Cosa dice il Codice, e cosa non dice
Conviene separare le due cose, perché vengono raccontate insieme e non sono la stessa.
Il Codice della Strada, all’articolo 157, prescrive che durante la sosta il veicolo abbia il motore spento, e che sia collocato «il più vicino possibile al margine destro della carreggiata, parallelamente ad esso e secondo il senso di marcia».
Quello che il Codice non fa è dettare quale marcia inserire. La regola «prima in salita, retromarcia in discesa» non è un articolo di legge: è la pratica corretta che si insegna a scuola guida e che serve a un obbligo più generale — lasciare il veicolo in condizioni di sicurezza, cioè in modo che non si muova da solo.
La distinzione non è accademica: sapere che l’obbligo è il risultato e non il gesto aiuta a capire cosa fare nei casi che la regoletta non copre.
La pratica corretta, e la logica dietro
Il principio è uno: se il freno di stazionamento cede, qualcosa deve fermare l’auto prima che prenda velocità.
- In salita: prima marcia, e ruote girate verso l’esterno della carreggiata o, se c’è, verso il cordolo. Se l’auto arretra, la compressione del motore la frena e la ruota trova il cordolo.
- In discesa: retromarcia, ruote girate verso il cordolo. La logica è la stessa al rovescio: l’auto tenderebbe a scendere, e la retromarcia si oppone a quel senso.
- In piano: una marcia qualsiasi, tradizionalmente la prima. Non è irrilevante come sembra: il piano perfetto non esiste, e una marcia inserita costa zero.
- Sempre e comunque il freno di stazionamento. La marcia è la seconda sicurezza, non la prima. Chi mette la marcia e dimentica il freno a mano ha fatto il gesto e mancato l’obiettivo.

Il cambio automatico, che cambia le cose
Su un’auto automatica il discorso della marcia non si applica come sull’altra, e la sequenza corretta è diversa da quella che molti fanno.
La posizione P inserisce un dispositivo meccanico che blocca la trasmissione. Ed è per questo che l’ordine conta: prima il freno di stazionamento, poi la P. Se metti P per prima su una pendenza, tutto il peso dell’auto va a caricarsi su quel dispositivo, che poi «scatta» quando lo togli e si consuma nel tempo.
Con il freno inserito prima, il veicolo è già fermo quando arriva la P, e la P fa solo la sua parte di sicurezza aggiuntiva. È una differenza che non si vede il primo giorno e si vede al terzo anno.
Sulle elettriche vale lo stesso ragionamento, con un’aggiunta: molte inseriscono il freno di stazionamento da sole allo spegnimento, ma «molte» non è «tutte» e non è un motivo per non controllare.
I tre casi in cui la regoletta non basta
Sono le situazioni in cui vale la pena pensare al principio invece che ripetere la formula.
Pendenze forti. Su una discesa ripida, marcia e freno possono non bastare da soli: girare le ruote verso il cordolo diventa la sicurezza che conta davvero, perché trasforma un eventuale movimento in un contatto invece che in una corsa.
Fondo ghiacciato o sconnesso. Il freno di stazionamento tiene meno di quanto tiene sull’asfalto asciutto, e su una pendenza con ghiaccio la geometria delle ruote conta più della marcia.
Soste molto lunghe. Lasciare il freno a mano tirato per settimane, soprattutto con umidità, può far aderire le ganasce. In un box asciutto non è un problema; all’aperto in inverno, per chi lascia l’auto ferma un mese, la marcia inserita più un cuneo è la scelta più prudente.
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Domande frequenti
Che marcia si mette quando si parcheggia in salita?
La prima, con le ruote girate verso il cordolo. La logica è che se il freno di stazionamento cede, la compressione del motore frena l’arretramento e la ruota trova il cordolo.
E in discesa?
La retromarcia, con le ruote girate verso il cordolo: si oppone al senso in cui l’auto tenderebbe a muoversi.
Il Codice della Strada obbliga a inserire una marcia?
Il Codice prescrive che durante la sosta il motore sia spento e che il veicolo sia collocato correttamente lungo il margine destro, ma non detta quale marcia inserire. La regola «prima in salita, retromarcia in discesa» è la pratica corretta per lasciare il veicolo in sicurezza.
Con il cambio automatico cosa si fa?
Prima si inserisce il freno di stazionamento, poi la posizione P. Facendo il contrario su una pendenza tutto il peso dell’auto si carica sul dispositivo di blocco della trasmissione, che si consuma.
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Fonti: Art. 157 Codice della Strada — Arresto, fermata e sosta dei veicoli · Art. 158 Codice della Strada — Divieto di fermata e di sosta
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