Un papà e una bambina con lo zainetto escono da un box auto in un cortile di Torino

Accantonare soldi per i figli: una piccola entrata che arriva dal box

Nessun prodotto da vendere e nessuna formula magica: solo un posto auto che oggi resta fermo e potrebbe mettere qualcosa da parte ogni mese, con un nome sopra. I numeri delle fonti e un esempio fatto da noi.

Aggiornato il 1 novembre 2026 · di Giulia Grussu e Stefano Puggioni, fondatori di KIVO · 6 min di lettura

Quanto costa crescere un figlio, secondo chi l’ha contato

Il conto più citato in Italia è quello dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori: per una famiglia con due genitori e un reddito di 34.000 € l’anno, mantenere un figlio da 0 a 18 anni costa in media 175.642,72 €. Con un reddito di 22.500 € la stima scende a 118.234,15 €, sopra i 70.000 € sale a 321.617,36 €. La pagina è del dicembre 2021: i prezzi di oggi, dopo l’inflazione degli ultimi anni, non sono certo più bassi.

Il primo anno è già una prova: per Federconsumatori, nel 2024 i neo-genitori spendevano da 7.431,58 a 17.585,78 € nei primi dodici mesi di vita del bambino.

E poi c’è l’imprevisto, che con i figli arriva sempre: l’apparecchio per i denti, la gita, gli occhiali rotti. Per Eurostat, nel 2025 il 27,1% delle persone che in Italia vivono in famiglie con figli a carico non riusciva a far fronte a una spesa imprevista con le proprie risorse.

L’aiuto dello Stato, e fino a quando arriva

L’assegno unico e universale dell’INPS, per il 2026, va da 58,3 € a 203,8 € al mese per ogni figlio minorenne: il massimo spetta con un ISEE fino a 17.468,51 €, il minimo senza ISEE o con un ISEE da 46.582,71 € in su, e ci sono maggiorazioni per alcuni casi.

Per i figli maggiorenni l’assegno continua fino al compimento dei 21 anni, ma solo a certe condizioni: se il ragazzo studia o fa un corso di formazione, se fa un tirocinio o lavora con un reddito sotto gli 8.000 € l’anno, se è disoccupato e iscritto ai servizi per l’impiego, oppure se fa il servizio civile. Per i figli con disabilità non c’è limite di età.

Dopo i 21 anni l’assegno si ferma, ma le spese no: università, patente, il primo affitto. È per questo che tanti genitori cercano un modo per mettere da parte qualcosa, un po’ alla volta, finché i figli sono piccoli.

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Una piccola entrata con un nome sopra

Mettere da parte soldi per i figli riesce meglio quando c’è una cifra che entra da sola, ogni mese, e che ha già una destinazione. Molte famiglie lo fanno con l’assegno unico o con i regali dei nonni. Ma c’è un’altra entrata, che in tante case di Torino è ferma: il box, o il posto auto in cortile che nessuno usa.

Il modo più semplice è anche il più vecchio: un conto dedicato, separato da quello di tutti i giorni, dove finisce tutto quello che arriva dal box. Come investire quei soldi è un’altra domanda, e non tocca a noi: per sceglierlo serve un consulente o la propria banca, che conoscono la tua situazione.

Quello che possiamo fare è mostrarti l’ordine di grandezza. La tabella è un esempio calcolato da noi con i valori di affitto dei box dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, primo semestre 2026, su un box tipo da 15 m² lordi affittato tutto l’anno. Sono cifre lorde, prima di tasse e commissione, senza interessi e senza aumenti: non sono una promessa, servono a capire di cosa parliamo.

Zona OMI (1° sem. 2026)Esempio al mese, 15 m²In 18 anni, stesse cifre
C18 Vanchiglia - Borgo Rossini, boxcirca 89–132 €circa 19.100–28.500 €
D26 Pozzo Strada, boxcirca 78–117 €circa 16.800–25.300 €
D10 Madonna di Campagna (Borgo Vittoria), posto auto scopertocirca 51–77 €circa 11.000–16.500 €

Cosa può pagare, e cosa no

Diciamolo chiaramente: un box non mantiene un figlio. Anche nell’esempio più alto della tabella si arriva a una parte piccola dei 175.000 € di Federconsumatori.

Ma una cifra messa da parte senza toccare lo stipendio può diventare la patente a diciott’anni, il primo anno di università fuori città, un aiuto per la caparra del primo appartamento. Sono le spese che arrivano tutte insieme, proprio quando l’assegno unico finisce.

E c’è un vantaggio che un salvadanaio non ha: il box resta vostro. Il giorno in cui tuo figlio avrà la sua prima auto, togli l’annuncio e il posto torna in famiglia. Su KIVO non ci sono esclusive né vincoli: l’annuncio si mette in pausa quando vuoi.

