Chiavi di un’auto aziendale accanto a un verbale

Chi paga la multa quando l’auto non è tua

Quattro situazioni che sembrano una e hanno quattro risposte diverse. La confusione costa, perché il verbale arriva a qualcuno che a volte non doveva riceverlo.

Aggiornato il 2 novembre 2026 · di Giulia Grussu e Stefano Puggioni, fondatori di KIVO · 4 min di lettura

La regola generale, e la sua eccezione

Il principio del Codice è che il proprietario del veicolo è obbligato in solido con l’autore della violazione al pagamento della sanzione.

«In solido» vuol dire che chi deve incassare può chiedere l’intero a uno qualsiasi dei due: non deve inseguire il conducente se il proprietario è più facile da trovare. Ed è il motivo per cui il verbale arriva a te anche quando guidava tuo figlio.

L’eccezione esiste e va provata: il proprietario non risponde se dimostra che la circolazione del veicolo è avvenuta contro la sua volontà. È una prova, non una dichiarazione: «non gliel’avevo prestata» non basta, serve qualcosa che lo documenti — una denuncia di furto, per esempio.

E chi paga non resta senza rimedio: ha diritto di regresso per l’intero verso l’autore della violazione. Il problema è che il regresso lo devi esercitare tu, e in famiglia nessuno lo fa.

I quattro casi, uno per uno

Qui la regola generale si piega, e sapere come evita di pagare al posto di qualcun altro.

  • Auto aziendale intestata alla società. La società è il proprietario e risponde in solido. Il verbale arriva a lei, e da lì parte la richiesta dei dati del conducente quando serve. Chi guidava resta l’autore della violazione.
  • Leasing. Risponde in solido l’utilizzatore, non la società concedente: chi ha la disponibilità giuridica del veicolo è chi lo usa, ed è quello che può impedirne la circolazione.
  • Noleggio senza conducente. Risponde il locatario, cioè chi ha noleggiato. Una modifica normativa del 2021 ha escluso la solidarietà della società di noleggio, chiudendo una discussione che durava da anni. Chi noleggia paga: la clausola nel contratto che te lo ricorda non è una furbizia dell’autonoleggio.
  • Usufrutto. L’usufruttuario è equiparato al proprietario e risponde in solido.
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Il caso che crea più problemi: l’auto venduta

È il più frequente e il più fastidioso, perché la multa arriva a chi non possiede più niente.

Il verbale segue la targa e risale al proprietario registrato al momento della violazione. Se hai venduto l’auto e il passaggio di proprietà non è stato registrato, per l’archivio dei veicoli il proprietario sei ancora tu.

La difesa esiste e è documentale: l’atto di vendita con data certa anteriore alla violazione. Con quello in mano la contestazione è semplice e quasi sempre vinta.

La prevenzione però è più semplice della difesa: controllare che il passaggio di proprietà sia stato effettivamente registrato, e conservare l’atto. È una cosa che si fa una volta e serve per anni.

Se il verbale chiede i dati del conducente

Quando la violazione comporta una decurtazione di punti, l’ufficio deve sapere chi guidava. La richiesta arriva al proprietario e non è facoltativa.

Il termine è di sessanta giorni dalla notifica del verbale, e la mancata comunicazione senza un motivo giustificato e documentato comporta una sanzione autonoma che va da 291 a 1.166 euro — spesso più della multa originaria.

Per un’azienda con una flotta questo è il punto operativo che conta: senza un registro di chi usa quale veicolo e quando, rispondere a quella richiesta diventa impossibile, e la sanzione per non aver risposto arriva comunque.

Per le flotte, la cosa che riduce il problema alla fonte

Chi gestisce più veicoli sa che il tempo speso sulle multe non è la multa: è l’amministrazione — capire chi guidava, rispondere nei termini, rimborsare o trattenere.

Metà di quelle multe però nasce sempre allo stesso modo: un tecnico o un commerciale che non trova posto e lascia il mezzo «un attimo» dove non si dovrebbe, perché ha un appuntamento e un orario.

Un posto deciso prima toglie quella causa — su proprietà privata non c’è un parcometro da scadere né un carro attrezzi che passa — e per un’azienda aggiunge una cosa che vale quanto il risparmio: una transazione tracciata al posto di uno scontrino da rimborsare. Resta la ZTL, che si prende comunque se ci si passa.

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Domande frequenti

Chi paga la multa se guidava un altro?

Il proprietario è obbligato in solido con l’autore della violazione, quindi il verbale può arrivare a lui. Chi paga ha diritto di regresso per l’intero verso chi ha commesso la violazione.

Con il leasing paga la società o l’utilizzatore?

L’utilizzatore: risponde in solido chi ha la disponibilità giuridica del veicolo, non la società concedente.

E con un’auto a noleggio?

Risponde il locatario, cioè chi ha noleggiato. Una modifica normativa del 2021 ha escluso la solidarietà della società di noleggio.

Ho venduto l’auto e mi è arrivata la multa: cosa faccio?

Serve l’atto di vendita con data certa anteriore alla violazione: con quello la contestazione è documentale. Meglio però controllare che il passaggio di proprietà sia stato registrato.

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Le guide dei quartieri citati

Fonti: Art. 126-bis Codice della Strada — Patente a punti · Art. 200 Codice della Strada — Contestazione e verbalizzazione · Art. 201 Codice della Strada — Notificazione delle violazioni

Giulia Grussu & Stefano Puggioni — fondatori di KIVO

Abbiamo costruito KIVO a Torino, dove viviamo e dove parcheggiamo ogni giorno. Per farlo abbiamo mappato oltre 11.000 stalli fra strisce blu, bianche e zone di sosta della città: queste guide nascono da quei dati e dagli stessi giri a vuoto che fai tu.

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