Una pagina web aperta sul computer con la scheda dei parcheggi KIVO accanto

Cercare parcheggio a Torino dal computer, non dal telefono

Nessuno apre un’applicazione di parcheggi per decidere dove andare. Lo si decide mentre si compra il biglietto — e in quel momento si è davanti a uno schermo grande.

Aggiornato il 19 settembre 2026 · di Giulia Grussu e Stefano Puggioni, fondatori di KIVO · 6 min di lettura

Il momento in cui si decide non è quello in cui si parcheggia

C’è uno scarto che quasi nessun servizio di parcheggio tiene in conto. Il momento in cui una persona decide dove lasciare l’auto non è quando sale in macchina: è mezzora o tre giorni prima, mentre compra il biglietto di un concerto, prenota un tavolo, guarda l’indirizzo di uno studio medico.

In quel momento non ha in mano il telefono: ha davanti uno schermo grande, con aperta la pagina del posto dove deve andare. E l’informazione che gli servirebbe — *lì intorno si parcheggia?* — non c’è su quella pagina e non gli viene in mente di cercarla.

Per questo abbiamo messo KIVO dentro il browser, invece di aspettare che qualcuno si ricordi di aprire un’applicazione. L’estensione sta nella scheda che hai già aperto.

Le tre strade per arrivare a un posto

L’estensione entra in azione in tre modi diversi, pensati per tre situazioni diverse.

La pillola in pagina. Sui siti di pianificazione — mappe, biglietterie, alberghi, ristoranti — legge la destinazione e, solo se lì intorno c’è davvero un posto KIVO, fa comparire in basso a destra una riga discreta: *6 posti a 4 min a piedi, da 2,00 euro all’ora*. Un clic apre l’elenco con prezzi e stima del totale.

Il pannello dell’icona. Un clic sull’icona nella barra: la destinazione della scheda aperta è già compilata. Se la pagina non ne ha una, si scrive un indirizzo a mano. I posti escono ordinati per distanza, con i minuti a piedi, la valutazione e le caratteristiche.

Il tasto destro. Si seleziona un indirizzo ovunque — dentro un’email, in un messaggio, in un articolo — tasto destro, *Cerca un parcheggio KIVO per…*.

  • Stai guardando una mappa: la pillola compare da sola.
  • Sei su una pagina qualsiasi: clic sull’icona.
  • Hai un indirizzo scritto da qualche parte: lo selezioni e tasto destro.

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Come capisce dove vuoi andare

Legge la pagina in ordine, dalla fonte più affidabile alla più fragile, e si ferma alla prima che funziona.

Da dove leggeCosa prendeSu che siti funziona
L’indirizzo della mappaLe coordinate dentro il collegamentoGoogle Maps, OpenStreetMap
I dati strutturatiNome, indirizzo, coordinate, dateBiglietterie, alberghi, musei, ristoranti
Le etichette nascosteLatitudine e longitudine dichiarate nel codiceSiti con dati geografici dichiarati
Il testo della paginaUn indirizzo italiano scritto in chiaroTutto il resto

E se la pagina è un evento con una data

Qui c’è il pezzo che fa risparmiare più tempo, e nasce da un errore che facevamo tutti: prenotare la sosta con gli orari sbagliati.

Se la pagina che stai guardando è un evento con un orario di inizio e di fine — un concerto, uno spettacolo, una partita — gli orari della sosta si compilano da soli: arrivo quarantacinque minuti prima, uscita un’ora dopo la fine.

Sono i due margini che servono davvero: il tempo di arrivare a piedi e prendere posto, e il tempo di uscire senza correre quando la gente defluisce tutta insieme. Restano modificabili, ma nella maggior parte dei casi non c’è niente da toccare.

Le tre cose che non fa, ed è giusto dirle

Non compare se non ha niente da dirti. Fuori dalla zona coperta la pillola non si vede. Non è una limitazione nascosta: è una scelta, perché un riquadro che compare per dire «nessun risultato» è solo un fastidio.

Non funziona fuori Torino. La lettura dell’indirizzo dal testo scatta solo se la pagina nomina Torino o un CAP che comincia per 10. Senza quel vincolo una «via Roma» qualsiasi la farebbe scattare in mezza Italia, e mostrerebbe posti a duecento chilometri.

Il totale è una stima, e lo dice. Il calcolo riproduce quello dell’applicazione riga per riga — ore frazionarie, sconti per durata, commissione — ma l’unica cosa che il browser non può sapere sono le tariffe che un host imposta per date specifiche dal suo calendario. Per questo il numero è etichettato *stima* e la conferma arriva in fase di prenotazione.

