Dove si trova
L’ospedale Oftalmico è in via Filippo Juvarra 19, nel quadrante fra corso Francia e via Cernaia: siamo a poche centinaia di metri da Porta Susa, e questo spiega da solo quasi tutto quello che segue.
È una struttura dell’ASL Città di Torino specializzata in oculistica, quindi il traffico che genera è fatto in larga parte di visite programmate e controlli, non di emergenze. È una differenza che conta: chi ci va sa in anticipo giorno e ora, e può organizzarsi — cosa che al pronto soccorso non si può fare.
I mezzi arrivano bene, ed è raro poterlo dire: oltre alla metropolitana, la zona è servita dalle linee 6, 10, 10 navetta, 13, 29, 46, 49, 51, 56, 59, 59/, 71, 72, 72/ e Star2.
La regola delle 18:30, che qui vale
Attorno ad alcuni ospedali di Torino il pagamento della sosta finisce alle 18:30 invece che alle 19:30. L’elenco comprende Molinette, Mauriziano, Maria Vittoria, Valdese, San Giovanni Vecchio, Gradenigo — e l’Oftalmico.
Vuol dire che per un appuntamento di tardo pomeriggio l’ultima ora è gratuita. Non è una cifra enorme, ma è la differenza fra pagare e non pagare in una zona dove la tariffa è fra le più alte della città, e soprattutto è la differenza fra un tagliando corretto e una multa per chi fa il conto al contrario.
Come sempre l’ultima parola è del parcometro e della segnaletica della singola via: la regola vale nell’area, non su ogni stallo del quartiere.

Perché la sosta qui è difficile davvero
Non è l’ospedale a saturare la zona: è il posto in cui l’ospedale si trova.
Siamo nel raggio di Porta Susa, con la stazione, gli uffici, i tribunali a poca distanza e il centro subito oltre. La domanda di sosta qui è generata da cinque cose diverse contemporaneamente, e l’ospedale è solo una delle cinque. Il risultato è che la difficoltà non ha orari di tregua nei giorni feriali: alle 9 è dura per gli uffici, alle 14 per il centro, alle 17 per il rientro.
La seconda ragione è la ZTL. La ZTL Centrale è attiva nei feriali dalle 7:30 alle 10:30 e il suo confine passa poco più in là: chi arriva da est e imposta il navigatore senza pensarci rischia di infilarsi in un varco per accorciare di trecento metri.
Cosa fare, in ordine di efficacia
Con un appuntamento a orario fisso, girare non è una strategia.
- Non portare l’auto. Con quindici linee di superficie più la metro, questa è una delle poche zone di Torino in cui il consiglio non è retorico. Per una visita oculistica c’è anche un motivo pratico in più: dopo una dilatazione della pupilla guidare è sconsigliato, e chi lo scopre all’uscita ha un problema serio.
- Il multipiano, se l’auto serve. In zona Porta Susa le strutture a barriera sono la sola disponibilità che non dipende dalla fortuna. Costano più della strada, ma su un appuntamento con orario il confronto giusto non è con la tariffa oraria: è con il rischio di arrivare in ritardo a una visita prenotata da mesi.
- Un posto privato prenotato nelle vie attorno. È l’unico modo di sapere prima di partire dove lascerai l’auto. Per chi torna più volte — un ciclo di controlli, un intervento con i suoi post-operatori — la formula mensile costa meno della somma delle singole soste.
- Se proprio giri, allarga subito. Restare nel raggio di due isolati dall’ingresso in questa zona non funziona quasi mai: conviene puntare direttamente a cinque minuti a piedi invece di fare tre giri da due minuti.
Il motivo per cui l’auto potrebbe proprio non servirti
Vale la pena insistere su questo punto perché è specifico di un ospedale oculistico e nessuno lo scrive.
Molti esami della vista prevedono colliri che dilatano la pupilla. L’effetto dura qualche ora, rende la vista annebbiata e la luce fastidiosa, e mettersi al volante in quelle condizioni non è una buona idea. Se l’appuntamento prevede un fondo oculare o una visita completa, la domanda giusta non è «dove parcheggio» ma «come torno a casa».
Se l’auto ti serve comunque — accompagni qualcuno, vieni da fuori città, hai difficoltà motorie — allora ha senso arrivare con il posto già deciso. Un box o un cortile privato prenotato nelle vie attorno toglie sia il giro a vuoto sia l’ansia dell’orario, e per un ciclo di controlli ripetuti conviene anche sui numeri rispetto alla sosta oraria.
Gli stalli riservati ai titolari di contrassegno disabili ci sono nelle vie limitrofe, ma sono pochi e quasi sempre occupati: se ti servono, il margine di tempo va calcolato sopra, non sotto.
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Domande frequenti
Dove si trova l’ospedale Oftalmico di Torino?
In via Filippo Juvarra 19, nel quadrante fra corso Francia e via Cernaia, a poche centinaia di metri da Porta Susa. È una struttura dell’ASL Città di Torino.
Attorno all’Oftalmico la sosta si paga fino alle 19:30?
No: l’Oftalmico è fra gli ospedali torinesi dove il pagamento della sosta finisce alle 18:30, un’ora prima del resto della città. Controlla comunque il parcometro della via.
Come si arriva all’Oftalmico con i mezzi?
Con la metropolitana e con le linee 6, 10, 10 navetta, 13, 29, 46, 49, 51, 56, 59, 59/, 71, 72, 72/ e Star2. È una delle zone meglio servite della città.
Conviene andare in auto a una visita oculistica?
Spesso no: molti esami prevedono colliri che dilatano la pupilla e rendono sconsigliata la guida per alcune ore. Se l’auto serve comunque, meglio arrivare con il posto già prenotato.
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Fonti: ASL Città di Torino — Ospedale Oftalmico · GTT — Poliambulatori e ospedali: come raggiungerli · GTT — Tariffe della sosta
Giulia & Stefano — fondatori di KIVO
Abbiamo costruito KIVO a Torino, dove viviamo e dove parcheggiamo ogni giorno. Per farlo abbiamo mappato oltre 11.000 stalli fra strisce blu, bianche e zone di sosta della città: queste guide nascono da quei dati e dagli stessi giri a vuoto che fai tu.
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Tariffe e regole possono cambiare: fanno fede segnaletica, ordinanze del Comune di Torino e pagine ufficiali GTT. · ↑ Torna su