Patente di guida italiana appoggiata accanto a un verbale

Le multe per divieto di sosta togliono punti dalla patente?

La domanda si fa con il verbale in mano e un po’ di ansia. La risposta è no, e porta con sé una notizia migliore.

Aggiornato il 7 settembre 2026 · di Giulia Grussu e Stefano Puggioni, fondatori di KIVO · 4 min di lettura

La risposta, e da dove viene

No: le violazioni in materia di sosta non comportano decurtazione di punti.

Il meccanismo della patente a punti sta nell’articolo 126-bis del Codice della Strada, e funziona per elenco: la decurtazione si applica alle violazioni indicate nella tabella allegata a quell’articolo. Le violazioni degli articoli 157 e 158 — fermata e sosta — non sono in quella tabella.

Non è una tolleranza né una prassi: è il modo in cui la norma è costruita. Se una violazione non è elencata, i punti non si toccano, per quanto salata sia la sanzione in denaro.

La conseguenza che vale più della risposta

Ed è qui che la cosa diventa utile davvero.

L’obbligo di comunicare i dati del conducente — quello che arriva con la richiesta dell’ente e che spaventa giustamente — esiste in funzione della patente a punti: serve a sapere a chi togliere i punti. Se la violazione non comporta decurtazione, quell’obbligo non scatta.

La differenza in denaro è enorme. La sanzione per non aver comunicato i dati del conducente va da 291 a 1.166 euro, cioè spesso più della multa originaria. È l’adempimento più costoso di tutta la materia, ed è quello che su una multa di sosta non ti riguarda.

Attenzione a non generalizzare: se sullo stesso verbale ci sono anche violazioni che i punti li toccano, il discorso cambia per quelle. Va letto il verbale, non la categoria.

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Cosa invece succede, e conviene sapere

I punti restano fermi, ma tre cose si muovono comunque.

  • Il denaro, e con una regola che moltiplica. L’articolo 158 al settimo comma prevede che la sanzione si applichi per ogni giorno in cui la violazione si protrae: tre giorni in divieto sono tre verbali.
  • Il possibile blocco o la rimozione, che non dipendono dai punti ma dal fatto che la sosta costituisca pericolo o grave intralcio. Costano più della sanzione, e la custodia matura ogni giorno.
  • Lo storico presso l’ente, che non è la patente ma esiste: i verbali non pagati diventano titolo esecutivo dopo i sessanta giorni, con la conseguenza che il debito segue te e non la patente.

Le violazioni «da sosta» che invece i punti li toccano

Ci sono due situazioni che la gente classifica come sosta e che non lo sono, e su quelle la risposta cambia.

La prima è la circolazione in una zona vietata: entrare in un’area pedonale o in una zona a traffico limitato senza titolo è un fatto di circolazione, non di sosta, e va valutato per sé.

La seconda è tutto ciò che riguarda i documenti e lo stato del veicolo: un veicolo fermo su strada pubblica con l’assicurazione scaduta o senza revisione è sanzionabile in quanto tale, e quelle non sono violazioni di sosta.

La regola pratica: guarda quale articolo è indicato sul verbale, non dove era l’auto.

Il modo di non farsene una questione

La notizia che i punti non si toccano è rassicurante e rischia di essere letta male: una multa di sosta non è gratis, è solo meno grave di quanto si temeva.

Chi ne prende più di una all’anno sta pagando, fra sanzioni e tempo, più di quanto costerebbe un posto prenotato. È un conto che vale la pena fare una volta, con le ricevute davanti.

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Domande frequenti

Una multa per divieto di sosta toglie punti dalla patente?

No. La patente a punti funziona per elenco: l’articolo 126-bis del Codice della Strada applica la decurtazione alle violazioni indicate nella tabella allegata, e quelle degli articoli 157 e 158 su fermata e sosta non ci sono. Non è una tolleranza, è come è costruita la norma.

Devo comunicare chi guidava?

Per una violazione di sosta no, e la ragione è la stessa: quell’obbligo esiste in funzione della patente a punti, cioè per sapere a chi togliere i punti. Se non c’è decurtazione l’obbligo non scatta. È una buona notizia in denaro, perché la sanzione per la mancata comunicazione va da 291 a 1.166 euro, spesso più della multa originaria.

Allora una multa di sosta è meno grave?

Sulla patente sì, sul portafoglio non necessariamente. L’articolo 158 al settimo comma fa applicare la sanzione per ogni giorno in cui la violazione si protrae, e restano possibili il blocco e la rimozione, che dipendono dal pericolo o dal grave intralcio e non dai punti. La custodia al deposito matura ogni giorno.

Ci sono violazioni con l’auto ferma che togliono punti?

Sì, ma non sono violazioni di sosta. Entrare senza titolo in un’area pedonale o in una zona a traffico limitato è circolazione, non sosta. E un veicolo fermo su strada pubblica con assicurazione scaduta o senza revisione è sanzionabile per quello. La regola pratica è guardare quale articolo è indicato sul verbale, non dove era l’auto.

Continua a leggere

La comunicazione dei dati del conducente: il modulo che costa più della multa →Multa per divieto di sosta: quanto costa davvero, fascia per fascia →Se non paghi una multa: il percorso completo, con i numeri →Come si legge un verbale: le voci da controllare, in ordine →Nessun avviso sul parabrezza e la multa arriva a casa: è valida? →Rimozione forzata dell’auto: quando è legittima e quando si può contestare →

Le guide dei quartieri citati

Fonti: Art. 126-bis Codice della Strada — Patente a punti · Art. 158 Codice della Strada — Divieto di fermata e di sosta

Giulia Grussu & Stefano Puggioni — fondatori di KIVO

Abbiamo costruito KIVO a Torino, dove viviamo e dove parcheggiamo ogni giorno. Per farlo abbiamo mappato oltre 11.000 stalli fra strisce blu, bianche e zone di sosta della città: queste guide nascono da quei dati e dagli stessi giri a vuoto che fai tu.

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