Parcometro di Torino con un’auto parcheggiata sulle strisce blu

Abbonamento sosta a Torino per chi non è residente

Il permesso residenti non ti riguarda, ma paghi la sosta tutti i giorni lo stesso. Quali sono le formule che esistono, e il conto che dice quando smettere.

Aggiornato il 22 agosto 2026 · di Giulia & Stefano, fondatori di KIVO · 4 min di lettura

La situazione di cui non parla nessuno

Le guide sugli abbonamenti di sosta a Torino parlano tutte della stessa cosa: il permesso per residenti. Che è giusto, ma taglia fuori una fetta grossa di chi paga davvero: chi lavora in città e abita fuori, chi studia, chi assiste un familiare in ospedale per settimane.

Se non hai la residenza nella zona, il permesso residenti non lo puoi chiedere: non è questione di costo, è un requisito. Quello che puoi fare è un’altra cosa, e vale la pena sapere quale.

Le formule che esistono davvero

GTT gestisce la sosta a Torino su due binari diversi, e conviene non confonderli.

Il primo sono gli attestati per residenti, dimoranti e altre categorie: legati a un requisito personale, sono i più economici ma non sono per tutti. Fra questi c’è la figura del dimorante, che è la porta d’ingresso per chi vive in città senza esserci residente — e merita una pagina sua.

Il secondo sono gli abbonamenti a tariffa, che non chiedono requisiti di residenza: si comprano e basta. Nel listino GTT compaiono formule di durata diversa, dalla settimanale all’annuale, con importi che cambiano per area e tipologia — nel listino letto ad agosto 2026, per fare due esempi, un annuale per le aree a tariffa smart e un settimanale della stessa famiglia.

Gli importi si aggiornano e cambiano per zona: la cifra esatta va sempre letta sul listino GTT del momento, non su una pagina che l’ha copiata una volta.

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Il conto che decide, in tre righe

Prima di scegliere una formula, vale la pena capire se serve. Il calcolo è banale e quasi nessuno lo fa.

Le strisce blu costano da 1,20 a 2,80 euro l’ora secondo la zona e si pagano dal lunedì al sabato, 8:00-19:30. Chi lascia l’auto otto ore al giorno in una zona da 2 euro spende 16 euro al giorno, cioè circa 320 euro al mese su venti giorni lavorativi.

A quel livello di spesa non è più una questione di abbonamento: è una questione di dove metti l’auto. Un box o un posto privato in affitto nella stessa zona costa una frazione di quella cifra, e l’auto sta al chiuso.

Le tre alternative all’abbonamento

Per chi viene in città tutti i giorni, in ordine di costo crescente:

  • Interscambio più metro: si lascia l’auto ai margini e si entra coi mezzi. La formula giornaliera GTT costa pochi euro ed è la più economica in assoluto, ma allunga il viaggio.
  • Posto privato in affitto mensile: nei quartieri di Torino un box costa fra i 40 e i 130 euro al mese secondo la zona. Rispetto ai 320 euro di strisce blu il confronto non è nemmeno vicino.
  • Abbonamento a tariffa GTT: ha senso per chi viene in città alcuni giorni al mese, non tutti — quando il box mensile sarebbe sovradimensionato e la tariffa oraria comincia a pesare.

Cosa nessun abbonamento ti dà

Vale per il permesso residenti come per qualunque abbonamento a tariffa: nessuno di questi ti riserva un posto. Danno il diritto di non pagare, o di pagare meno, se il posto lo trovi.

Nei quartieri densi la differenza è tutta lì: si può avere l’abbonamento in regola e girare venti minuti lo stesso. Ed è la ragione per cui chi ha un orario da rispettare — un turno, una visita, un cliente — finisce per prenotare un posto invece che comprarne il diritto teorico.

Su KIVO i posti si prenotano per l’orario che serve, anche in modo ricorrente per chi fa lo stesso tragitto ogni giorno: il posto c’è perché è tuo, non perché sei fortunato.

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Domande frequenti

Posso avere l’abbonamento sosta a Torino se non sono residente?

Il permesso per residenti no: richiede la residenza nella zona. Esistono però gli attestati per dimoranti, per chi vive in città senza esserci residente, e gli abbonamenti a tariffa, che non chiedono requisiti di residenza e si acquistano da GTT.

Quanto costa un abbonamento di sosta a Torino?

Dipende dalla formula e dall’area: il listino GTT prevede durate diverse, dalla settimanale all’annuale. Gli importi si aggiornano e variano per zona, quindi la cifra va letta sul listino GTT del momento e non su una pagina che l’ha copiata.

Conviene l’abbonamento o un box in affitto?

Dipende da quanto vieni. Otto ore al giorno su strisce blu da 2 euro l’ora fanno circa 320 euro al mese: a quel livello un box, che a Torino costa fra i 40 e i 130 euro mensili secondo la zona, conviene largamente. Per pochi giorni al mese l’abbonamento ha più senso.

L’abbonamento mi garantisce un posto?

No, nessun abbonamento o permesso riserva un posto: danno il diritto di non pagare o di pagare meno, se il posto lo trovi. Nei quartieri densi si può essere in regola e girare comunque.

Dove si comprano gli abbonamenti GTT?

Dall’e-commerce GTT online, e per alcune tipologie presso i Centri di Servizi al Cliente. I permessi annuali per residenti e dimoranti si acquistano online, con l’eccezione delle sottozone «A» per cui serve un appuntamento allo sportello.

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Fonti: GTT — attestati e abbonamenti di sosta · GTT — tariffe della sosta

Giulia & Stefano — fondatori di KIVO

Abbiamo costruito KIVO a Torino, dove viviamo e dove parcheggiamo ogni giorno. Per farlo abbiamo mappato oltre 11.000 stalli fra strisce blu, bianche e zone di sosta della città: queste guide nascono da quei dati e dagli stessi giri a vuoto che fai tu.

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Tariffe e regole possono cambiare: fanno fede segnaletica, ordinanze del Comune di Torino e pagine ufficiali GTT. · ↑ Torna su

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