Come si accorge, di solito
Passi in cortile dopo tre mesi e la basculante è aperta. Dentro c'è l'auto, ma lungo la parete ci sono sei scatoloni, due pneumatici, una scaffalatura di metallo e un paio di taniche. Il box è diventato una cantina.
La reazione istintiva è chiedersi se sei tu a essere pignolo. Non lo sei, e per un motivo che va oltre il contratto: in buona parte delle autorimesse quel deposito è vietato da una norma di sicurezza, e il primo a risponderne è chi ha il box.
La norma che quasi nessuno cita, e che chiude il discorso
Il decreto ministeriale del 1° febbraio 1986, che detta le norme di sicurezza per la costruzione e l'esercizio delle autorimesse, contiene al punto 10 le norme di esercizio. Il punto 10.1 dice testualmente che nell'autorimessa è vietato:
«a) usare fiamme libere; b) depositare sostanze infiammabili o combustibili; c) eseguire riparazioni o prove di motori; d) parcheggiare autoveicoli con perdite anormali di carburanti o lubrificanti». Il punto 10.2 aggiunge che entro l'autorimessa è proibito fumare, con l'obbligo di scriverlo a caratteri ben visibili.
La parola chiave è combustibili, non solo infiammabili. Cartone, legno, tessuti, mobili, pneumatici: sono tutti combustibili. Non stiamo parlando di bombole e taniche, che sono un caso ancora più grave: stiamo parlando degli scatoloni.
C'è anche un chiarimento del Ministero dell'Interno, del 10 ottobre 2002, che considera non conciliabili con le norme di esercizio perfino le operazioni di carico e scarico di merci nella corsia di manovra dei box.

A chi si applica davvero (e a chi no)
Qui va detta la cosa esatta, perché la norma non copre ogni box d'Italia e sostenere il contrario indebolirebbe la tua posizione invece di rafforzarla.
Le norme di prevenzione incendi si applicano alle autorimesse assoggettate ai controlli, oggi individuate in base alla superficie complessiva coperta: al di sopra dei 300 metri quadrati. In pratica: quasi tutte le autorimesse condominiali interrate e i piani box delle palazzine rientrano; tre box in un cortile privato, no.
Se il tuo box sta in un'autorimessa condominiale, quindi, il divieto di deposito non è una tua fissazione: è una regola di esercizio dell'attività, e riguarda tutti i box, anche quelli usati dai proprietari. Se invece hai un box isolato in un cortile, la norma non ti copre e resti sul terreno del contratto — che è comunque sufficiente.
Perché conviene a te, al di là della norma
Tre ragioni concrete, in ordine di peso.
- L'assicurazione. Un incendio partito da materiali depositati in violazione delle norme di esercizio è esattamente il tipo di evento su cui una compagnia contesta la copertura. E in un'autorimessa l'incendio di un box non resta in un box.
- Il condominio. Se l'amministratore o i vigili del fuoco rilevano depositi nei box durante un controllo, la contestazione arriva a chi ha la disponibilità del locale. Spiegare che è stato l'inquilino non ti toglie dal quadro, ti mette solo in mezzo.
- Il box stesso. Materiale appoggiato alle pareti trattiene l'umidità, copre le griglie di aerazione — che nei box hanno una superficie minima prescritta proprio per la ventilazione — e in pochi mesi produce muffa e ossidazione. Il costo lo scopri alla riconsegna.
La riga da mettere nel contratto
Prevenire costa una frase. Quella che funziona non dice «vietato usare il box come deposito», che è vago, ma definisce l'uso in positivo e poi esclude.
«Il locale è concesso esclusivamente per il ricovero di un veicolo. È vietato il deposito di qualsiasi materiale, e in particolare di sostanze infiammabili o combustibili, in conformità alle norme di esercizio delle autorimesse. Il conduttore risponde delle conseguenze della violazione.»
Tre effetti: definisce cosa si può fare, richiama la norma — che sposta la conversazione dal tuo gusto personale a un obbligo generale — e attribuisce la responsabilità. Se vuoi essere più flessibile, si può consentire espressamente un set di oggetti legati al veicolo: gomme stagionali, un box da tetto, un seggiolino. Meglio scriverlo che lasciarlo all'interpretazione.
Se sta già succedendo: i tre passaggi
Il caso in cui non c'è nessuna clausola e il box è già pieno è il più comune. Si risolve quasi sempre senza conflitto, se i passaggi sono nell'ordine giusto.
