Uno stallo di sosta rosa con il simbolo del passeggino dipinto sull’asfalto

Pass rosa: dove vale davvero il permesso che ti ha dato il Comune

La domanda vera non è come si ottiene, ma se serve ancora quando esci dalla tua città. La risposta è sì — e nonostante questo puoi lo stesso non trovare uno stallo.

Aggiornato il 26 agosto 2026 · di Giulia Grussu e Stefano Puggioni, fondatori di KIVO · 4 min di lettura

La risposta breve, e la norma che la regge

Il permesso rosa te lo rilascia il tuo Comune di residenza, ma vale anche fuori. La fonte è l’articolo 188-bis del Codice della Strada, che disciplina la sosta dei veicoli al servizio delle donne in stato di gravidanza o dei genitori con un bambino di età non superiore a due anni.

Il meccanismo è quello: sono autorizzati dal Comune di residenza, nei casi e con le modalità stabiliti dal regolamento. Ma la norma che istituisce la categoria è nazionale, e per questo le autorizzazioni già rilasciate valgono sul territorio nazionale: una limitazione territoriale non avrebbe fondamento.

Quindi il pass che hai ottenuto a Torino non smette di funzionare a Genova, a Bologna o a Rimini.

Il problema vero: gli stalli possono non esserci

Ed è qui che la risposta facile diventa insufficiente, perché la validità del permesso e l’esistenza del posto sono due cose diverse.

I Comuni non sono obbligati a istituire stalli rosa. La norma dice che *possono* riservare limitati spazi alla sosta, a carattere permanente o temporaneo, e persino solo per determinati periodi, giorni e orari.

Le conseguenze pratiche sono tre, e vale la pena averle chiare prima di partire. Nel Comune dove vai gli stalli rosa possono non esistere affatto. Se esistono, possono essere pochissimi, in genere vicino a ospedali, consultori, asili e uffici. E possono essere attivi solo in certe fasce, con un cartello che lo dice.

Il permesso, insomma, ti dà il diritto di usare lo stallo. Non ti garantisce che lo stallo ci sia.

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Chi ne ha diritto, e per quanto

Le due categorie sono definite dalla norma e sono strette: le donne in stato di gravidanza e i genitori con un bambino di età non superiore ai due anni.

Due conseguenze che generano quasi tutti gli equivoci. La prima: il permesso è temporaneo per natura, perché è legato a una gravidanza o a un’età che passa. Scade, e la scadenza non te la ricorda nessuno.

La seconda: non basta la condizione, serve il titolo. Avere un bambino piccolo a bordo o essere visibilmente incinta non autorizza a usare lo stallo. Serve il permesso rilasciato dal Comune, e va esposto.

Il corollario che riguarda i viaggi: se il permesso è scaduto mentre eri fuori, non vale da nessuna parte. La validità nazionale riguarda un permesso valido, non un permesso qualunque.

Come si verifica prima di partire

Sono tre controlli e si fanno in pochi minuti, prima di mettersi in auto.

La scadenza del tuo permesso. È la prima e la più banale, ed è quella che salta più spesso.

Se la città di destinazione ha gli stalli rosa. Il posto dove cercarlo è il sito del Comune o quello del gestore della sosta: se non trovi niente, la risposta più probabile è che non ci siano.

Il cartello sul posto. Anche dove esistono, le regole locali possono fissare una durata massima o una fascia oraria. Il cartello verticale accanto allo stallo è l’unica fonte che decide, e ha la precedenza su qualunque cosa tu abbia letto prima, questa pagina compresa.

Quando il pass non è la soluzione

Vale la pena dirlo, perché il permesso rosa risolve un problema piccolo dentro un problema grande.

Gli stalli rosa sono pochi per definizione — la norma parla di spazi «limitati» — e stanno dove servono di più, cioè vicino alle strutture sanitarie. Sono pensati per la commissione e per la visita, non per la giornata.

Per un ciclo di controlli in gravidanza, per un ricovero o per le prime settimane dopo il parto, il conto cambia: sono decine di viaggi, spesso negli stessi orari e nello stesso posto. Lì la domanda non è più «trovo uno stallo rosa», è «ho un posto che è mio e che c’è sempre». Un box o un posto privato vicino alla struttura costa qualcosa e toglie la variabile.

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Domande frequenti

Il pass rosa vale anche in un altro Comune?

Sì. L’autorizzazione la rilascia il Comune di residenza, ma la norma che istituisce gli stalli è nazionale (art. 188-bis del Codice della Strada) e le autorizzazioni rilasciate valgono sul territorio nazionale.

Allora trovo stalli rosa dappertutto?

No, ed è la parte che sorprende. I Comuni non sono obbligati a istituirli: possono riservare spazi limitati, in modo permanente o temporaneo, e anche solo per certi periodi, giorni e orari.

Chi ha diritto al permesso rosa?

Le donne in stato di gravidanza e i genitori con un bambino di età non superiore a due anni. Il permesso è per sua natura temporaneo, perché legato alla gravidanza o all’età del bambino.

Basta avere il bambino piccolo in auto?

No. Serve il permesso rilasciato dal Comune, e va esposto. La condizione da sola non autorizza a usare lo stallo.

Cosa controllo prima di partire per un’altra città?

La scadenza del tuo permesso, se quella città ha stalli rosa, e una volta arrivato il cartello accanto allo stallo, che può fissare durata massima o fasce orarie.

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Le guide dei quartieri citati

Fonti: Art. 188 bis Codice della Strada — Sosta a servizio delle donne in gravidanza · GTT — Sosta sulle strisce blu, tariffe e orari

Giulia Grussu & Stefano Puggioni — fondatori di KIVO

Abbiamo costruito KIVO a Torino, dove viviamo e dove parcheggiamo ogni giorno. Per farlo abbiamo mappato oltre 11.000 stalli fra strisce blu, bianche e zone di sosta della città: queste guide nascono da quei dati e dagli stessi giri a vuoto che fai tu.

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