Al mese o a ore: quale formula per un piano lungo

Per un accantonamento regolare la formula più adatta è l’affitto al mese: una persona, un prezzo fisso, un’entrata che arriva ogni mese. Si può fare anche solo a fasce, per esempio di giorno a chi lavora in zona, tenendo il box libero la sera.

Se invece il box ti serve in certi giorni, l’affitto a ore o a giorni ti lascia usarlo quando vuoi e renderlo prenotabile il resto del tempo. Rende meno in modo prevedibile, ma non ti toglie niente.

Chi prenota paga online prima della sosta, per il tempo prenotato. Gli incassi si accumulano nel Wallet e il bonifico lo chiedi tu, a partire da 20 €: puoi spostarli sul conto dei ragazzi ogni volta che arrivi alla cifra.

Come si comincia

Se hai un box o un posto auto e non sai da che parte prenderlo, lascia nome e telefono nel modulo qui sotto: ti chiamiamo entro 24 ore e lo pubblichiamo insieme, con le misure giuste, le foto e le istruzioni per entrare.

Se preferisci fare da solo, parti da www.kivo-app.it/affitta-un-parcheggio. Pubblicare è gratuito e senza canoni; il prezzo e gli orari li decidi tu. Per i primi 30 host la commissione resta al 5% fino al 31/12/2027. Su KIVO ci sono solo posti privati.

Tasse e ISEE, senza sorprese

Il reddito del box si dichiara sempre. Il contratto va registrato all’Agenzia delle Entrate solo oltre i 30 giorni nell’anno con la stessa persona, e le piattaforme comunicano all’Agenzia i dati delle prenotazioni pagate (DAC7): per i posti auto non c’è una soglia minima. Il quadro completo è nella guida sulle tasse dell’affitto di un box.

Un punto che riguarda proprio le famiglie con figli: quello che incassi entra nell’ISEE, ma con due anni di ritardo, perché la DSU guarda i redditi del secondo anno precedente. Se ricevi l’assegno unico o un bonus legato all’ISEE, prima di decidere fai fare il conto al CAF: è una verifica di dieci minuti, con la visura del box in mano.

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Domande frequenti

Quanto costa crescere un figlio fino a 18 anni?

Per l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, in media 175.642,72 € per una famiglia con due genitori e 34.000 € di reddito annuo; 118.234,15 € con un reddito di 22.500 € e 321.617,36 € sopra i 70.000 €. La stima è stata pubblicata nel dicembre 2021.

Fino a che età spetta l’assegno unico?

Per i figli minorenni sempre; per i maggiorenni fino al compimento dei 21 anni, se studiano o si formano, fanno un tirocinio o lavorano con un reddito sotto gli 8.000 € annui, sono disoccupati iscritti ai servizi per l’impiego o fanno il servizio civile. Per i figli con disabilità non c’è limite di età.

Dove conviene tenere i soldi messi da parte per i figli?

Non diamo consigli sugli investimenti. Il primo passo che aiuta tutti è un conto dedicato, separato da quello di casa, così i soldi del box non si confondono con la spesa. Per scegliere uno strumento rivolgiti a un consulente o alla tua banca.

Affittare il box cambia l’assegno unico?

Può cambiarlo, perché l’incasso è reddito e finisce nell’ISEE con due anni di ritardo. Quanto pesa dipende dal tuo nucleo e dagli altri redditi: conviene una verifica al CAF prima di cominciare.

Non so da dove cominciare.

Lascia nome e telefono nel modulo qui sotto: ti chiamiamo entro 24 ore e mettiamo online il posto insieme. Se preferisci fare da solo, parti da www.kivo-app.it/affitta-un-parcheggio. Pubblicare è gratuito e senza canoni.

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Le guide dei quartieri citati

Fonti: Federconsumatori — Mantenere un figlio da 0 a 18 anni ha un costo medio di 175.642,72 euro · Federconsumatori — Il primo anno di vita di un figlio costa da 7 mila a 17 mila euro (2024) · INPS — Assegno unico e universale per i figli a carico: requisiti e importi · Eurostat — Impossibilità di far fronte a spese impreviste (ilc_mdes04), Italia 2025, famiglie con figli a carico · Agenzia delle Entrate — Banca dati delle quotazioni immobiliari OMI, Torino, zone C18, D26 e D10 (1° sem. 2026) · Agenzia delle Entrate — Atti e contratti di locazione

Giulia Grussu & Stefano Puggioni — fondatori di KIVO

Abbiamo costruito KIVO a Torino, dove viviamo e dove parcheggiamo ogni giorno. Per farlo abbiamo mappato oltre 11.000 stalli fra strisce blu, bianche e zone di sosta della città: queste guide nascono da quei dati e dagli stessi giri a vuoto che fai tu.

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Tariffe e regole possono cambiare: fanno fede segnaletica, ordinanze del Comune di Torino e pagine ufficiali GTT. · ↑ Torna su

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