Il profilo della zona, che è anomalo
Piazza Crimea sta a Borgo Po, ai piedi della collina, dove la città finisce e cominciano le strade in salita. E il suo profilo di sosta non somiglia a nessun altro quartiere.
Nella nostra mappa, entro trecento metri, non c’è una sola striscia blu né una sola striscia bianca. Gli unici trentadue elementi censiti sono 17 stalli riservati ai disabili e il resto fermate. Allargando a seicento metri il quadro non cambia: zero blu, zero bianche, 26 posti per disabili.
Non vuol dire che non si parcheggia. Vuol dire che qui la sosta non è regolamentata: si lascia l’auto lungo le strade dove non c’è divieto, e la responsabilità di leggere i cartelli è tutta di chi guida.
Dove si trova posto, in pratica
Le vie con qualcosa di mappato sono corso Fiume, con undici elementi, viale Giacomo Curreno e corso Lanza. Allargando compaiono corso Moncalieri e di nuovo corso Lanza.
Il giro che funziona è scendere verso il fiume: corso Moncalieri e la fascia lungo il Po hanno strade più larghe e più spazio di quelle che salgono. Le vie della collina sono strette, spesso con muri di cinta da un lato, e in molte la sosta è materialmente impossibile.
Il rischio vero di questa zona non è la multa da parcometro, che non esiste: è lasciare l’auto in una curva o davanti a un cancello. In collina i passi carrabili sono tantissimi e le curve cieche pure.

I diciassette stalli riservati
Sono un numero alto per una zona così piccola, e vale la pena capire perché ci sono.
La collina è un posto difficile per chi si muove con fatica: pendenze, marciapiedi stretti, poche fermate. Gli stalli riservati sono la compensazione, e stanno vicino ai punti di accesso.
Per chi ha il contrassegno europeo questo è quindi uno dei rari casi in cui la zona è più accessibile per chi ha il permesso che per chi non ce l’ha. In assenza di strisce blu, poi, la questione del pagamento non si pone nemmeno.
Arrivarci senza auto
È la scelta che risolve, specie se il tuo obiettivo è la collina e non la piazza.
Piazza Crimea è servita dalle linee che passano lungo corso Moncalieri e dal ponte che la collega al centro: da piazza Vittorio Veneto e dalla Gran Madre si arriva a piedi in una quindicina di minuti lungo il fiume.
Chi sale in collina per un ristorante, una villa o una passeggiata fa bene a considerare il piano che i torinesi usano da sempre: auto in città, ultimo pezzo a piedi o in bus. In salita l’auto è un problema, non una comodità.
Se ti serve un posto certo
Sui nostri annunci la zona non è coperta da vicino: il posto più prossimo è un box in via Berthollet, a circa ottocento metri, dall’altra parte del fiume, a 3,00 € l’ora, e poco oltre un cortile in via Belfiore a 2,00 €.
Detto onestamente: in una zona dove la sosta su strada è libera e gratuita, prenotare ha senso solo per la certezza. Serve se arrivi in un weekend di bel tempo, quando la collina si riempie di chi va a fare una passeggiata, o se lasci l’auto per l’intera giornata.
Per una cena o una visita breve, il consiglio è più semplice: arrivare con calma e guardare bene i cartelli.
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Domande frequenti
Si paga la sosta in piazza Crimea?
No. Nella nostra mappa, entro trecento metri, non c’è nessuna striscia blu: la zona non è tariffata e la sosta è libera dove non c’è divieto.
Ci sono parcheggi gratuiti segnati?
Nemmeno quelli: entro seicento metri gli stalli bianchi censiti sono zero. Si sosta su strade senza segnaletica orizzontale, e la responsabilità di leggere i cartelli è di chi parcheggia.
Perché ci sono così tanti stalli per disabili?
Sono 17 entro trecento metri e 26 entro seicento. La collina ha pendenze e marciapiedi stretti: gli stalli riservati sono la compensazione e stanno vicino ai punti di accesso.
Dove conviene cercare posto?
Scendendo verso il fiume, su corso Moncalieri e nella fascia lungo il Po: le strade sono più larghe. Le vie che salgono in collina sono strette e spesso non permettono la sosta.
Qual è il rischio principale in quella zona?
Non il parcometro, ma la sosta in curva o davanti a un passo carrabile: in collina le curve cieche e i cancelli privati sono moltissimi.
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Fonti: GTT — Sosta sulle strisce blu, tariffe e orari
Giulia Grussu & Stefano Puggioni — fondatori di KIVO
Abbiamo costruito KIVO a Torino, dove viviamo e dove parcheggiamo ogni giorno. Per farlo abbiamo mappato oltre 11.000 stalli fra strisce blu, bianche e zone di sosta della città: queste guide nascono da quei dati e dagli stessi giri a vuoto che fai tu.
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