Perché non chiede il permesso di leggere i siti che visiti

Questa è la parte che di solito nessuno spiega, e che invece dovrebbe essere la prima domanda da fare a qualunque estensione.

La parte che legge la pagina non parla con internet. Guarda il contenuto sullo schermo, ne ricava una destinazione, e la passa a un secondo pezzo — quello che sta fuori dalle pagine — che è l’unico a fare richieste di rete. Il contenuto della pagina non esce dal tuo computer: esce solo la destinazione.

La conseguenza pratica è che l’estensione non chiede il permesso di rete sui siti che visiti, che è il permesso più invasivo che un’estensione possa domandare. E l’interfaccia che compare in pagina vive in un contenitore isolato: il grafico del sito non ci tocca, e noi non tocchiamo il suo.

Intanto, dal browser si fa già tutto

L’estensione toglie dei passaggi, ma non è l’unica strada: kivo-app.it funziona dal computer esattamente come dal telefono, ricerca compresa. Si scrive l’indirizzo, si scelgono giorno e ora, si vedono i posti sulla mappa con il prezzo.

Vale la pena dirlo perché per una cosa il computer è semplicemente meglio del telefono: confrontare. Su uno schermo grande si vedono sei posti in una volta, con distanza e prezzo affiancati, e si capisce in dieci secondi se conviene pagare cinquanta centesimi in più per stare tre minuti più vicino.

E siccome a Torino la sosta su strada si paga dal lunedì al sabato dalle 8:00 alle 19:30, il conto va fatto prima di partire, non davanti al parcometro.

Se invece un posto ce l’hai

Ogni posto che si vede nell’estensione è di qualcuno che lo lasciava vuoto. Un box in cortile, un posto in autorimessa, un vialetto: sono spazi privati che restano inutilizzati per gran parte della giornata, mentre a duecento metri qualcuno gira in cerca.

Metterlo su KIVO non costa niente e non ha canoni: la commissione è il 5% su quello che incassi, e gli incassi si richiedono quando vuoi a partire da venti euro. Se hai una domanda prima di cominciare, Giulia risponde su WhatsApp al +39 346 588 9146.

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Domande frequenti

Cos’è l’estensione KIVO per Chrome?

Un componente aggiuntivo del browser che legge la destinazione dalla pagina che stai guardando — una mappa, una biglietteria, la scheda di un ristorante — e ti dice se lì intorno c’è un parcheggio privato prenotabile su KIVO.

Come fa a sapere dove voglio andare?

Legge la pagina in ordine: prima le coordinate dentro l’indirizzo di una mappa, poi i dati strutturati che i siti seri pubblicano, poi le etichette geografiche nascoste, e infine un indirizzo scritto in chiaro nel testo.

Legge tutto quello che faccio nel browser?

No. La parte che guarda la pagina non fa richieste di rete: ricava solo una destinazione e passa quella. Il contenuto della pagina non esce dal computer, e infatti l’estensione non chiede il permesso di rete sui siti che visiti.

Funziona anche fuori Torino?

Al momento no. La lettura dell’indirizzo dal testo scatta solo se la pagina nomina Torino o un CAP che comincia per 10: senza quel vincolo un indirizzo comune farebbe comparire risultati a centinaia di chilometri.

Il prezzo che mostra è quello che pago?

È una stima, ed è scritto. Il calcolo riproduce quello dell’applicazione, ma il browser non può vedere le tariffe che un host imposta per date specifiche dal calendario: la conferma arriva quando prenoti.

Posso cercare un parcheggio senza installare niente?

Sì. Il sito funziona dal computer come dal telefono, ricerca inclusa. Anzi, per confrontare sei posti affiancati con distanza e prezzo lo schermo grande è meglio.

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Fonti: Chrome for Developers — Manifest V3 · GTT — Sosta nelle strisce blu: tariffe e orari

Giulia Grussu & Stefano Puggioni — fondatori di KIVO

Abbiamo costruito KIVO a Torino, dove viviamo e dove parcheggiamo ogni giorno. Per farlo abbiamo mappato oltre 11.000 stalli fra strisce blu, bianche e zone di sosta della città: queste guide nascono da quei dati e dagli stessi giri a vuoto che fai tu.

Scrivici: info@kivo-app.it · Cos’è KIVO

Tariffe e regole possono cambiare: fanno fede segnaletica, ordinanze del Comune di Torino e pagine ufficiali GTT. · ↑ Torna su

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