Chiavi e telecomando di un box appoggiati su un tavolo

Quante chiavi dare a chi affitta il box (e cosa fare se non le rende)

Sembra un dettaglio da niente, ed è la cosa che alla riconsegna genera più discussioni di tutte le altre messe insieme.

Aggiornato il 6 settembre 2026 · di Giulia Grussu e Stefano Puggioni, fondatori di KIVO · 4 min di lettura

La risposta breve: una, e scritta

Una chiave sola, consegnata contro firma e annotata. Non due «per comodità», non tre «perché siamo in famiglia».

La ragione non è diffidenza, è aritmetica: ogni copia in giro è una copia di cui non sai dove sta alla fine del rapporto. Con una chiave sola la riconsegna è un fatto binario — o torna o non torna. Con tre, la domanda «me le hai rese tutte?» non ha una risposta verificabile.

Se servono davvero due accessi — due persone che usano lo stesso posto a orari diversi — la seconda si dà, ma si scrive: quante ne consegni, a chi, e in che data.

Il problema vero non è la chiave, sono le copie

Una chiave si può duplicare in dieci minuti per pochi euro, e non te ne accorgi: la chiave che ti rendono è quella originale, identica a com’era.

Per questo la riga che conta nel contratto non è quante chiavi dai, è il divieto di duplicarle e di consegnarle a terzi senza il tuo consenso. È una clausola che non impedisce fisicamente nulla, ma sposta la responsabilità in modo netto se poi succede qualcosa.

Dove la serratura lo consente, esistono chiavi a duplicazione controllata: si copiano solo esibendo una tessera di proprietà. Costano di più e su un box hanno senso solo se dentro ci tieni qualcosa che vale, ma tolgono il problema alla radice.

Il telecomando del cancello merita una nota a parte: è un accesso a una parte comune, non solo al tuo box, e va trattato con più attenzione della chiave della basculante. Se il regolamento condominiale dice qualcosa sui telecomandi, quella regola viene prima della tua.

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Cosa fare se alla fine non le restituisce

Nell’ordine, e il primo passo risolve la maggior parte dei casi.

  • Chiedile per iscritto, con una data. Un messaggio con «entro venerdì» funziona molto più di tre solleciti vaghi, perché fissa un termine e lascia traccia.
  • Trattieni dal deposito il costo della sostituzione, non una penale inventata. Se hai preso un deposito cauzionale puoi trattenere quello che spendi davvero per rimettere il box in sicurezza: il preventivo o la fattura del fabbro sono il documento che rende legittima la trattenuta. Una cifra a occhio, no.
  • Cambia la serratura e non aspettare. Finché una chiave è in giro, il box non è tuo davvero. È una spesa modesta e va fatta subito, non dopo aver esaurito le discussioni.
  • Metti in conto il caso peggiore adesso. Sapere quanto costa cambiare la serratura del tuo box — è quasi sempre meno di quanto si teme — trasforma un problema in una voce di spesa, e rende molto più facile chiudere il rapporto senza strascichi.

Le tre righe che evitano tutto questo

Vanno nel verbale di consegna, che è il documento dove queste cose contano.

Quante chiavi, con un identificativo se ce l’hanno, e la data di consegna. Una riga.

Il divieto di duplicazione e di consegna a terzi senza consenso scritto.

Cosa succede se non tornano: che il costo della sostituzione della serratura è a carico di chi non le restituisce. Scriverlo prima vale dieci volte discuterne dopo.

La soluzione che elimina la domanda

Tutto quanto sopra esiste perché c’è un oggetto fisico che passa di mano. Togli l’oggetto e sparisce il capitolo.

Una serratura a combinazione costa poche decine di euro e si cambia in trenta secondi quando finisce il rapporto: niente consegna, niente riconsegna, niente copie. Un’apertura da app fa lo stesso e in più registra chi entra e quando.

C’è anche un effetto che non è solo di sicurezza: dai nostri dati l’accesso automatico è una delle caratteristiche che pesa di più sul prezzo di un posto, più della copertura. Toglie l’unico attrito vero della prenotazione, che è dover incontrare qualcuno.

Su KIVO l’accesso a codice è una caratteristica dell’annuncio, e per chi affitta a ore è quello che rende la cosa gestibile senza esserci.

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Domande frequenti

Quante chiavi devo dare a chi affitta il box?

Una sola, consegnata contro firma e annotata nel verbale di consegna. Con una chiave la riconsegna è verificabile: o torna o non torna. Se servono davvero due accessi si dà la seconda, ma si scrive quante se ne consegnano, a chi e in che data.

Come mi tutelo dalle copie?

Con la clausola che vieta di duplicare le chiavi e di consegnarle a terzi senza consenso scritto: non impedisce fisicamente nulla ma sposta la responsabilità. Dove la serratura lo consente esistono chiavi a duplicazione controllata, che si copiano solo esibendo una tessera di proprietà.

Cosa posso trattenere se non mi restituisce le chiavi?

Il costo reale della sostituzione della serratura, documentato dal preventivo o dalla fattura del fabbro, trattenuto dal deposito cauzionale se ne hai preso uno. Non una penale decisa a occhio. E conviene cambiare la serratura subito: finché una chiave è in giro il box non è davvero tuo.

Il telecomando del cancello si tratta come la chiave?

Con più attenzione, perché è un accesso a una parte comune e non solo al tuo box. Se il regolamento condominiale dice qualcosa sui telecomandi — quanti se ne possono avere, a chi si consegnano — quella regola viene prima di qualunque accordo privato.

Continua a leggere

Consegnare le chiavi del box senza consegnarle: le alternative →Verbale di consegna e foto: come tutelarsi in dieci minuti →Caparra e deposito sul box auto: quanto si può chiedere →Serratura e sicurezza: cosa guardano davvero gli automobilisti →Descrivere l’accesso al box: la parte che fa annullare le prenotazioni →Il cancello del cortile si rompe: chi paga la riparazione →

Le guide dei quartieri citati

Fonti: Art. 1590 Codice Civile — Restituzione della cosa locata

Giulia Grussu & Stefano Puggioni — fondatori di KIVO

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