Un modulo da compilare accanto a un verbale e a una penna

La comunicazione dei dati del conducente: il modulo che costa più della multa

Arriva insieme al verbale, sembra una formalità, e ignorarlo produce una sanzione che in molti casi supera quella per cui era stato mandato.

Aggiornato il 16 novembre 2026 · di Giulia Grussu e Stefano Puggioni, fondatori di KIVO · 3 min di lettura

Perché arriva, e cosa vuol dire che è arrivato

Il verbale segue la targa e arriva al proprietario. Ma alcune violazioni comportano una decurtazione di punti, e i punti si toltono a una persona, non a un’auto.

Da qui la richiesta: l’ufficio chiede al proprietario di comunicare i dati di chi guidava al momento della violazione.

Il fatto stesso che quel modulo sia arrivato è un’informazione: vuol dire che la contestazione non riguarda solo la sosta. Le violazioni di sola sosta non comportano decurtazione di punti, quindi per quelle il modulo non arriva e il veicolo basta a chiudere la faccenda.

Il termine e la sanzione, con i numeri

Sono le due cifre che rendono questo modulo diverso da qualunque altra carta che arriva con un verbale.

Il termine è di sessanta giorni dalla notifica del verbale.

La mancata comunicazione «senza giustificato e documentato motivo» comporta una sanzione amministrativa da 291 a 1.166 euro.

Metti le due cose accanto: una violazione della fascia base della sosta sta fra 42 e 173 euro. Non rispondere al modulo può costare quasi sette volte tanto. È il caso in cui la carta che sembra meno importante è la più costosa della busta.

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Cosa conta come «giustificato e documentato motivo»

Non basta dire che non si ricorda. La giurisprudenza è stretta e le situazioni riconosciute sono poche e specifiche.

Rientrano casi come la sottrazione del veicolo — un furto denunciato copre l’impossibilità di sapere chi guidava — oppure la cessione in comodato documentata prima della violazione, con l’assunzione da parte del comodatario dell’obbligo di comunicare l’identità del conducente.

Il filo comune è nella parola documentato: serve un atto, non una spiegazione. «L’auto la usa tutta la famiglia» è vero in mezza Italia e non è un motivo giustificato.

La conseguenza pratica per chi condivide un’auto: se non sai chi guidava, il problema non nasce quando arriva il modulo — nasce prima, e si previene sapendo chi la usa e quando.

Per le aziende con una flotta

Qui il modulo passa da fastidio a rischio operativo, e la ragione è aritmetica.

Una società proprietaria di dieci veicoli riceve i verbali intestati a sé e le richieste di dati del conducente per ognuno. Senza un registro di chi ha usato quale mezzo e quando, rispondere entro sessanta giorni è impossibile — e la sanzione per non aver risposto arriva comunque, per ogni richiesta.

Il calcolo peggiore è quello che nessuno fa: dieci mancate risposte in un anno, al minimo della fascia, sono quasi tremila euro di sanzioni che non hanno niente a che fare con le infrazioni originarie.

Un registro degli affidamenti dei veicoli costa mezza giornata di lavoro una volta e vale ogni volta che arriva una busta.

Il collegamento con la sosta, che c’è

Questa pagina parla di una carta che arriva quando ci sono punti in gioco, quindi non di sola sosta. Ma vale la pena chiudere il cerchio.

La maggior parte delle infrazioni che un dipendente o un familiare commette in città nasce da una condizione precisa: essere in ritardo e non trovare posto. Da lì partono la doppia fila, la sosta «un attimo» dove non si può, e a volte la manovra che invece i punti li fa perdere davvero.

Un posto deciso prima di partire non elimina le infrazioni di guida, e sarebbe falso dirlo. Toglie però la condizione che le genera più spesso, e sulla sosta l’effetto è diretto: su proprietà privata non c’è un parcometro da scadere né un divieto da violare. Resta la ZTL, che si prende comunque se ci si passa.

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Domande frequenti

Entro quanto devo comunicare i dati del conducente?

Entro sessanta giorni dalla notifica del verbale.

Quanto costa non rispondere?

Da 291 a 1.166 euro, se la mancata comunicazione è senza giustificato e documentato motivo. Spesso più della multa per cui il modulo era stato mandato.

Perché mi è arrivato questo modulo?

Perché la violazione comporta una decurtazione di punti, che si attribuisce a una persona e non a un veicolo. Le violazioni di sola sosta non comportano decurtazione, quindi per quelle il modulo non arriva.

Basta dire che non ricordo chi guidava?

No: serve un motivo giustificato e documentato, come la sottrazione del veicolo denunciata o una cessione in comodato documentata prima della violazione. Una spiegazione a parole non basta.

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Le guide dei quartieri citati

Fonti: Art. 126-bis Codice della Strada — Patente a punti · Art. 201 Codice della Strada — Notificazione delle violazioni · Art. 158 Codice della Strada — Divieto di fermata e di sosta

Giulia Grussu & Stefano Puggioni — fondatori di KIVO

Abbiamo costruito KIVO a Torino, dove viviamo e dove parcheggiamo ogni giorno. Per farlo abbiamo mappato oltre 11.000 stalli fra strisce blu, bianche e zone di sosta della città: queste guide nascono da quei dati e dagli stessi giri a vuoto che fai tu.

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Tariffe e regole possono cambiare: fanno fede segnaletica, ordinanze del Comune di Torino e pagine ufficiali GTT. · ↑ Torna su

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