Primo: una comunicazione scritta, non una telefonata. Breve, cortese, che richiama la destinazione del locale e le norme di esercizio delle autorimesse, e che chiede la rimozione entro una data precisa — quindici giorni sono ragionevoli. La forma scritta serve perché documenta il momento in cui hai chiesto: se domani succede qualcosa, la differenza fra chi sapeva e non ha fatto niente e chi ha diffidato per iscritto è tutta.
Secondo: fotografa. Prima della rimozione e dopo. Con la data.
Terzo: se non succede niente, il richiamo passa alla diffida formale con raccomandata o PEC, indicando che l'inadempimento può portare alla risoluzione del contratto. Nella grandissima parte dei casi non si arriva qui: la prima lettera, quando cita la norma antincendio, funziona, perché chi la riceve capisce che non è una questione di rapporti personali.
Quando invece conviene dire di sì, e farsi pagare
Non tutti i depositi sono uguali, e c'è una domanda reale che vale la pena servire consapevolmente invece di subire.
Se il tuo spazio non sta in un'autorimessa soggetta alle norme antincendio — un box isolato, un locale al piano terra, una tettoia in cortile — il deposito di materiali non pericolosi è una scelta tua, e c'è chi lo cerca e paga di più: piccoli artigiani, chi trasloca, chi vende online.
In quel caso va gestito come un prodotto diverso: verifica prima cosa dice il regolamento condominiale sulla destinazione dei locali, escludi comunque per iscritto le sostanze infiammabili, e chiedi un canone superiore perché stai vendendo metri cubi e non un posto per un'auto. Alcuni proprietari trovano che sia il loro mercato migliore — ma è una decisione da prendere in anticipo, non da scoprire aprendo la basculante.
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Domande frequenti
Posso vietare all'inquilino di usare il box come deposito?
Sì, con una clausola che definisce l'uso consentito. E nelle autorimesse soggette alle norme antincendio non è nemmeno una tua scelta: il D.M. 1° febbraio 1986, al punto 10.1, vieta di depositare sostanze infiammabili o combustibili nell'autorimessa.
Gli scatoloni sono vietati o solo le sostanze infiammabili?
La norma parla di sostanze infiammabili o combustibili, e cartone, legno, tessuti, mobili e pneumatici sono combustibili. Il divieto quindi non riguarda solo taniche e bombole: riguarda anche gli scatoloni.
Il divieto vale per tutti i box?
Vale nelle autorimesse assoggettate ai controlli di prevenzione incendi, individuate in base alla superficie complessiva coperta oltre i 300 metri quadrati: in pratica quasi tutte le autorimesse condominiali e i piani box delle palazzine. Tre box isolati in un cortile privato non rientrano, e lì conta solo il contratto.
Cosa faccio se il box è già pieno di roba?
Prima una comunicazione scritta e cortese che richiami la destinazione del locale e le norme di esercizio, con una data precisa per la rimozione. Poi le foto prima e dopo, con la data. Solo se non succede niente si passa alla diffida formale con raccomandata o PEC.
Perché dovrebbe interessarmi, se il box lo usa lui?
Perché la contestazione di un controllo arriva a chi ha la disponibilità del locale, perché un incendio partito da materiali depositati in violazione delle norme è il caso tipico in cui l'assicurazione contesta la copertura, e perché il materiale appoggiato alle pareti copre le griglie di aerazione e produce umidità e muffa.
Posso affittare il box proprio come deposito?
Solo se lo spazio non ricade fra le autorimesse soggette alle norme antincendio e se il regolamento condominiale non vieta quella destinazione. In quel caso conviene gestirlo come un prodotto diverso: escludere per iscritto le sostanze infiammabili e chiedere un canone superiore, perché stai vendendo volume e non un posto auto.
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Contratto di affitto di un posto auto: come si fa, punto per punto →Il regolamento di condominio può vietare l’affitto del box? →Assicurazione e responsabilità quando affitti il box: chi paga i danni →Il box è umido o ha infiltrazioni: cosa fare prima di affittarlo →Se non se ne va alla scadenza: come si recupera il box →Affittare il box a un’azienda o a una flotta: cosa cambia →Cosa può rompersi in un box affittato (la lista è più corta di quanto pensi) →Le guide dei quartieri citati
Fonti: D.M. 1° febbraio 1986 — Norme di sicurezza per autorimesse (testo coordinato, Vigili del Fuoco)
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