Un’auto con targa straniera parcheggiata in una via italiana

Multa con targa estera: chi paga, entro quando e come si riscuote

L’idea che una targa straniera renda invisibili è vecchia di trent’anni e non regge più. Ma i termini sono diversi, e in un caso specifico la faccenda si complica per il conducente.

Aggiornato il 22 ottobre 2026 · di Giulia Grussu e Stefano Puggioni, fondatori di KIVO · 6 min di lettura

Il termine di notifica è diverso

La regola generale è che un verbale non contestato immediatamente va notificato entro novanta giorni dall’accertamento. Per i soggetti residenti all’estero l’articolo 201 del Codice prevede un termine molto più ampio: trecentosessanta giorni. La ragione è pratica: risalire a un intestatario tramite un’autorità di un altro Paese richiede più tempo.

La conseguenza per chi riceve la busta è la stessa in entrambi i casi: la prima cosa da controllare sono le due date, quella dell’accertamento e quella della notifica. Una multa arrivata dopo sette o otto mesi a un intestatario estero può essere perfettamente regolare.

Il resto del verbale segue le regole di sempre: gli elementi obbligatori, i sessanta giorni per pagare in misura ridotta o per fare ricorso, i cinque giorni per la riduzione del 30%.

Il nuovo Codice approvato in esame preliminare dal Consiglio dei ministri il 13 ottobre 2026 porterebbe a 45 giorni il termine dei Comuni per notificare gli accertamenti a distanza, ma non è ancora in vigore: oggi valgono i termini qui sopra.

Perché l’idea che «non arriva mai» non regge più

È una convinzione che risale a un’epoca in cui gli archivi dei veicoli non comunicavano fra loro.

Oggi esistono meccanismi di scambio di informazioni fra le autorità europee sui dati di immatricolazione e strumenti di cooperazione per la riscossione delle sanzioni pecuniarie fra Stati membri. Non sono immediati e non funzionano allo stesso modo con ogni Paese, ma esistono.

La conseguenza pratica è che una multa presa in Italia con targa di un altro Paese europeo può arrivare, e arrivare mesi dopo. Chi conta sul silenzio conta su una cosa che è diventata meno affidabile.

Per i Paesi extra-UE il quadro dipende dagli accordi esistenti e non è uniforme: lì la variabilità è reale. Va però nella direzione opposta al silenzio anche il nuovo Codice in esame, che prevede la riscossione coattiva delle sanzioni non pagate dagli utenti stranieri.

Hai un box o un posto auto che resta vuoto?

Anche solo per qualche ora al giorno puo’ diventare una rendita. Lascia i tuoi dati: ti chiamiamo entro 24 ore e ti aiutiamo noi a pubblicarlo, passo per passo. Gratis, e decidi tu prezzi e orari.

Ti contattiamo solo per questo. Niente newsletter, niente giro di terzi. Vuoi prima farti un’idea? Guarda quanto può rendere il tuo posto.

Il caso delicato: residente in Italia con auto estera

Questa è la situazione che crea più problemi, e non riguarda i turisti: riguarda chi vive qui.

La regola è nell’articolo 93-bis del Codice: un’auto immatricolata all’estero, di proprietà di chi ha preso la residenza in Italia, può circolare solo se viene immatricolata in Italia entro tre mesi dall’acquisizione della residenza. La contestazione, in quei casi, non è la multa di sosta: è la circolazione stessa del veicolo.

Le cifre sono di un altro ordine: da 400 a 1.600 euro per il proprietario, con ritiro del documento di circolazione e fermo del veicolo, e confisca se entro trenta giorni l’auto non viene immatricolata in Italia o portata oltre confine con l’autorizzazione.

Il secondo caso tipico è chi guida abitualmente l’auto di una società o di una persona all’estero: serve a bordo un documento firmato con data certa dall’intestatario che indichi titolo e durata della disponibilità, e oltre i trenta giorni, anche non continuativi, nell’anno solare la disponibilità va registrata al PRA. Senza documento la sanzione va da 250 a 1.000 euro; circolare senza la registrazione dovuta costa da 712 a 3.558 euro.

In entrambi i casi la questione va verificata prima, non quando arriva un verbale, perché la regolarizzazione ha tempi e la contestazione no. È il punto su cui vale la pena chiedere a chi si occupa di pratiche auto: l’errore costa più della somma di tutte le multe di sosta di un anno.

Cosa fare se la busta arriva

Le tappe sono le stesse, con due accortezze in più.

Controlla che il veicolo sia il tuo. Le targhe straniere vengono trascritte a mano più spesso di quelle italiane, e un carattere sbagliato è un errore documentale che si contesta facilmente.

Verifica il termine di notifica applicabile alla tua situazione: trecentosessanta giorni per chi risiede all’estero, novanta per chi risiede in Italia. È la verifica più rapida e quella che chiude più contestazioni.

Non ignorare la busta contando sulla distanza. Se il procedimento va avanti, l’importo cresce e i meccanismi di cooperazione possono essere attivati. E se resti o torni in Italia, la pratica ti aspetta.

Le strade per contestare sono le solite — ricorso al Prefetto entro sessanta giorni dalla notificazione, o al Giudice di Pace — con la complicazione dei tempi postali, che vanno calcolati per bene quando si scrive dall’estero.

