sosta a tempo senza disco è sanzionabile anche se sei arrivato da due minuti, perché senza l’orario esposto non esiste modo di dimostrare da quanto sei lì. La buona fede non si può verificare, quindi non conta.
- Il disco spostato in avanti. Vale quanto detto sopra, e in più espone a una contestazione più pesante della semplice sosta oltre il tempo.
- Il disco illeggibile. Ribaltato, coperto dal parasole, sbiadito o messo sul sedile invece che sul cruscotto: la norma chiede «in modo chiaramente visibile», e se il vigile deve mettere le mani a coppa sul vetro per leggerlo, non lo è.
Dove serve davvero, a Torino
Il disco orario non c’entra niente con le strisce blu. Lì la sosta si paga, e la prova è il ticket o l’app: il disco è inutile e non sostituisce il pagamento.
Serve invece dove la sosta è gratuita ma a tempo limitato, e a Torino sono situazioni precise: alcune aree di sosta breve davanti a servizi, i posti di fronte a certi uffici pubblici, i parcheggi di alcuni supermercati e strutture private che applicano un limite proprio, e le zone dove un cartello impone un tempo massimo senza pagamento.
La regola pratica è leggere il cartello prima di cercare il parcometro: se il cartello dice «disco orario» e un tempo massimo, non devi pagare nulla, devi solo esporre l’ora di arrivo. Se dice un limite di tempo e c’è un parcometro, devi fare il ticket e il disco non ti serve.
Se il disco lo hai perso
Non serve comprarne uno: la norma chiede che l’orario sia segnalato in modo chiaramente visibile, non che stia su un disco di plastica omologato. Un foglietto scritto a mano con l’ora di arrivo, appoggiato sul cruscotto e leggibile dall’esterno, assolve l’obbligo.
Vale la pena scriverlo grande e con la penna, non a matita: se al ritorno il foglio è sbiadito dal sole, il problema torna a essere lo stesso di un disco illeggibile.
Se però ti accorgi di ragionare sul disco orario tutte le settimane per la stessa via, il problema non è il disco. Vuol dire che stai facendo affidamento su una sosta gratuita a tempo che non basta a quello che devi fare, e a quel punto il conto va rifatto: un posto prenotato costa qualcosa ma non ha un timer addosso.
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Domande frequenti
Il disco orario si può spostare in avanti per restare di più?
No, ed è l’errore che costa di più. L’articolo 157 chiede di segnalare l’orario in cui la sosta ha avuto inizio: quell’ora è una sola e non si aggiorna. Spostare la lancetta per guadagnare tempo è una dichiarazione falsa esposta sul cruscotto, ed è difficilissima da contestare perché la prova l’hai messa tu.
Quanto costa la multa per disco orario mancante o sbagliato?
Da 42 a 173 euro per le automobili e da 25 a 100 euro per ciclomotori e motocicli a due ruote, secondo l’articolo 157 comma 8 del Codice della Strada. La stessa cifra vale se il disco manca, se è illeggibile o se riporta un orario diverso da quello di arrivo.
Serve il disco orario sulle strisce blu?
No. Sulle strisce blu la sosta si paga e la prova del pagamento è il ticket del parcometro o la sosta attiva sull’app: il disco non serve e soprattutto non sostituisce il pagamento. Il disco riguarda solo le soste gratuite con un tempo massimo indicato dal cartello.
Va bene un foglietto scritto a mano al posto del disco?
Sì. La norma chiede che l’orario di inizio sia segnalato in modo chiaramente visibile, non che stia su un disco omologato. Un biglietto scritto a penna in modo leggibile e appoggiato sul cruscotto assolve l’obbligo: l’importante è che si legga dall’esterno anche dopo qualche ora di sole.
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Fonti: Art. 157 Codice della Strada — Fermata, arresto e sosta · Art. 158 Codice della Strada — Divieto di fermata e di sosta
Giulia Grussu & Stefano Puggioni — fondatori di KIVO
Abbiamo costruito KIVO a Torino, dove viviamo e dove parcheggiamo ogni giorno. Per farlo abbiamo mappato oltre 11.000 stalli fra strisce blu, bianche e zone di sosta della città: queste guide nascono da quei dati e dagli stessi giri a vuoto che fai tu.
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