La mappa dell’infomobilità di Torino con i parcheggi e i posti liberi

I parcheggi sulla mappa 5T: cosa mostra e cosa no

È lo strumento pubblico più utile per la sosta a Torino, e quasi nessuno sa che esiste. Ma copre una parte sola del problema.

Aggiornato il 11 settembre 2026 · di Giulia Grussu e Stefano Puggioni, fondatori di KIVO · 4 min di lettura

Chi è 5T, e perché ti riguarda

5T è la società che gestisce l’infomobilità dell’area torinese: raccoglie i dati del traffico, dei mezzi pubblici e dei parcheggi e li pubblica sul portale Muoversi a Torino.

Non è un’app commerciale e non vende niente: è un servizio pubblico. È anche la ragione per cui è poco conosciuto, perché nessuno lo pubblicizza.

Per chi cerca posto in struttura è lo strumento più concreto che esista a Torino, e vale la pena sapere esattamente cosa ci si trova dentro.

Cosa mostra: una trentina di strutture con i posti liberi

La pagina dei parcheggi elenca circa trenta parcheggi in struttura, gestiti da operatori diversi — GTT, ACI, APCOA, Bestinparking — con per ciascuno la capienza totale e, quando il dato arriva, il numero di posti liberi in quel momento.

Qualche esempio di ordine di grandezza, per capire di cosa stiamo parlando.

StrutturaCapienzaCosa serve sapere
Lingotto3.100 postiIl più grande della città: praticamente non si riempie mai, tranne nelle fiere
Bolzano858 postiCentro, vicino a Porta Susa: si satura nelle ore di ufficio
Palagiustizia616 postiMolto usato la mattina nei giorni di udienza
Roma San Carlo Castello786 postiIl più centrale, sotto le piazze auliche

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Cosa NON mostra, ed è metà del problema

Qui sta il motivo per cui la mappa di 5T da sola non basta, e conviene saperlo prima di fidarsi.

Non ci sono le strisce blu. La mappa copre i parcheggi in struttura, cioè quelli con una sbarra e un contatore all’ingresso. La sosta su strada — che a Torino è la stragrande maggioranza dei posti e quella che la gente cerca davvero — non è contata da nessun sensore e non compare.

Non tutte le strutture trasmettono. Il Roma San Carlo Castello, per fare l’esempio più vistoso, dichiara 786 posti di capienza ma alla voce posti liberi mostra «N.D.»: il dato non arriva. Una struttura senza dato non è una struttura vuota, e nemmeno una piena: è semplicemente un buco nell’informazione.

Non è una previsione. Ti dice quanti posti ci sono adesso, non quanti ce ne saranno quando arrivi. Per un parcheggio a venti minuti di distanza in un’ora di punta è una differenza che conta.

Come si usa bene

  • Guardalo prima di partire, non mentre guidi. Il valore è decidere la destinazione, non cambiare idea in corsa.
  • Usalo per escludere, più che per scegliere. Se una struttura segna pochi posti liberi, sai già di non andarci. È l’informazione più affidabile che ti dà.
  • Diffida dei numeri molto alti a ridosso di un evento. Il dato è del momento in cui lo guardi, e mezz’ora prima di un concerto o di una fiera può invecchiare in fretta.
  • Se la voce è «N.D.», trattala come un’incognita, non come una buona notizia: quella struttura va verificata in un altro modo.
  • Per la sosta su strada serve altro. Lì il dato pubblico non esiste, e l’unica strada è ragionare su cosa sai del quartiere e dell’ora.

Il pezzo che manca, e come lo copriamo noi

La sosta in struttura è misurata perché c’è una sbarra che conta. La sosta in strada non è misurata da nessuno, e sono proprio i posti che cerca la maggior parte delle persone.

La nostra mappa lavora su quel pezzo: censimento degli stalli blu e bianchi via dati aperti, perimetri della ZTL e stime di probabilità costruite su orario, giorno e caratteristiche della zona. Non è un sensore e non finge di esserlo: è una stima dichiarata come tale.

I due strumenti sono complementari, non alternativi. Per una struttura, 5T è il dato vero. Per la strada, il dato vero non esiste e resta il ragionamento.

Con KIVO

C’è poi la terza via, che nessuna delle due mappe copre perché non è una mappa di posti pubblici: il posto privato prenotato.

Box e cortili dei torinesi sono la capienza invisibile della città, quella che non compare in nessuna statistica sulla sosta. Prenotandone uno prima, il problema di quanti posti liberi ci siano quando arrivi smette di esistere: quello è tuo.

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Domande frequenti

Cos’è la mappa dei parcheggi di 5T?

È il servizio pubblico di infomobilità dell’area torinese, consultabile sul portale Muoversi a Torino: elenca una trentina di parcheggi in struttura con la capienza e, quando il dato arriva, i posti liberi in tempo reale.

La mappa 5T mostra i posti liberi sulle strisce blu?

No, e è il suo limite principale. Copre solo i parcheggi in struttura, dove una sbarra conta gli ingressi. La sosta su strada non è monitorata da sensori e non compare.

Perché alcuni parcheggi segnano «N.D.»?

Perché quella struttura in quel momento non sta trasmettendo il dato. Non significa che sia vuota né che sia piena: significa che l’informazione non c’è e va verificata in altro modo.

Quanto è aggiornato il dato dei posti liberi?

È un dato del momento in cui lo consulti, non una previsione. Per decidere dove andare prima di partire è affidabile; per fidarsi del numero esatto dopo venti minuti di traffico, molto meno.

Qual è il parcheggio in struttura più grande di Torino?

Il Lingotto, con circa 3.100 posti. Proprio per le dimensioni è quello che si riempie meno spesso, tranne nelle giornate di fiera al Lingotto Fiere e all’Oval.

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Le guide dei quartieri citati

Fonti: Muoversi a Torino — parcheggi in struttura e posti liberi · GTT — Parcheggi in struttura · Città di Torino — Sosta

Giulia Grussu & Stefano Puggioni — fondatori di KIVO

Abbiamo costruito KIVO a Torino, dove viviamo e dove parcheggiamo ogni giorno. Per farlo abbiamo mappato oltre 11.000 stalli fra strisce blu, bianche e zone di sosta della città: queste guide nascono da quei dati e dagli stessi giri a vuoto che fai tu.

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