Per chi viene a Torino da fuori

Se sei di passaggio e non conosci la città, la geografia delle regole è la parte più difficile.

A Torino convivono nello stesso centro una zona a sosta a pagamento e due ZTL con calendari diversi: la Centrale nei feriali dalle 7:30 alle 10:30 sabato escluso, l’Area Romana chiusa tutte le sere sabato e domenica compresi. Un navigatore ottimizzato per la distanza attraversa i varchi senza avvisare, e l’accesso non autorizzato costa da 83 a 332 euro — circa il doppio di una sosta vietata.

Per chi arriva da fuori la mossa che elimina più rischi è la più noiosa: decidere prima dove si lascia l’auto, e scegliere un posto fuori dal perimetro delle ZTL. Su un posto privato prenotato non c’è un parcometro da scadere né un divieto da violare; la ZTL invece si prende comunque se ci si passa, e per questo la scelta va fatta sulla mappa e non al volante.

Trova parcheggio a Torino in 30 secondi

Posti privati prenotabili, segnalazioni della community in tempo reale, pagamento protetto in app. Oppure apri KIVO nel browser →

Scarica KIVO su App StoreScarica KIVO su Google Play
La mascotte di KIVO

Hai un box o un posto auto che resta vuoto?

Anche solo per qualche ora al giorno puo’ diventare una rendita. Lascia i tuoi dati: ti chiamiamo entro 24 ore e ti aiutiamo noi a pubblicarlo, passo per passo. Gratis, e decidi tu prezzi e orari.

Ti contattiamo solo per questo. Niente newsletter, niente giro di terzi. Vuoi prima farti un’idea? Guarda quanto può rendere il tuo posto.

Domande frequenti

Una multa presa in Italia con targa estera arriva?

Può arrivare: esistono meccanismi di scambio di informazioni fra le autorità europee sui dati di immatricolazione e strumenti di cooperazione per la riscossione. Non sono immediati e non funzionano allo stesso modo con ogni Paese, ma esistono, e il Codice concede per la notifica ai residenti all’estero fino a trecentosessanta giorni.

Il termine di notifica è lo stesso?

No: per i residenti all’estero l’articolo 201 del Codice prevede trecentosessanta giorni dall’accertamento, contro i novanta previsti in generale. La verifica delle due date resta la prima cosa da fare.

Sono residente in Italia e ho un’auto immatricolata all’estero.

Per l’articolo 93-bis va immatricolata in Italia entro tre mesi dall’acquisizione della residenza. Altrimenti il proprietario rischia da 400 a 1.600 euro, il ritiro del documento, il fermo del veicolo e la confisca se non regolarizza entro trenta giorni. Conviene verificarlo prima, con chi si occupa di pratiche auto.

Guido l’auto di un’azienda estera: cosa devo avere?

Un documento a bordo, firmato con data certa dall’intestatario, che indichi titolo e durata della disponibilità; oltre i trenta giorni nell’anno solare, anche non continuativi, la disponibilità va registrata al PRA. Senza documento la sanzione va da 250 a 1.000 euro, senza registrazione da 712 a 3.558 euro.

Cosa rischio di più venendo a Torino da fuori?

La ZTL più della sosta: in centro convivono due zone a traffico limitato con calendari diversi, e l’accesso non autorizzato costa da 83 a 332 euro, circa il doppio di una sosta vietata. Un navigatore ottimizzato per la distanza attraversa i varchi senza avvisare.

Continua a leggere

Targa estera e sosta a Torino: cosa cambia davvero →Nessun avviso sul parabrezza e la multa arriva a casa: è valida? →La multa per la ZTL non è una multa per sosta: cosa cambia →ZTL Torino: orari, mappa dei varchi e novità 2026 →Arrivare a Torino in auto da fuori: dove lasciarla, per ogni direzione →Quanto costa davvero prenotare un parcheggio su KIVO →

Le guide dei quartieri citati

Fonti: Art. 201 Codice della Strada — Notificazione delle violazioni · Art. 7 Codice della Strada — Regolamentazione della circolazione nei centri abitati · Art. 202 Codice della Strada — Pagamento in misura ridotta · ACI — Art. 93-bis Codice della Strada, veicoli immatricolati all’estero condotti da residenti in Italia · Governo — Comunicato del Consiglio dei Ministri n. 192 (13 ottobre 2026), nuovo Codice della strada · Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti — Nuovo codice della strada: le principali novità (13 ottobre 2026)

Giulia Grussu & Stefano Puggioni — fondatori di KIVO

Abbiamo costruito KIVO a Torino, dove viviamo e dove parcheggiamo ogni giorno. Per farlo abbiamo mappato oltre 11.000 stalli fra strisce blu, bianche e zone di sosta della città: queste guide nascono da quei dati e dagli stessi giri a vuoto che fai tu.

Scrivici: info@kivo-app.it · Cos’è KIVO

Tariffe e regole possono cambiare: fanno fede segnaletica, ordinanze del Comune di Torino e pagine ufficiali GTT. · ↑ Torna su

Trova parcheggio a Torino in 30 secondi

Scarica l’app