Nel Codice la consegna non esiste
È il punto di partenza e spiega quasi tutto il resto: il Codice della Strada non ha una categoria «consegna». Ha la fermata e la sosta, e chi consegna ricade nell’una o nell’altra a seconda di cosa fa.
La differenza sta nel conducente: nella fermata resta a bordo e pronto a ripartire, nella sosta si allontana. Un rider che scende, entra in un portone e sale al terzo piano non è in fermata: è in sosta, per quanto breve.
Questo cambia il quadro, perché ci sono punti in cui la fermata è tollerata e la sosta no, e altri in cui è vietata anche la fermata.
I tre errori che costano di più
Sono quelli che si ripetono ogni giorno, e nessuno dei tre è coperto dalle quattro frecce.
- La doppia fila. È la più frequente e la meno difendibile: il veicolo fermo accanto a quelli in sosta restringe la carreggiata. Le quattro frecce non sono un titolo, sono una segnalazione.
- Il marciapiede. Salire con due ruote «solo un attimo» è sosta su marciapiede a tutti gli effetti, e su questa i controlli sono frequenti perché la segnalano i pedoni.
- Lo spazio riservato. Fermarsi in uno stallo per disabili, in uno per il carico e scarico senza titolo, o alla fermata del bus — dove il divieto vale anche entro quindici metri dal cartello — sono tre violazioni distinte e tutte più pesanti della sosta ordinaria.
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Cosa si rischia, in cifre
Le violazioni della sosta stanno nell’articolo 158 e sono a fasce: per le automobili si parte da 42 euro nella fascia base e si arriva a 344 in quella intermedia, dove rientrano gli spazi riservati.
Le violazioni sul come si lascia il veicolo stanno invece nell’articolo 157 — margine destro, senso di marcia — e valgono da 42 a 173 euro.
E c’è la regola che moltiplica, che per chi lavora tutti i giorni è quella che pesa: l’articolo 158 al settimo comma applica la sanzione per ogni giorno in cui la violazione si protrae. Per un giro di consegne quotidiano il conto non è un verbale, è una voce di costo.
Un dato utile: le violazioni di sosta non tolgono punti dalla patente, e questo per chi guida per lavoro cambia parecchio. Ma il denaro resta.
Cosa è consentito, e come organizzarsi
Le due strade legittime esistono e sono meno comode ma reali.
La prima sono gli stalli di carico e scarico, dove il titolo e le fasce orarie li fissa la segnaletica, e dove si resta il tempo delle operazioni e non del giro.
La seconda, quella che usano le attività che consegnano ogni giorno senza raccogliere verbali, è un punto d’appoggio fisso: un box o un posto privato in zona, dove lasciare il mezzo e fare l’ultimo tratto a piedi o in bici. Non è elegante, ma è l’unica che regge sulla ripetizione.
Per le due ruote il quadro è più favorevole: gli stalli dedicati esistono e in molte città, Torino compresa, le due ruote non pagano la sosta sulle blu. Ma restano riservati alle due ruote, e questo vale anche al contrario.
Il centro storico è un capitolo a parte
Dentro le aree pedonali la questione cambia natura: lì non basta la disciplina della sosta, perché serve prima un titolo di transito, e la fermata per carico e scarico ha fasce orarie fissate dal provvedimento che istituisce l’area.
Le due autorizzazioni sono distinte e avere quella di accesso non copre la fermata. Le violazioni, in quel caso, si sommano.
Ne abbiamo scritto a parte, perché per chi consegna in centro a Torino è il pezzo che vale di più.
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Domande frequenti
Un rider può fermarsi in doppia fila per due minuti?
No, e le quattro frecce non lo autorizzano: sono una segnalazione, non un titolo. Il Codice non ha una categoria «consegna», ha la fermata e la sosta, e chi scende ed entra in un portone è in sosta anche se dura poco.
Qual è la differenza fra fermata e sosta per chi consegna?
Nella fermata il conducente resta a bordo e pronto a ripartire, nella sosta si allontana. È la distinzione che decide tutto, perché ci sono punti in cui la fermata è consentita e la sosta no, e punti in cui è vietata anche la fermata.
Quanto si rischia?
Le violazioni di sosta dell’articolo 158 vanno da 42 euro nella fascia base a 344 in quella intermedia, dove rientrano gli spazi riservati; quelle sul modo di lasciare il veicolo, articolo 157, da 42 a 173. E il settimo comma dell’articolo 158 applica la sanzione per ogni giorno in cui la violazione si protrae, il che per un giro quotidiano cambia l’ordine di grandezza.
Le multe di sosta tolgono punti a chi guida per lavoro?
No: le violazioni di fermata e sosta non sono fra quelle elencate nella tabella allegata all’articolo 126-bis, quindi non comportano decurtazione. Per chi guida per lavoro è una differenza importante, ma resta il costo in denaro, che si moltiplica per i giorni.
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Consegne in zona pedonale: come funziona davvero →Carico e scarico a Torino: chi può fermarsi e quando →Parcheggiare in doppia fila a Torino: cosa si rischia davvero →Sosta sul marciapiede: quando è multa e quanto costa →Sosta alla fermata del bus: i quindici metri che quasi nessuno conosce →Le multe per divieto di sosta togliono punti dalla patente? →Le guide dei quartieri citati
Fonti: Art. 157 Codice della Strada — Arresto, fermata e sosta dei veicoli · Art. 158 Codice della Strada — Divieto di fermata e di sosta
Giulia Grussu & Stefano Puggioni — fondatori di KIVO
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