Camper parcheggiati in fila in un’area di rimessaggio recintata

Rimessaggio camper a Torino: cosa si paga davvero

Il camper si usa poche settimane l’anno e sta fermo tutto il resto. È in quei mesi che si rovina, ed è lì che il rimessaggio si ripaga o no.

Aggiornato il 10 settembre 2026 · di Giulia Grussu e Stefano Puggioni, fondatori di KIVO · 5 min di lettura

Il danno che fanno otto mesi fermi

Un camper si usa in media qualche settimana all’anno e resta fermo tutto il resto. È un dato che sembra ovvio e che quasi nessuno traduce in conseguenze pratiche.

Fermo all’aperto, un mezzo del genere subisce danni che non si vedono subito: le guarnizioni si induriscono e poi non tengono più, la vetroresina e le plastiche esterne ingialliscono, gli pneumatici si deformano restando fermi sotto carico, l’umidità entra dove i sigillanti hanno ceduto e il lavoro di ripristino costa molto più del ricovero.

La domanda giusta non è quanto costa un rimessaggio, è quanto costa non averlo. Un intervento sul tetto o sulla mansarda per infiltrazioni supera facilmente diverse annualità di ricovero.

Cosa si compra, che non è solo il posto

La parola rimessaggio copre servizi molto diversi fra loro, e confrontare i prezzi senza confrontare il contenuto porta a scegliere male.

  • Scoperto recintato. Il livello base: un piazzale chiuso e sorvegliato. Risolve il problema del furto e delle segnalazioni del quartiere, non quello del sole e della pioggia.
  • Coperto da tettoia. Il compromesso più diffuso: ripara dalla grandine, dal sole diretto e dalla neve, che sono i tre nemici veri, lasciando il mezzo arieggiato.
  • Chiuso. Il massimo della protezione e il massimo del costo, e non sempre il migliore: un capannone senza ricambio d’aria può creare condensa più di un posto all’aperto.
  • I servizi accessori. Allaccio elettrico per mantenere le batterie, carico e scarico acque, lavaggio, piccola manutenzione. Sono la voce che sposta di più il prezzo, e vanno chiesti uno per uno perché quasi mai sono inclusi.

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Le domande da fare prima di firmare

Un contratto di rimessaggio è un deposito, e le cose che contano si decidono prima.

Chi risponde dei danni? È la domanda più importante e la meno fatta. Un piazzale custodito e uno semplicemente recintato hanno responsabilità diverse, e la formula scritta nel contratto conta più del cartello all’ingresso. Vale la pena leggere anche cosa dice la propria polizza sul mezzo in rimessaggio.

Come si entra e si esce? Un rimessaggio che apre solo in orario d’ufficio nei feriali è inutile a chi parte il sabato all’alba. È il vincolo che rende inservibile un posto per il resto perfetto.

Quanto dista davvero? Non in chilometri ma in tempo reale: un rimessaggio a quaranta minuti significa un’ora e venti fra andare a prenderlo e riportarlo, ogni volta.

Le batterie restano sotto carica? Un camper fermo tutto l’inverno senza mantenimento si ritrova con i servizi scarichi a marzo.

La terza strada, che a Torino funziona

Fra il piazzale specializzato fuori città e la strada sotto casa esiste una via di mezzo che i camperisti scoprono tardi: uno spazio privato in città.

Non si presentano come rimessaggi e per questo non si trovano cercando quella parola: sono cortili di case basse a Barriera di Milano e Madonna di Campagna, box doppi delle palazzine anni Sessanta, capannoni artigianali dismessi con la serranda alta. Quello che decide è sempre la stessa misura, l’altezza al cancello.

Il vantaggio rispetto al piazzale fuori città è la distanza: se il mezzo è a dieci minuti da casa lo usi di più e lo controlli d’inverno, che è esattamente quello che serve.

