Vista di Torino con la Mole all’orizzonte

Chi c’è dietro KIVO: due persone, una città, un obiettivo

Dietro l’app non c’è un fondo né una multinazionale: ci sono due persone a Torino — una psicologa clinica e un ingegnere — un incubatore del Politecnico come advisor, e un box che restava vuoto tutta la settimana.

Aggiornato il 25 agosto 2026 · di Giulia Grussu e Stefano Puggioni, fondatori di KIVO · 4 min di lettura

Da dove è nata

Da una situazione concreta e piuttosto banale: un box in zona semicentrale che restava vuoto tutta la settimana lavorativa, mentre a duecento metri la gente girava a vuoto cercando posto.

Detta così sembra ovvia, ma il passaggio non è ovvio per niente: quel box vuoto non era un problema per il suo proprietario. Diventa un’occasione solo quando esiste un modo semplice, sicuro e legale per farlo usare a un estraneo per due ore — e quel modo, a Torino, non c’era.

Il secondo pezzo è arrivato guardando fuori. In Inghilterra JustPark fa esattamente questo da anni con milioni di automobilisti registrati; negli Stati Uniti SpotHero è cresciuta fino a essere acquisita. Il modello esiste, funziona ed è stato validato altrove: in Italia semplicemente non lo aveva ancora fatto nessuno bene.

Chi lo fa

Due persone, con ruoli separati e non sovrapposti.

Giulia Grussu — CEO e co-fondatrice. Psicologa clinica abilitata: laurea magistrale all’Università di Padova dopo la triennale in Psicologia a Torino, esame di Stato superato. La sua materia è la psicologia del consumatore, e in KIVO non è un fregio da curriculum — decide come è fatta l’esperienza d’uso e come sono costruite le leve che fanno riaprire l’app. Prima è stata amministratrice di OurFitHub a Milano, dove ha tenuto il ciclo completo — contabilità, amministrazione, supervisione di un team di dieci persone. In KIVO guida la visione di prodotto, la crescita e l’acquisizione degli host: la parte che fa incontrare due categorie di persone che non si conoscono.

Stefano Puggioni — CTO e co-fondatore. Ingegnere biomedico, laurea magistrale al Politecnico di Torino, con un percorso che ha unito il metodo analitico dell’ingegneria a competenze di digital marketing e sviluppo e-commerce. Prima Office & Administrative Manager per Infobiz.com, oggi direttore operativo di Infrastrutture AI, dove guida oltre venti collaboratori e ha seguito l’automazione e l’integrazione di sistemi AI per più di 180 imprese fra il 2025 e il 2026. In KIVO tiene l’architettura tecnologica, gli algoritmi di previsione della disponibilità e l’infrastruttura di automazione: è la parte che decide se il servizio regge quando lo apri.

La divisione non è di facciata: in un mercato a due lati servono esattamente due cose diverse. Qualcosa che funzioni tecnicamente sotto carico, e qualcuno che convinca un proprietario di box e un automobilista in ritardo a fidarsi l’uno dell’altro. Sono mestieri distinti, e provare a farli fare alla stessa persona è il modo più comune di farne male uno dei due.

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Con chi

KIVO è stata ammessa a I3P, l’incubatore del Politecnico di Torino, che ci fa da advisor. Partecipiamo a Start Cup Piemonte Valle d’Aosta 2026 nella categoria ICT, sul tema della mobilità urbana.

Non lo scriviamo per fare curriculum: lo scriviamo perché è una delle poche cose che chi legge può andare a verificare da solo, e su una piattaforma nuova che maneggia pagamenti la verificabilità conta più dell’entusiasmo.

Lo sviluppo è nostro, i pagamenti passano da Stripe, l’app è pubblicata su entrambi gli store con editore e data di pubblicazione visibili. Sono tutte cose controllabili in cinque minuti senza fidarsi di noi.

Dove vogliamo arrivare, e in che ordine

L’obiettivo non è «essere in venti città». È rendere Torino un posto dove trovare parcheggio non è un problema, e solo dopo ripetere la cosa altrove.

In pratica significa tre traguardi, in quest’ordine. Primo: abbastanza posti privati nei quartieri densi perché chi cerca trovi davvero, non formalmente. Secondo: una mappa della sosta cittadina più aggiornata di qualunque altra, costruita anche dalle segnalazioni di chi ci passa. Terzo: il posto fisso mensile a fasce, che è il modo di risolvere il problema alla radice per chi lo ha ogni giorno.

C’è anche una cosa che non vogliamo fare, e la scriviamo perché è una linea di confine: su KIVO non si prenota né si paga per un posto su suolo pubblico. Le strisce blu si possono guardare sulla mappa come informazione, mai vendere. Rivendere sosta pubblica è un modello che altrove è finito male, ed è giusto che finisca male.

Se stai leggendo perché hai un box vuoto o perché giri a vuoto ogni mattina, siamo esattamente le due persone che volevamo far incontrare.

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La mascotte di KIVO

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Domande frequenti

Chi ha fondato KIVO?

Due persone a Torino: Giulia Grussu, CEO e co-fondatrice, psicologa clinica con esperienza di amministrazione d’impresa, che guida prodotto e crescita; e Stefano Puggioni, CTO e co-fondatore, ingegnere biomedico e direttore operativo di un’azienda di infrastrutture AI, che tiene la tecnologia.

KIVO è appoggiata da qualche istituzione?

È stata ammessa a I3P, l’incubatore del Politecnico di Torino, che le fa da advisor, e partecipa a Start Cup Piemonte Valle d’Aosta 2026 nella categoria ICT.

Perché è nata proprio a Torino?

Perché ci viviamo e perché la dimensione della città funziona: abbastanza grande da produrre numeri significativi, abbastanza contenuta da poter essere coperta quartiere per quartiere.

Si può prenotare un posto sulle strisce blu con KIVO?

No, e non lo faremo: le strisce blu sono suolo pubblico e sulla mappa stanno solo come informazione. Le transazioni riguardano esclusivamente posti su proprietà privata.

Continua a leggere

KIVO su TorinoToday: il dossier sui garage privati, riassunto da noi →Perché si chiama KIVO: «qui vò», e una K che sta per chiave →Cos’è KIVO e come funziona: la guida completa →Perché KIVO per ora è solo a Torino (e cosa serve per aprire altrove) →KIVO è sicuro? Come funzionano pagamenti, identità e garanzie →Recensioni su KIVO: chi può lasciarle e cosa dicono →Come si affitta un posto auto su KIVO: la guida per gli host →La mappa di KIVO: cosa mostra, e cosa non promette →

Le guide dei quartieri citati

Fonti: KIVO su App Store · KIVO — termini di servizio e condizioni · Comune di Torino — Sosta

Giulia Grussu & Stefano Puggioni — fondatori di KIVO

Abbiamo costruito KIVO a Torino, dove viviamo e dove parcheggiamo ogni giorno. Per farlo abbiamo mappato oltre 11.000 stalli fra strisce blu, bianche e zone di sosta della città: queste guide nascono da quei dati e dagli stessi giri a vuoto che fai tu.

Scrivici: info@kivo-app.it · Cos’è KIVO

Tariffe e regole possono cambiare: fanno fede segnaletica, ordinanze del Comune di Torino e pagine ufficiali GTT. · ↑ Torna su

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