Due strumenti diversi, chiamati con la stessa parola
Nel parlato «caparra» indica qualunque somma versata all’inizio. Nel contratto sono due istituti distinti con effetti opposti, e conviene sapere quale si sta usando.
Il deposito cauzionale è una garanzia: serve a coprire il mancato pagamento del canone, gli oneri accessori e i danni all’immobile. Resta accantonato e si restituisce alla fine, al netto di quello che c’è da trattenere.
La caparra confirmatoria — articolo 1385 del Codice Civile — è un’altra cosa: se chi l’ha versata non adempie, la perde; se non adempie chi l’ha ricevuta, deve restituirne il doppio. È uno strumento simmetrico, e la simmetria è la parte che chi affitta dimentica.
Terza differenza, di quelle che si notano solo dopo: il deposito cauzionale non è tassato, la caparra confirmatoria sì.
Il limite: tre mensilità, e gli interessi
Sul deposito cauzionale la regola quantitativa esiste e viene dall’articolo 11 della legge 392/1978.
| Aspetto | Regola |
|---|---|
| Importo massimo | **tre mensilità** di canone |
| Interessi | deve produrre **interessi legali**, da riconoscere alla restituzione |
| Tassazione | non è tassato |
| A cosa serve | canoni non pagati, oneri accessori, danni all’immobile |

Gli interessi sono la parte che si dimentica
Il deposito cauzionale è fruttifero: alla restituzione va aggiunto quanto maturato al tasso legale in vigore.
Sui numeri di un box la cifra è piccola — su un deposito di duecento euro parliamo di pochi euro l’anno — ma è la prima contestazione che arriva quando un rapporto si chiude male, ed è quella su cui non si ha nulla da rispondere.
La conseguenza pratica è che chiedere il massimo consentito non sempre conviene. Tre mensilità su un box vanno accantonate, tenute, rendicontate e restituite con gli interessi: per una cifra modesta è più burocrazia di quanta ne valga la garanzia. Su un canone basso, una o due mensilità sono la scelta ragionevole.
Quando si può trattenere, e con che prove
Il deposito non è un incasso: è una somma di altri che tieni per un periodo. Trattenerlo richiede una ragione documentata.
Le tre ragioni legittime sono i canoni non pagati, gli oneri accessori rimasti scoperti e i danni all’immobile — e su quest’ultimo punto conta la distinzione fra danno e normale usura, perché l’usura non si trattiene.
Il documento che decide questa discussione non è il contratto: è il verbale di consegna con le foto, fatto il giorno in cui hai dato le chiavi. Senza uno stato iniziale documentato, ogni segno sul muro diventa opinabile, e in una contestazione l’opinabile va a favore di chi ha versato il deposito.
Se trattieni, mettilo per iscritto con il conto delle voci. Una restituzione parziale spiegata si accetta; una restituzione parziale senza spiegazione è una lite.
Sull’affitto a ore il problema non c’è
Tutto quanto sopra riguarda la locazione tradizionale, con un contratto, una durata e una somma che passa di mano all’inizio.
Nell’affitto a ore la garanzia non serve perché il pagamento è anticipato e avviene online: non c’è un canone che può non essere pagato, e non ci sono mesi in cui accumulare arretrati. Non c’è nessuna somma da accantonare, rendicontare e restituire con gli interessi.
Su KIVO chi prenota paga prima di entrare e ha l’identità verificata, quindi la funzione che il deposito cauzionale svolge in un affitto lungo è già coperta dal modo in cui funziona la prenotazione.
Come sempre: il quadro sopra è quello generale, e su un caso particolare — un canone alto, una durata lunga, un box con impianti — vale la pena farsi leggere il contratto da un professionista.
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Domande frequenti
Quanto si può chiedere di deposito cauzionale per un box auto?
Non più di tre mensilità di canone, secondo l’articolo 11 della legge 392/1978. Su canoni modesti però conviene chiederne una o due: tre mensilità vanno accantonate, rendicontate e restituite con gli interessi legali, e per cifre piccole è più burocrazia di quanta garanzia porti.
Che differenza c’è fra caparra e deposito cauzionale?
Il deposito cauzionale è una garanzia che copre canoni non pagati, oneri accessori e danni, e si restituisce alla fine. La caparra confirmatoria, articolo 1385 del Codice Civile, ha effetti simmetrici: la perde chi l’ha versata se non adempie, ma chi l’ha ricevuta deve restituirne il doppio se è lui a non adempiere. Inoltre il deposito non è tassato, la caparra sì.
Il deposito cauzionale va restituito con gli interessi?
Sì, deve produrre interessi legali che vanno riconosciuti al momento della restituzione. Sui numeri di un box sono pochi euro l’anno, ma è la prima contestazione che arriva quando un rapporto si chiude male ed è quella su cui non c’è nulla da rispondere.
Cosa serve per trattenere il deposito a fine contratto?
Una ragione documentata fra canoni non pagati, oneri accessori scoperti e danni all’immobile — la normale usura non si trattiene. Il documento che decide è il verbale di consegna con le foto fatto il giorno delle chiavi: senza uno stato iniziale documentato ogni segno diventa opinabile, e l’opinabile va a favore di chi ha versato.
Continua a leggere
Cosa può rompersi in un box affittato (la lista è più corta di quanto pensi) →Verbale di consegna e foto: come tutelarsi in dieci minuti →Contratto di affitto di un posto auto: come si fa, punto per punto →Se l’inquilino del box non paga: la sequenza corretta →Come si disdice un affitto di posto auto: preavviso e forma →Aumentare il canone del box auto: quando e come si può →Le guide dei quartieri citati
Fonti: Legge 392/1978, art. 11 — Deposito cauzionale · Art. 1385 Codice Civile — Caparra confirmatoria
Giulia Grussu & Stefano Puggioni — fondatori di KIVO
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