E c’è il rovescio della medaglia, per chi legge da proprietario: se hai un cortile alto o un locale con la serranda grande, quello è un mercato con pochissima concorrenza. Su KIVO si dichiarano le misure e il periodo, e chi cerca un ricovero lungo trova te invece di un piazzale a quaranta minuti.

Quello che il rimessaggio non risolve

Una precisazione che evita un equivoco costoso: il rimessaggio riguarda il ricovero, non la sosta quotidiana.

Le regole della sosta di un’autocaravan su strada restano quelle dell’articolo 185 del Codice, che equipara il camper agli altri veicoli e vieta il campeggio fuori dalle aree autorizzate, con i tre requisiti che devono valere insieme perché la sosta resti sosta.

E resta vero che nei parcheggi a pagamento alle autocaravan si applicano tariffe maggiorate del 50%: non è una scelta del gestore, è previsto dalla norma. Il rimessaggio toglie il problema dei mesi fermi, non quello del giorno in cui il camper si usa davvero.

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Domande frequenti

Quanto costa il rimessaggio di un camper a Torino?

Dipende soprattutto dal tipo di ricovero: uno scoperto recintato costa meno di un coperto da tettoia, che a sua volta costa meno di un chiuso. La differenza vera la fanno i servizi accessori come allaccio elettrico, carico e scarico acque e lavaggio, che quasi mai sono inclusi e vanno chiesti uno per uno.

Perché serve un rimessaggio se posso lasciare il camper in strada?

Perché il danno di otto mesi fermi all’aperto non si vede subito: guarnizioni che si induriscono, vetroresina che ingiallisce, pneumatici che si deformano, infiltrazioni dove i sigillanti hanno ceduto. Il costo di un ripristino sul tetto supera facilmente diverse annualità di ricovero.

Meglio coperto o scoperto?

Il coperto da tettoia è il compromesso migliore nella maggior parte dei casi, perché ripara da grandine, sole diretto e neve lasciando il mezzo arieggiato. Il chiuso protegge di più ma se non ha ricambio d’aria può creare più condensa di un posto all’aperto.

Cosa devo chiedere prima di firmare un contratto di rimessaggio?

Chi risponde dei danni e con quale formula scritta nel contratto, quali sono gli orari di entrata e uscita, quanto dista in tempo reale e non in chilometri, e se le batterie restano sotto mantenimento. Vale la pena verificare anche cosa prevede la propria polizza per il mezzo in rimessaggio.

Posso tenere il camper in un cortile privato invece che in un rimessaggio?

Sì, ed è la soluzione che a Torino funziona meglio di quanto si creda: cortili di case basse, box doppi e locali con serranda alta esistono in diversi quartieri. La misura che decide è sempre l’altezza al cancello, e il vantaggio è la distanza da casa, che porta a usare e controllare il mezzo più spesso.

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Sosta camper a Torino: dove si può stare davvero →Camper in un parcheggio pubblico: dove finisce la sosta e inizia il campeggio →Affittare un posto a un camper o a un furgone: il mercato che nessuno serve →Roulotte e rimorchi: dove si possono lasciare, e dove no →Le misure del box che i guidatori cercano: altezza, larghezza, manovra →Quanto ti costa tenere il box vuoto (e quasi nessuno lo calcola) →Assicurazione e responsabilità quando affitti il box: chi paga i danni →

Le guide dei quartieri citati

Fonti: Art. 185 Codice della Strada — Circolazione e sosta delle autocaravan · Art. 158 Codice della Strada — Divieto di fermata e di sosta

Giulia Grussu & Stefano Puggioni — fondatori di KIVO

Abbiamo costruito KIVO a Torino, dove viviamo e dove parcheggiamo ogni giorno. Per farlo abbiamo mappato oltre 11.000 stalli fra strisce blu, bianche e zone di sosta della città: queste guide nascono da quei dati e dagli stessi giri a vuoto che fai tu.

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