Un’auto che esegue la manovra di parcheggio in parallelo fra due vetture

Come parcheggiare tra due macchine: il parallelo passo per passo

Non è una questione di sensibilità al volante: è una sequenza di riferimenti. Chi sbaglia il parallelo quasi sempre sbaglia la stessa cosa, e sta all’inizio.

Aggiornato il 28 settembre 2026 · di Giulia Grussu e Stefano Puggioni, fondatori di KIVO · 3 min di lettura

Quanto spazio serve davvero

La regola pratica è semplice: serve la lunghezza della tua auto più circa un metro e mezzo.

Su un’utilitaria da quattro metri vuol dire uno spazio di cinque e mezzo; su una berlina da quattro e settanta servono sei metri e mezzo.

Chi prova a infilarsi in meno di così non sta sbagliando la manovra: sta sbagliando il posto. Dieci secondi per valutarlo ne fanno risparmiare due minuti.

Sulle strade strette, dove la corsia residua è poca, conta anche quanto puoi sporgere mentre manovri senza bloccare chi arriva.

I cinque passaggi, in ordine

Primo: accosta parallelo all’auto davanti, a una quarantina di centimetri, allineando i due specchietti o i due montanti posteriori.

Secondo: inserisci la retromarcia e arretra dritto finché il tuo paraurti posteriore non supera il paraurti posteriore dell’auto accanto.

Terzo: sterza tutto verso il marciapiede e continua ad arretrare lentamente, guardando lo specchietto interno del lato marciapiede.

Quarto: quando l’auto è a circa quarantacinque gradi, raddrizza e arretra ancora. Quinto: sterza dalla parte opposta per allineare, e avanza di mezzo metro per centrarti fra i due.

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L’errore che fa fallire il parallelo

Quasi tutti gli errori hanno la stessa causa e nasce al primo passaggio.

Si comincia la manovra troppo avanti, cioè senza avere superato con il proprio posteriore il posteriore dell’auto accanto.

Da quella posizione la geometria non torna: il muso entra bene ma la coda resta fuori, e si finisce a fare tre o quattro correzioni.

Il secondo errore per frequenza è sterzare troppo presto: la ruota gira mentre l’auto è ancora ferma, e il risultato è un angolo sbagliato fin dall’inizio.

Come ci si accorge di essere dritti

Il riferimento migliore non è il cofano, è il marciapiede visto negli specchietti esterni: quando la sua linea è parallela al bordo dello specchietto da entrambi i lati, l’auto è dritta.

Sulle strisce, il controllo è ancora più semplice: la linea laterale deve restare alla stessa distanza dalle ruote davanti e dietro.

La distanza corretta dal bordo è di una ventina di centimetri: abbastanza da non sporgere in carreggiata, abbastanza da poter aprire la portiera.

Una ruota sul marciapiede non è un parcheggio riuscito: è un’occupazione dello spazio pedonale, e come tale viene trattata.

E quando proprio non ci sta

Il parallelo perfetto non risolve il problema vero di chi guida in città, che non è la manovra: è il numero di posti.

In un quartiere denso si può essere bravissimi e girare comunque venti minuti, perché la bravura non crea spazio.

Le auto oggi sono più larghe e più lunghe di vent’anni fa, mentre gli stalli sono rimasti quelli: è un problema che peggiora da solo.

È la ragione per cui un posto assegnato, anche piccolo, vale più di qualsiasi tecnica: perché toglie la manovra dall’equazione.

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Domande frequenti

Quanto spazio serve per parcheggiare in parallelo?

La lunghezza della propria auto più circa un metro e mezzo. Su un’utilitaria da quattro metri servono cinque metri e mezzo di spazio libero.

Da dove si comincia la manovra?

Accostati parallelo all’auto davanti, a una quarantina di centimetri, allineando gli specchietti. Poi si arretra dritto fino a superare il suo paraurti posteriore.

Perché il parallelo non riesce quasi mai?

Perché si comincia troppo avanti, senza avere superato con il proprio posteriore quello dell’auto accanto. Da lì la geometria non torna e servono tre o quattro correzioni.

A che distanza dal marciapiede bisogna restare?

Una ventina di centimetri: abbastanza da non sporgere in carreggiata e abbastanza da poter aprire la portiera. Una ruota sul marciapiede non è un parcheggio riuscito.

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Fonti: Art. 157 Codice della Strada — arresto, fermata e sosta dei veicoli · Art. 158 Codice della Strada — divieto di fermata e di sosta

Giulia Grussu & Stefano Puggioni — fondatori di KIVO

Abbiamo costruito KIVO a Torino, dove viviamo e dove parcheggiamo ogni giorno. Per farlo abbiamo mappato oltre 11.000 stalli fra strisce blu, bianche e zone di sosta della città: queste guide nascono da quei dati e dagli stessi giri a vuoto che fai tu.

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