I due orologi che partono insieme
Dalla contestazione o dalla notificazione partono due termini, e vanno letti insieme perché scadono nello stesso giorno.
Sessanta giorni per pagare in misura ridotta, cioè il minimo previsto dalla norma. Sessanta giorni per fare ricorso al Prefetto.
C’è anche un termine più corto e più conveniente: entro cinque giorni dalla contestazione o dalla notificazione si paga con una riduzione del 30%. Non vale per le violazioni che comportano la confisca del veicolo o la sospensione della patente, ma sulla sosta vale quasi sempre.
Quei cinque giorni sono la decisione economica più importante di tutta la faccenda, e si prende aprendo la busta invece di appoggiarla sul mobile.
Cosa accade al sessantunesimo giorno
Qui succede la cosa che quasi nessuno si aspetta, e non è un aumento proporzionale.
Se entro i sessanta giorni non hai pagato in misura ridotta e non hai fatto ricorso, il verbale costituisce titolo esecutivo per una somma pari a metà del massimo della sanzione prevista, più le spese di procedimento.
Fai il conto su una violazione della fascia base, dove il Codice prevede da 42 a 173 euro: pagando nei termini si paga il minimo. Lasciando scadere, la base diventa metà del massimo. Non è una mora del dieci per cento: è un altro importo, calcolato su un’altra grandezza.
E da titolo esecutivo il verbale non ha più bisogno di un giudice per essere riscosso: la strada successiva è quella della riscossione forzata, con le sue spese e i suoi strumenti.

Le tappe dopo, in ordine
Ogni passaggio aggiunge costi, e ogni passaggio è più difficile da fermare del precedente.
- Il sollecito o l’ingiunzione, a seconda di chi riscuote. È l’ultimo momento in cui la faccenda si chiude pagando e nient’altro.
- L’affidamento alla riscossione, con l’aggiunta degli oneri di riscossione e degli interessi. L’importo iniziale a questo punto è la parte più piccola del totale.
- Gli strumenti della riscossione forzata, che nei casi più avanzati possono arrivare al fermo amministrativo del veicolo.
- A ogni tappa la cosa da fare è la stessa e sembra ovvia: aprire la busta. La quasi totalità delle situazioni gravi nasce da lettere non aperte, non da persone che hanno deciso di non pagare.
Dove si può ancora intervenire
Non tutto è perduto dopo i sessanta giorni, ma le strade si restringono e cambiano natura.
Se il verbale ha un vizio — notificato oltre i novanta giorni dall’accertamento, targa sbagliata, veicolo venduto prima — il vizio resta un vizio anche dopo. Ma va fatto valere nelle sedi e nei modi previsti, e più si va avanti più diventa complicato e costoso.
Un’istanza all’ufficio che ha emesso l’atto per chiedere l’annullamento in caso di errore evidente è gratuita e si può tentare sempre. Non sospende i termini, e questo va tenuto presente: non sostituisce il ricorso.
La rateizzazione è prevista in situazioni di condizione economica disagiata, con requisiti da verificare. Non riduce l’importo ma evita l’escalation.
Il costo che nessuno mette nel conto
Oltre ai numeri c’è una voce che non compare su nessuna busta: il tempo. Un verbale non pagato diventa una pratica che ritorna, e ogni ritorno costa mezz’ora di attenzione in un giorno in cui avevi altro da fare.
Vale la pena chiudere ricordando da dove nasce quasi sempre la prima busta: dal non aver trovato posto. Si gira, si allarga il cerchio, si lascia l’auto «un attimo» dove non si dovrebbe perché c’è un orario da rispettare.
Un posto deciso prima di partire toglie quella causa: sosta a pagamento, divieti e rimozione sono regole del suolo pubblico, e in un cortile o in un box non c’è un parcometro da scadere né un carro attrezzi che passa. Con una riserva, perché senza sarebbe mezza verità: la multa per il varco ZTL la prendi comunque se ci passi per arrivarci.
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Domande frequenti
Cosa succede se non pago una multa entro sessanta giorni?
Se non hai pagato in misura ridotta né fatto ricorso, il verbale costituisce titolo esecutivo per una somma pari a metà del massimo della sanzione prevista, più le spese di procedimento.
È vero che la multa raddoppia?
La formula esatta è diversa e spesso peggiore: l’importo non viene raddoppiato, viene ricalcolato come metà del massimo previsto dalla norma. Su una fascia che va da 42 a 173 euro la differenza rispetto al minimo è notevole.
Lo sconto del 30% quanto dura?
Cinque giorni dalla contestazione o dalla notificazione. Non si applica alle violazioni che comportano confisca del veicolo o sospensione della patente.
Posso ancora fare qualcosa dopo i sessanta giorni?
Se il verbale ha un vizio, il vizio resta, ma va fatto valere nelle sedi previste e diventa più complicato. Un’istanza di annullamento all’ufficio è gratuita e si può tentare, ma non sospende i termini.
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Fonti: Art. 202 Codice della Strada — Pagamento in misura ridotta · Art. 203 Codice della Strada — Ricorso al prefetto · Art. 201 Codice della Strada — Notificazione delle violazioni
Giulia Grussu & Stefano Puggioni — fondatori di KIVO
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