Il termine, e cosa succede se scade
Quando la violazione non può essere contestata sul momento — cioè in quasi tutti i casi di sosta, perché tu non c’eri — il verbale deve essere notificato entro novanta giorni dall’accertamento.
Non è un termine di cortesia. Un verbale notificato oltre i novanta giorni comporta la decadenza della sanzione: l’obbligo di pagare non nasce. È uno dei pochi vizi che si contestano guardando due date e nient’altro.
La prima cosa da fare quando arriva una busta, quindi, è banale e quasi nessuno la fa: confrontare la data dell’accertamento scritta nel verbale con la data di notifica. Se fra le due ci sono più di novanta giorni, il resto del contenuto conta molto meno.
Da quando si contano i novanta giorni
Dall’accertamento, non dalla data in cui l’ufficio ha finito di lavorare la pratica e non dal giorno in cui la posta ha consegnato.
La distinzione fra data di notifica e data di consegna conta: la notifica è l’atto formale, e per una raccomandata la data che vale è quella della procedura di notificazione, non quella in cui hai aperto la busta tornando dalle ferie.
C’è un caso particolare che vale la pena conoscere, perché riguarda molte persone: se hai cambiato residenza e hai fatto annotare regolarmente la variazione, la giurisprudenza ha chiarito che il termine decorre dalla data di annotazione della variazione negli atti dello stato civile. In pratica: un cambio di residenza fatto per bene non diventa un alibi per notifiche tardive.

Perché tante multe di sosta arrivano tardi
Non è disorganizzazione: è la struttura del procedimento.
Un accertamento su un’auto in sosta parte da una targa. Da lì bisogna risalire al proprietario tramite l’archivio dei veicoli, preparare il verbale, e avviare la notificazione. Ogni passaggio consuma giorni, e quando l’auto è intestata a una società, a un leasing o a un noleggio i passaggi si moltiplicano.
La conseguenza pratica è che i verbali di sosta arrivano tipicamente fra il primo e il terzo mese, ed è normale. Quello che non è normale è che arrivino dopo il quarto, e in quel caso c’è una data da controllare.
Attenzione a un equivoco frequente: il preavviso lasciato sul parabrezza non è la notifica. È un invito a pagare in forma agevolata. Se non paghi entro i termini indicati, il procedimento va avanti e la notifica del verbale arriva dopo — ed è quella che deve rispettare i novanta giorni.
Cosa fare se il termine è scaduto
Non basta ignorare la busta: un verbale non pagato e non impugnato segue la sua strada anche se è viziato. Il vizio va fatto valere.
Le strade sono le due di sempre e hanno termini precisi: il ricorso al Prefetto entro sessanta giorni dalla notificazione, oppure il ricorso al Giudice di Pace. Su un vizio di notifica tardiva il ricorso è documentale — si allegano le due date — e non richiede di dimostrare come sono andati i fatti.
La cosa da non fare è aspettare: i sessanta giorni per impugnare decorrono comunque, e un verbale viziato ma non impugnato nei termini diventa esigibile. Il vizio non si autoattiva.
Il modo di non avere questa preoccupazione
Contare i giorni su una busta è un lavoro che si fa solo dopo aver preso una multa. Vale la pena chiudere con il perché quasi tutte le multe di sosta hanno la stessa causa.
Non è la distrazione: è il non aver trovato posto. Si gira, si allarga il cerchio, si arriva in ritardo, e a un certo punto si lascia l’auto «un attimo» dove non si dovrebbe. La multa nasce lì, non al parcometro.
Un posto privato deciso prima di partire toglie quella causa: sosta a pagamento, divieti e rimozione sono regole del suolo pubblico, e in un cortile o in un box non c’è un parcometro da scadere né un carro attrezzi che passa. Una riserva però va detta, se no è mezza verità: la multa per il varco ZTL la prendi comunque se ci passi per arrivarci. Il posto privato toglie la multa di sosta, non quella di accesso.
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Domande frequenti
Entro quanto tempo deve essere notificata una multa?
Entro novanta giorni dall’accertamento, quando la violazione non è stata contestata immediatamente. Oltre quel termine la sanzione decade.
Da quando si contano i novanta giorni?
Dall’accertamento, non dal giorno in cui la busta viene consegnata. Se hai cambiato residenza facendo annotare regolarmente la variazione, il termine decorre dalla data di annotazione negli atti dello stato civile.
Il preavviso sul parabrezza è già una notifica?
No: è un invito a pagare in forma agevolata. Se non paghi entro i termini indicati, il procedimento continua e la notifica del verbale arriva dopo — ed è quella che deve rispettare i novanta giorni.
La multa è arrivata in ritardo: posso ignorarla?
No. Il vizio va fatto valere con un ricorso nei termini: al Prefetto entro sessanta giorni dalla notificazione, o al Giudice di Pace. Un verbale viziato ma non impugnato diventa esigibile.
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Fonti: Art. 201 Codice della Strada — Notificazione delle violazioni · Art. 203 Codice della Strada — Ricorso al prefetto · Art. 200 Codice della Strada — Contestazione e verbalizzazione
Giulia Grussu & Stefano Puggioni — fondatori di KIVO
Abbiamo costruito KIVO a Torino, dove viviamo e dove parcheggiamo ogni giorno. Per farlo abbiamo mappato oltre 11.000 stalli fra strisce blu, bianche e zone di sosta della città: queste guide nascono da quei dati e dagli stessi giri a vuoto che fai tu.
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