Una moto parcheggiata in uno stallo a strisce blu a Torino

Le moto pagano le strisce blu a Torino?

La risposta breve è no, e la risposta lunga è più interessante: l’esenzione vale sul pagamento, non sul diritto di occupare qualunque posto. Sono due cose diverse.

Aggiornato il 28 settembre 2026 · di Giulia Grussu e Stefano Puggioni, fondatori di KIVO · 3 min di lettura

La risposta: a Torino non si paga

Sulle strisce blu di Torino motocicli e ciclomotori non pagano la sosta.

Vale per le moto e vale per gli scooter, ed è una delle ragioni per cui in città le due ruote sono così diffuse.

Non è una regola nazionale ed è bene saperlo: è un’esenzione stabilita localmente, e un altro Comune può decidere diversamente.

Chi si sposta fra città diverse non può dare per scontato che valga ovunque.

Esenzione dal pagamento non vuol dire diritto di stare ovunque

È la distinzione che genera quasi tutte le contestazioni, e sta tutta in una riga.

L’esenzione riguarda il pagamento, non il diritto di occupare un qualunque stallo.

Se un segnale riserva quel posto alle autovetture — il cartello con la P e il simbolo dell’auto — la moto non può starci, gratis o a pagamento che sia.

Allo stesso modo, non pagare non autorizza a lasciare il mezzo fuori dalle strisce, sul marciapiede o in mezzo a un varco.

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Dove la moto non può stare comunque

Le regole generali di fermata e sosta valgono per tutti i veicoli, due ruote comprese: sono quelle dell’articolo 158 del Codice della Strada.

Restano vietati gli spazi riservati, i passi carrabili, gli stalli per persone con disabilità senza titolo, le aree di carico e scarico negli orari indicati e i tratti dove un segnale vieta la sosta.

Le strisce gialle riservate ai residenti restano riservate ai residenti anche per le moto: il colore della striscia conta più del tipo di veicolo.

E lo stallo con la colonnina di ricarica non è un posto per due ruote che non ricaricano.

Il vero costo della moto in città non è la sosta

Se la sosta non si paga e il posto si trova quasi sempre, il problema di chi ha una moto a Torino è un altro: lasciarla in strada tutta la notte.

Intemperie, atti vandalici e furti pesano su un mezzo che non ha una carrozzeria da chiudere a chiave.

È la ragione per cui, fra tutti i profili, chi ha una moto è quello più disposto a pagare per un posto chiuso anche piccolo.

Un box non serve intero: bastano due metri per due, e in molti cortili quello spazio avanza accanto a un’auto.

Cosa cambia se la moto è elettrica

Sulla sosta a Torino non cambia niente, perché le due ruote non pagano già di loro.

Le esenzioni pensate per i veicoli elettrici riguardano soprattutto le automobili, e sono anche quelle decise Comune per Comune.

Quello che cambia è il bisogno di una presa: una moto elettrica si ricarica come una bicicletta elettrica, ma richiede comunque un posto proprio dove farlo.

E questo sposta il valore dal posto in strada, che è gratuito, al posto chiuso con una presa, che non lo è.

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Domande frequenti

Le moto pagano le strisce blu a Torino?

No: motocicli e ciclomotori sono esentati dal pagamento della sosta sulle strisce blu di Torino. È un’esenzione stabilita localmente, non una regola nazionale.

Vale anche per gli scooter e i motorini?

Sì: l’esenzione riguarda motocicli e ciclomotori, quindi comprende scooter e motorini.

Allora la moto può stare in qualunque stallo?

No, ed è la confusione più comune. L’esenzione riguarda il pagamento, non il diritto di occupare un posto: se un segnale lo riserva alle autovetture, la moto non può starci.

Le moto possono stare sulle strisce gialle?

No, se sono riservate ai residenti restano riservate ai residenti anche per le due ruote. Il colore della striscia conta più del tipo di veicolo.

In altre città le moto pagano?

Dipende dal Comune. Ogni amministrazione disciplina la materia con provvedimenti propri, quindi l’esenzione torinese non si può dare per scontata altrove.

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Fonti: Art. 158 Codice della Strada — divieto di fermata e di sosta · GTT — sosta nelle strisce blu: tariffe e orari

Giulia Grussu & Stefano Puggioni — fondatori di KIVO

Abbiamo costruito KIVO a Torino, dove viviamo e dove parcheggiamo ogni giorno. Per farlo abbiamo mappato oltre 11.000 stalli fra strisce blu, bianche e zone di sosta della città: queste guide nascono da quei dati e dagli stessi giri a vuoto che fai tu.

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